La sicurezza sul lavoro deve diventare una priorità concreta dell’organizzazione aziendale, sostenuta da innovazione tecnologica, formazione continua e strumenti economici accessibili alle piccole e medie imprese. È il messaggio lanciato da Antonina Terranova, presidente nazionale della Federazione Medie e Piccole Imprese (FMPI), nel comunicato diffuso a Roma il 2 ottobre 2026. Di fronte alle tragedie nei luoghi di lavoro e nei cantieri, la presidente chiede un cambiamento che superi la gestione dell’emergenza e trasformi la prevenzione in una componente essenziale del fare impresa.
Il punto di partenza è la necessità di dare seguito all’indignazione con interventi capaci di incidere sulle condizioni quotidiane di lavoratrici e lavoratori. Per Terranova, ricordare le vittime e mantenere alta l’attenzione pubblica resta fondamentale, ma non può esaurire la risposta del sistema produttivo e delle istituzioni. La tutela della vita deve entrare nelle decisioni aziendali, nell’organizzazione dei reparti e nella gestione dei cantieri, diventando un criterio con cui valutare la qualità e la sostenibilità dell’attività economica.
«La sicurezza non è un adempimento, è il primo KPI della competitività moderna», afferma la presidente di FMPI. Il riferimento al KPI, ossia a un indicatore di prestazione, esprime la volontà di considerare la protezione delle persone parte integrante dei risultati di un’impresa. In questa prospettiva, la prevenzione non si esaurisce nella documentazione richiesta: deve tradursi in procedure applicate, rischi riconosciuti e condizioni operative che consentano di lavorare in sicurezza.
Nel ragionamento di Antonina Terranova, la digitalizzazione dei processi occupa un ruolo centrale. La presidente richiama la distanza tra un’economia attraversata dall’innovazione e il persistere di infortuni che, nella sua analisi, sono legati anche a improvvisazione, superficialità e carenze nei sistemi di controllo. La proposta della federazione è orientare la gestione della sicurezza verso strumenti tecnologici e una responsabilità condivisa, riducendo il peso di una burocrazia cartacea che rischia di assorbire risorse senza produrre un corrispondente miglioramento della prevenzione.
Tra le soluzioni citate nel comunicato figurano i dispositivi indossabili intelligenti, destinati a monitorare parametri di rischio nei cantieri, e i sensori predittivi applicati ai macchinari. Sono tecnologie che Terranova indica come possibili alleate nella protezione dei dipendenti e nell’individuazione anticipata delle situazioni pericolose. L’obiettivo delineato è rendere la prevenzione più tempestiva e integrata nei processi produttivi, affiancando all’innovazione una formazione tecnica e comportamentale costante.
L’accesso a questi strumenti, tuttavia, pone una questione economica che riguarda soprattutto le micro, piccole e medie imprese. Secondo la presidente di FMPI, sostenere gli investimenti necessari a una sicurezza avanzata può rappresentare un carico finanziario e organizzativo particolarmente impegnativo. Il rischio, osserva, è che la protezione dei lavoratori venga erroneamente percepita come una voce di spesa comprimibile, anziché come una condizione essenziale dell’attività aziendale.
Da qui nasce la richiesta rivolta alle istituzioni: accompagnare le imprese con sgravi mirati, incentivi strutturali e credito d’imposta per l’adozione di dispositivi intelligenti e soluzioni predittive. Si tratta delle misure proposte dalla federazione nel comunicato, con l’intento di rendere più sostenibili gli investimenti in prevenzione e favorire la diffusione delle tecnologie anche nelle realtà produttive di dimensioni minori.
«Le nostre PMI non possono essere lasciate sole in questa sfida», sottolinea Terranova, chiedendo un sostegno concreto alle aziende che vogliono investire nella protezione dei dipendenti. La presidente sollecita un approccio istituzionale capace di affiancare al rigore strumenti che aiutino le imprese a migliorare effettivamente le condizioni di lavoro. Nella visione espressa da FMPI, la sicurezza deve essere accessibile a chi opera correttamente e vuole affrontare la transizione tecnologica, senza diventare un investimento economicamente insostenibile.
Accanto alle risorse e ai dispositivi, il comunicato insiste sulla formazione. Antonina Terranova richiama il dovere dell’impresa di garantire percorsi tecnici e comportamentali continui, capillari e di qualità. La preparazione del personale viene presentata come una responsabilità quotidiana, da collegare alle attività svolte e alle condizioni in cui si opera. Conoscere una procedura e poterla applicare concretamente sono entrambi elementi necessari alla tutela delle persone.
La presidente evidenzia, infatti, la necessità che ogni lavoratrice e ogni lavoratore sia messo nelle condizioni di rispettare le regole senza cedere alla fretta, alla pressione o alle abitudini consolidate. La collaborazione all’interno dell’azienda assume così un significato operativo: costruire un ambiente in cui la prevenzione sia condivisa e il rispetto delle procedure venga sostenuto nell’organizzazione del lavoro. Per FMPI, questa alleanza deve coinvolgere imprese e dipendenti nei reparti e nei cantieri di ogni dimensione e comparto produttivo.
Il cambiamento culturale auspicato da Terranova deve cominciare anche prima dell’ingresso nel mondo del lavoro. La presidente propone di coltivare l’attenzione alla salute e alla sicurezza nei percorsi di studio tecnici e professionali, preparando nuove generazioni di imprenditori e lavoratori a considerare la prevenzione una priorità comune. La scuola viene quindi chiamata a contribuire alla costruzione di una consapevolezza che accompagni le persone lungo la loro esperienza professionale.
Il messaggio conclusivo riporta il confronto alla sua finalità essenziale: ogni turno deve terminare con il ritorno a casa, sano e salvo, di chi lavora. Antonina Terranova ribadisce che nessun margine di profitto, scadenza di consegna o obiettivo di risparmio può giustificare rischi per la vita delle persone. È su questo principio che FMPI fonda la richiesta di un sistema capace di unire rigore, innovazione e sostegno alle imprese, riconoscendo nella dignità del lavoro il valore attorno al quale costruire ogni progetto industriale.
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