Oggi l’area dei Campi Flegrei è stata nuovamente scossa da un doppio evento sismico molto superficiale, avvertito nettamente tra Pozzuoli, Napoli Ovest, Bacoli, Quarto e l’area del Golfo di Pozzuoli. Alle 16:29 è stata registrata una scossa di magnitudo 2.6, seguita undici secondi dopo da un secondo evento di magnitudo 2.7. Entrambi i terremoti hanno avuto un ipocentro estremamente basso: circa 2,3 km per il primo e 1,3 km per il secondo, con epicentro localizzato nell’area marina del Golfo di Pozzuoli, nella zona antistante Arco Felice. La superficialità delle due scosse ha amplificato la percezione del movimento, accompagnato da un forte boato descritto dai residenti come un rumore secco, simile a un’esplosione, tipico dei processi vulcano-tettonici della caldera flegrea.
La doppia scossa del pomeriggio è arrivata dopo una mattinata caratterizzata da uno sciame sismico di bassa magnitudo, iniziato nelle prime ore del giorno. Alle 03:14 è stato registrato un primo evento di magnitudo 1.0, seguito alle 03:25 da una scossa di magnitudo 1.2 , da un’altra alle 06:28 di magnitudo 1.7, e da una di 2.2 alle 07:39, tutte localizzate nella stessa area flegrea. Questi piccoli terremoti, pur non avvertiti dalla popolazione, testimoniano la continua attività del sistema, coerente con la fase di bradisismo che negli ultimi giorni ha prodotto numerosi micro-eventi. Lo stato sismico attuale, inoltre, si inserisce in una sequenza iniziata già nei giorni precedenti, quando tra il 25 e il 26 novembre sono state registrate oltre trenta scosse, con un picco di magnitudo 3.3 nell’area della Solfatara, percepito in gran parte della zona occidentale di Napoli.
L’episodio del 28 novembre conferma la delicatezza della situazione ai Campi Flegrei, un territorio in cui anche scosse leggere vengono sentite in modo intenso a causa della struttura geologica della caldera e della minima profondità degli ipocentri. La popolazione, ormai abituata a una costante attività sismica, vive ogni nuovo evento con una miscela di prudenza e crescente apprensione, soprattutto quando il fenomeno è accompagnato da boati o vibrazioni improvvise. Gli enti scientifici, in particolare l’Osservatorio Vesuviano dell’INGV, stanno monitorando con continuità l’andamento dello sciame e invitano a seguire esclusivamente le comunicazioni ufficiali, evitando fonti non verificate e allarmismi. Mentre l’area resta sotto osservazione costante, il doppio evento del pomeriggio diventa un nuovo tassello della più ampia dinamica sismica e vulcanica che caratterizza la caldera flegrea, ricordando quanto sia essenziale mantenere alta l’attenzione e potenziare gli strumenti di prevenzione e informazione pubblica.
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