Il prossimo mercoledì 19 novembre 2025, alle 18:30, il Caffè Letterario Intra Moenia ospiterà la presentazione del volume di Claudio Pennino, ’A nave cammina e ’a fava se coce. Riferimenti botanici nella parlata napoletana, un’opera che si inserisce nel solco della riscoperta della saggezza popolare partenopea e della sua straordinaria capacità metaforica. All’incontro interverranno il giornalista Pietro Treccagnoli, l’attore Mario Mauro e il musicista Sal Esposito, voci diverse ma complementari nell’interpretare la vitalità della lingua napoletana e il suo immaginario.

Il libro di Pennino rappresenta un viaggio affascinante dentro il rapporto profondo tra natura e cultura, una relazione che a Napoli si manifesta in una infinita costellazione di proverbi, modi di dire e metafore vegetali. Ogni pianta, ogni frutto, ogni seme diventa strumento di osservazione del reale, specchio dei comportamenti umani e lente ironica attraverso cui leggere la vita quotidiana. Espressioni come ’A nave cammina e ’a fava se coce, Tale arbero, tale frutto o Cadé ’a copp’ ô pede ’e fico, accanto a molte altre formule meno note ma altrettanto incisive, rivelano un universo linguistico che combina lucidità popolare, saggezza antica e una sorprendente sensibilità poetica.

L’autore non si limita a raccogliere i detti più diffusi, ma li analizza nella loro origine, ne esamina il contesto d’uso e ne chiarisce il senso profondo, mostrando come la cultura orale napoletana abbia trasformato elementi botanici in vere e proprie categorie interpretative della realtà. Le piante non sono soltanto oggetti naturali: diventano protagoniste di narrazioni collettive, simboli sociali, strumenti di commento e giudizio. Attraverso questa lente, il libro restituisce una Napoli vivace, autentica, fatta di osservazioni minute, analogie brillanti e un humour che sa essere insieme graffiante e affettuoso.
La presentazione a Intra Moenia offrirà l’occasione per ascoltare dalla voce dell’autore e degli ospiti come queste espressioni continuino a vivere nel parlato contemporaneo e perché conservino un potere espressivo così forte. La lingua napoletana, con il suo ricco patrimonio di immagini vegetali, dimostra ancora una volta di essere un organismo vivo, elastico, capace di evolversi senza perdere le proprie radici, proprio come gli alberi che popolano i proverbi raccontati nel volume di Pennino.
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