La teologia esce dalle aule e torna tra le persone, nei luoghi della città e nel tempo vivo del dibattito pubblico. È questa l’idea di fondo di “Vesperies”, il ciclo promosso dalla Sezione San Tommaso d’Aquino della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale e dall’ISSR Donnaregina di Napoli, insieme ad Azione Cattolica e Pastorale universitaria dell’Arcidiocesi di Napoli. Dopo l’avvio della rassegna a dicembre, il nuovo appuntamento è fissato per martedì 10 febbraio 2026 alle 18:30 a Villa Campolieto, a Ercolano, con un tema che tocca da vicino credenti, studiosi e cittadini: “L’intelligenza artificiale interroga la teologia”.
Il format riprende la tradizione accademica medievale della Vesperies, la lezione pomeridiana del Maestro, ma la aggiorna in chiave contemporanea: prima un intervento di approfondimento, poi un confronto aperto con il pubblico. Non è un dettaglio organizzativo: è una scelta culturale precisa, perché trasferisce il discorso teologico fuori dai confini specialistici e lo colloca in uno spazio condiviso, dove la domanda religiosa incontra le trasformazioni sociali e tecnologiche del presente.
A guidare l’incontro sarà Don Pasquale Incoronato, docente di Teologia pastorale e direttore dell’ISSR Donnaregina, chiamato a riflettere su come l’intelligenza artificiale stia cambiando non solo i linguaggi della conoscenza, ma anche il modo in cui si interpreta l’esperienza umana, la responsabilità, la relazione e, in ultima analisi, la prassi ecclesiale. In questo quadro, la Chiesa è sollecitata a leggere i “segni dei tempi” anche dentro l’ecosistema digitale: non per inseguire la tecnologia, ma per comprenderla criticamente e abitarla con consapevolezza.
Il valore dell’iniziativa sta proprio in questa postura: non una contrapposizione ideologica tra fede e innovazione, ma un’analisi rigorosa del loro rapporto, con uno sguardo pastorale e culturale insieme. Da un lato, l’IA apre questioni nuove su autonomia, decisione, mediazione algoritmica e produzione del senso; dall’altro, la teologia può offrire categorie interpretative capaci di rimettere al centro la persona, la comunità, il limite e la responsabilità etica. In questa prospettiva, “Vesperies” si conferma come un laboratorio pubblico in cui il sapere teologico si confronta con i nodi più urgenti del tempo presente, in un territorio – quello napoletano e vesuviano – che diventa luogo concreto di dialogo tra istituzioni formative, Chiesa locale e cittadinanza.
L’appuntamento a Villa Campolieto assume quindi anche un significato simbolico: scegliere uno spazio culturale riconoscibile, aperto e radicato nella storia del territorio, per discutere una delle sfide più avanzate della contemporaneità. Il messaggio è chiaro: la riflessione teologica, se vuole restare incisiva, deve saper parlare il linguaggio del presente senza perdere profondità, metodo e senso critico.
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