di Alessia Assediato
In un’epoca di progressiva omologazione di linguaggi, culture e identità, il cinema può ancora rappresentare uno spazio di memoria e confronto. Da questa riflessione ha preso il via, lunedì 1° giugno al Nexus del Maximall Pompeii, la seconda edizione del Festival Internazionale del Cinema di Pompei, ideato e presieduto da Annarita Borelli e diretto artisticamente da Enrico Vanzina. Fino al 7 giugno la città ospiterà proiezioni, incontri e approfondimenti dedicati al dialogo tra cinema e scrittura.
La serata inaugurale si è aperta alle 18 con il red carpet, che ha visto sfilare Annarita Borelli, Enrico Vanzina, attori, registi, giurati e ospiti, introducendo simbolicamente il pubblico nell’atmosfera dell’evento. A seguire, nella sala cinematografica, è stato proiettato un estratto de Il Tempo Ritrovato, opera scritta e diretta dalla stessa Borelli con la supervisione artistica di Enrico Vanzina e la voce narrante di Luca Ward. La proiezione ha introdotto il cuore tematico dell’edizione 2026, segnando il percorso che scandirà l’intera settimana: il rapporto tra tempo, memoria e identità.
«Ricordare non è guardare indietro, ma restare dentro ciò che non vuole scomparire», ha affermato Borelli, sottolineando l’essenza del Festival e il suo legame con Pompei, luogo simbolico in cui passato e presente dialogano costantemente. «Pompei non è solo archeologia, ma materia viva. Il cinema compie un gesto simile: attraversa il tempo, custodisce vite, salva emozioni e restituisce umanità».
Ad accompagnarla sul palco è stato Enrico Vanzina, che ha ricordato come l’idea del Festival sia nata proprio a Pompei, anni fa, da una “scintilla”, oggi diventata una seconda edizione consolidata e centrata sulla difesa dell’identità culturale. «Il cinema è legato a filo doppio con il senso dell’identità culturale», ha spiegato, sottolineando come le opere cinematografiche raccontino ciò che siamo stati, ciò che siamo e ciò che diventeremo. In un mondo “omologante”, il Festival diventa «un luogo in cui la nostra identità culturale incontra quella degli altri nel rispetto reciproco».
La serata è proseguita con la presentazione del cast de Il Tempo Ritrovato, tra cui Gino Rivieccio e Veronica Olivier, e delle opere in concorso. Sono stati inoltre presentati i componenti delle giurie dei lungometraggi, dei cortometraggi e della sezione giovani, chiamati nei prossimi giorni a valutare le opere selezionate.
L’inaugurazione è stata anche l’occasione per presentare il calendario della settimana, che affianca alle proiezioni un programma di incontri sul rapporto tra cinema e letteratura, filo conduttore di questa edizione. Si partirà con un approfondimento sul passaggio dalla cronaca all’immagine, in collaborazione con Rai Libri e l’Ordine dei Giornalisti della Campania, seguito dall’incontro con Maurizio De Giovanni sulla letteratura che diventa cinema. Previsto inoltre l’incontro con Vanzina su Le finte bionde, dedicato al passaggio dal romanzo all’adattamento cinematografico, attraverso un caso particolare: una storia che, dalla pagina scritta fino allo schermo, conserva la stessa visione autoriale.
Il Festival si concluderà il 7 giugno con la premiazione delle opere in concorso e con il conferimento dei Premi alla Carriera a Ezio Greggio, Massimiliano Gallo e Massimo Ghini.
L’iniziativa si propone come una riflessione sul valore della memoria e sulla necessità di preservare le identità culturali attraverso il linguaggio universale del cinema, in un percorso che parte da Pompei, luogo simbolo del passato che continua a parlare al presente, per aprire uno sguardo sul futuro.
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(foto di Alessia Assediato)




