Napoli si prepara ad accogliere dal 2 al 5 ottobre 2026 la prima edizione di TXT Festival – Il piacere del testo, il nuovo progetto del Teatro di Napoli – Teatro Nazionale dedicato alla parola teatrale, alla nuova drammaturgia e alle forme contemporanee della scrittura e della performance. Ideato e curato da Pier Lorenzo Pisano, direttore artistico junior under 35 del Teatro partenopeo, il festival coinvolgerà gli spazi del Teatro Mercadante, del Ridotto del Mercadante e del Teatro San Ferdinando con quattro giornate dense di spettacoli, incontri, letture, laboratori, musica e incursioni nella cultura digitale.
Il titolo scelto per la manifestazione racchiude già la sua filosofia. TXT è infatti il formato più essenziale dei file di testo, uno spazio digitale ridotto alle sole parole. Ed è proprio dalla parola, intesa come origine del teatro e come matrice capace di generare immagini, corpi, azioni e mondi, che prende forma l’intero progetto. L’obiettivo è interrogarsi su ciò che il testo può ancora rappresentare nel presente, mettendo in comunicazione la tradizione teatrale con le nuove scritture, le giovani generazioni artistiche e perfino il linguaggio dei meme.
La manifestazione nasce all’interno della programmazione del Teatro di Napoli – Teatro Nazionale, guidato dal direttore artistico Roberto Andò, e rafforza l’attenzione dell’istituzione verso gli artisti più giovani e verso le trasformazioni dei linguaggi della scena contemporanea. Nella visione di Andò, il festival segue la scrittura e il testo come strumenti attraverso i quali cercare di comprendere ciò che rimane del mondo nel tempo del rumore e dell’accumulo, affidando a una nuova generazione lo spazio necessario per far emergere una propria voce.
Al centro del progetto c’è Pier Lorenzo Pisano, napoletano, drammaturgo, regista e scrittore, già presente al 71° Festival di Cannes con il cortometraggio Così in terra. I suoi testi teatrali sono stati tradotti in dodici lingue e rappresentati in diversi teatri e festival europei. Nel corso della sua carriera ha ottenuto riconoscimenti come il Premio Solinas, il Premio Hystrio e il Premio Riccione/Pier Vittorio Tondelli ed è stato finalista al Premio Calvino con il romanzo Il buio non fa paura. Per TXT Festival ha immaginato uno spazio nel quale la parola non rimanga semplicemente scritta, ma possa attraversare generazioni, linguaggi, geografie e differenti forme artistiche.
La prima edizione del festival porterà a Napoli artisti provenienti da diversi Paesi europei e costruirà un percorso che attraversa nuove drammaturgie, riscritture dei classici e pratiche performative. I temi affrontati saranno quelli dell’eredità familiare e della memoria, della costruzione dell’identità, del legame con le proprie origini, della violenza, del lutto e della necessità di inventare nuove forme con cui raccontare l’esperienza umana.
Una presenza centrale sarà quella di Martin Crimp, drammaturgo inglese di origini romene e figura di primo piano della drammaturgia britannica contemporanea, spesso associata alla corrente dell’in-yer-face theatre. A lui sarà dedicata la sezione TXT CRIMP, con incontri, letture e performance distribuiti durante le giornate della manifestazione. Il festival si aprirà il 2 ottobre con Tracce di Crimp, conversazione tra Martin Crimp e Pier Lorenzo Pisano, accompagnata dalle voci di Valentina Acca, Andrea Renzi, Francesca Cercola e Antonio Elia, chiamati a leggere in anteprima alcuni brani di Uomini addormentati, pubblicato nella nuova collana “TXT” di Editoria & Spettacolo in collaborazione con il Teatro di Napoli – Teatro Nazionale.
Il programma di TXT Festival 2026 si articolerà in cinque sezioni: TXT CRIMP, TXT IN SCENA, TXT PARTY, TXT IN CERCHIO e TXT LAB. La struttura permetterà al pubblico di muoversi tra spettacoli, riletture dei classici, nuove drammaturgie, incontri internazionali e momenti di confronto sul testo teatrale e sulla sua evoluzione. A questo universo si affiancherà anche la cultura digitale, fino a trasformare un gesto tradizionale come la rassegna stampa in un esperimento ironico e contemporaneo: “Il memato del giorno”, una rassegna degli eventi e delle notizie costruita attraverso i meme.
Tra i protagonisti annunciati figurano Federica Amatuccio, che porterà in scena Medeamaterial di Heiner Müller, Gaia Ginevra Giorgi con Haunted, Andrea Dante Benazzo con 11:54, Tara Manić con How I Learned to Drive, testo della premio Pulitzer Paula Vogel, Sofia Antoniou con Oedipus Rex, Rebecca Righetti con Radicchio e noci in caso di morte e il britannico Christopher Brett Bailey con This Is How We Die. Il collettivo belga Greta Koetz presenterà inoltre Le Jardin, mentre Giulio Armeni e Daniele Zinni saranno protagonisti del percorso legato alla scrittura memetica.
Il rapporto con le origini, con i genitori e con ciò che viene ereditato attraverserà molte delle opere in cartellone. Oedipus Rex concentra le parole della tragedia in una sola voce e in un unico corpo d’attore, mentre Medeamaterial mette in relazione il mito di Medea con l’elaborazione drammaturgica di Müller. In 11:54, Andrea Dante Benazzo racconta il padre attraverso i testi da lui lasciati, brevi racconti composti durante la detenzione. Radicchio e noci in caso di morte, scritto e diretto da Rebecca Righetti, affronta invece il rapporto tra padre e figlio e le narrazioni attraverso le quali gli esseri umani tentano di elaborare il dolore.
Con Haunted, Gaia Ginevra Giorgi porta l’attenzione sulla memoria, sulle sue alterazioni e sulle continue riscritture del passato, mentre How I Learned to Drive, nella messa in scena della regista serba Tara Manić, entra nel territorio della violenza all’interno delle relazioni familiari. Le Jardin mette in contatto riferimenti a Samuel Beckett e Anton Čechov con una maternità dai toni tragicomici, mentre This Is How We Die di Christopher Brett Bailey chiuderà idealmente il percorso attraverso la forza dello spoken word e di un flusso verbale radicale.
La riflessione su Martin Crimp accompagnerà l’intero festival, arrivando anche al suo lavoro per l’opera lirica attraverso Written on Skin, libretto scritto per la musica di George Benjamin. Attorno al concetto di scrittura si svilupperanno inoltre incontri capaci di mettere fianco a fianco drammaturghi, performer, autori di meme, poeti e cantanti, nella convinzione che segni e parole possano assumere forme profondamente differenti pur partendo dallo stesso bisogno di comunicare e costruire significati.
Spazio importante sarà riservato anche alla formazione. Linda Dalisi guiderà un laboratorio dedicato alla scrittura teatrale, mentre Giulio Armeni e Daniele Zinni cureranno il laboratorio sulla scrittura memetica, dal quale nascerà ogni sera “Il memato del giorno”. Il progetto sottolinea uno degli elementi più originali del festival: l’incontro tra un linguaggio antichissimo come quello del teatro e una delle forme comunicative più riconoscibili dell’era digitale.
Ad accompagnare la manifestazione sarà anche Perseo, la rivista del Teatro di Napoli – Teatro Nazionale pubblicata da Marotta&Cafiero. Il numero 13, intitolato Il piacere del testo, sarà dedicato alla nuova drammaturgia e a TXT Festival, raccogliendo interventi di Roberto Andò, Martin Crimp, Pier Lorenzo Pisano e di numerosi artisti presenti nel programma, tra cui Andrea Dante Benazzo, Tara Manić, Federica Amatuccio, Gaia Ginevra Giorgi, Daniele Zinni, Giulio Armeni, Gabriele Di Fronzo e Rebecca Righetti.
Non mancherà una dimensione più informale e conviviale. La sezione TXT PARTY accompagnerà infatti le giornate del festival con DJ set, musica e performance al termine degli appuntamenti, trasformando il festival in un’occasione di incontro non soltanto tra artisti e operatori, ma anche tra pubblico, linguaggi e comunità differenti.
TXT Festival 2026 nasce dunque come un laboratorio sul presente e sulla capacità delle parole di attraversarlo. Tradizione e innovazione, classici e nuove scritture, teatro e cultura digitale convivono all’interno di un progetto che guarda soprattutto alle nuove generazioni senza rinunciare alla profondità del pensiero critico. La domanda che attraversa il programma è semplice solo in apparenza: quale lingua parla oggi il teatro e in che modo quella lingua riesce ancora a raccontare ciò che siamo?
Dal 2 al 5 ottobre Napoli diventerà così il luogo di una full immersion nella parola rappresentata, performata, pubblicata e persino “memata”. Ogni testo, prima ancora di trasformarsi in spettacolo, viene considerato come una possibilità e una matrice: un insieme di segni capace di assumere un corpo, entrare in rapporto con il presente e diventare esperienza condivisa.
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(foto di Marko Stojanović, Alice Piemme e altri fornire dall’Ufficio stampa in allegato al comunicato)





