La 106ª Assemblea nazionale di Manageritalia, ospitata negli spazi dell’Hotel Royal Continental di Napoli, ha riportato al centro del dibattito italiano un tema cruciale per lo sviluppo presente e futuro del Paese: la ricostruzione della fiducia, in un momento storico in cui la percezione degli italiani è più negativa della realtà e in cui il ruolo dei corpi intermedi torna decisivo per creare coesione sociale, rappresentanza e crescita sostenibile.

La scelta di Napoli non è casuale, e a ribadirlo è stato il presidente di Manageritalia, Marco Ballarè, sottolineando come la città partenopea, con i suoi 2.500 anni di storia e con la spinta propulsiva data anche da eventi internazionali come l’America’s Cup, rappresenti un simbolo di rinnovamento. Una cornice perfetta per discutere di clima sociale, fiducia, managerialità e centralità del Sud in un Paese che spesso si percepisce più fragile di quanto non sia davvero.
Le ricerche internazionali condotte da Ipsos in oltre 30 Paesi descrivono una condizione italiana segnata da un forte divario tra realtà e percezioni: il 74% degli italiani ritiene che il Paese vada “nella direzione sbagliata”, mentre il 71% ha una visione pessimistica dell’economia. Pur in presenza di indicatori economici migliori rispetto ad altri Stati europei, prevalgono paura, incertezza e sfiducia nelle istituzioni. Cresce la sensazione di aumento della povertà (74%), delle diseguaglianze (75%) e scende il numero di coloro che si sentono parte del ceto medio. Un quadro che riflette fragilità ma anche un bisogno diffuso di nuova rappresentanza, orientamento e narrativa.

Secondo Ballarè, la fiducia diventa una missione collettiva che richiede riforme strutturali, politiche industriali lungimiranti, investimenti in digitalizzazione, transizione green, formazione e ricerca. Raccontare “un’Italia che funziona” – quella dell’innovazione, della coesione e delle imprese che investono nel territorio – è oggi un compito strategico, soprattutto per chi ha responsabilità manageriali. Il capitale sociale, il volontariato, le imprese coesive e il loro impatto sul benessere locale sono riconosciuti dai cittadini come leve decisive per una crescita moderna e sostenibile. Non a caso, il 77% degli italiani ritiene che la competitività aziendale passi inevitabilmente dal valore economico e sociale generato nel territorio.
Il presidente di Ipsos Doxa, Nando Pagnoncelli, ha confermato durante il suo intervento l’importanza del ruolo dei manager come agenti del cambiamento all’interno delle aziende e come interpreti delle evoluzioni sociali. Le attese dell’opinione pubblica nei confronti dei corpi intermedi sono chiare: contribuire al benessere del Paese (41,2%), compensare le carenze dei servizi pubblici (31,4%) e promuovere una cultura della partecipazione dal basso (22,6%). Solo una minoranza ritiene che debbano limitarsi alla tutela degli associati. Un segnale forte, che indica come i cittadini chiedano rappresentanza evoluta, dialogo, responsabilità e visione.
Pagnoncelli ha messo in luce anche un punto strategico: la potenzialità inespressa del Sud, che da decenni è al centro del dibattito ma non ha ancora trovato una piena valorizzazione. In questo scenario, i manager e le grandi imprese possono diventare catalizzatori fondamentali di sviluppo, crescita e modernizzazione.
Un messaggio ribadito dal sindaco di Napoli e presidente dell’ANCI, Gaetano Manfredi, che ha sottolineato come la complessità delle città moderne richieda un management pubblico e privato capace di coniugare visione, capacità di gestione, inclusione e cura della comunità. Dal welfare al trasporto pubblico, dalla sicurezza al decoro urbano, i comuni rappresentano oggi il cuore dei servizi ai cittadini e hanno bisogno di competenze, innovazione e managerialità.
Sulla stessa linea il presidente di Manageritalia Campania, Ciro Turiello, che evidenzia come la scelta di Napoli – per la terza volta in dieci anni – non sia solo una decisione simbolica ma la conferma di un posizionamento strategico del Mezzogiorno. I segnali di crescita degli ultimi anni sono significativi, ma vanno consolidati e alimentati con politiche attive, managerialità diffusa e collaborazioni tra istituzioni, imprese, territori e cittadini. Dalla Sanità ai Quartieri Spagnoli, da San Giovanni a Scampia, Napoli vive una trasformazione che parte sì dall’alto, ma soprattutto dal basso: un’energia viva che mostra come il contributo della comunità sia fondamentale per lo sviluppo urbano ed economico.
La 106ª Assemblea si è chiusa con un invito alla responsabilità collettiva. Guardare al futuro con lucidità ma anche con speranza, valorizzando ciò che unisce, rafforzando la coesione e investendo nella conoscenza. Solo così l’Italia potrà superare il ripiegamento difensivo, ricostruire la fiducia e ritrovare una prospettiva di crescita equa e sostenibile. Un appello che Manageritalia intende rendere concreto attraverso il proprio ruolo di rappresentanza, formazione, supporto ai manager e promozione culturale.
Da quasi ottant’anni, la Federazione rappresenta dirigenti e professional del terziario avanzato, offrendo servizi, welfare, networking e tutela a oltre 45.000 iscritti. Con 13 associazioni territoriali e una dedicata agli Executive Professional, Manageritalia continua a essere un punto di riferimento per l’economia italiana e un attore chiave nella costruzione di un Paese più competitivo, moderno e coeso.
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(foto fornite dall’Ufficio stampa in allegato al comunicato)
