Il trasferimento idrico dalle sorgenti del fiume Gari, nel Lazio, verso la Campania si avvicina a una nuova regolamentazione condivisa. Durante l’incontro del 22 settembre 2026 presso l’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale, le due Regioni e l’Autorità hanno definito e completato lo schema d’accordo già predisposto.
La questione riguarda una risorsa che attraversa i confini amministrativi grazie alle opere dell’Acquedotto Campania Occidentale. Il trasferimento è contemplato dagli strumenti di pianificazione e gestione delle acque; l’intesa in preparazione punta a stabilire un quadro condiviso per governarlo, tenendo insieme la tutela delle sorgenti e la sicurezza dell’approvvigionamento dei territori serviti. Il Piano di gestione delle acque dell’Autorità di Bacino descrive il ruolo delle sorgenti del Gari nel sistema dell’Acquedotto Campania Occidentale.
Al tavolo istituzionale hanno partecipato, per la Regione Lazio, l’assessore ai Lavori pubblici Manuela Rinaldi e il direttore generale Luca Marta. La Regione Campania era rappresentata dall’assessora all’Ambiente e al Ciclo integrato delle acque Claudia Pecoraro e dal direttore generale Rosario Manzi. Per l’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale erano presenti la segretaria generale Vera Corbelli, i dirigenti tecnici Pasquale Coccaro e Giuseppe Maria Grimaldi, i funzionari Antonietta Ruocchio e Donatello Sollitto, insieme ad altri tecnici dell’ente.
Il confronto non si è limitato alla stesura dell’accordo. Le amministrazioni hanno esaminato anche il potenziamento della rete di monitoraggio delle acque superficiali e sotterranee, l’individuazione delle aree di salvaguardia e la valutazione del deflusso ecologico. Sono aspetti centrali per conoscere la disponibilità della risorsa e valutare gli effetti dei prelievi, così da fondare le decisioni su controlli e criteri condivisi. Lo schema discusso si colloca inoltre nel percorso tracciato dal documento comune d’intenti per un governo coordinato e sostenibile delle risorse idriche del Distretto dell’Appennino Meridionale.
Per Vera Corbelli, l’intesa rappresenta un passo verso una gestione unitaria dell’acqua a livello distrettuale e un esempio di collaborazione tra istituzioni e competenze tecniche. Manuela Rinaldi ha sottolineato la necessità di procedere insieme sulla tutela della risorsa e sulla sicurezza dell’approvvigionamento, attraverso monitoraggio e gestione responsabile. Claudia Pecoraro ha richiamato il carattere pubblico ed essenziale dell’acqua e l’esigenza di regole stabili per gli scambi tra territori.
L’incontro ha dunque portato lo schema d’accordo a una fase più avanzata, ma resta da attendere la firma per conoscere il testo definitivo e le modalità con cui le misure concordate saranno applicate. Per Lazio e Campania, il nodo è dare continuità alla fornitura idrica alle comunità interessate senza perdere di vista la protezione delle sorgenti del Gari e degli equilibri ambientali.
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