Museo di Capodimonte, donata l’opera “Torquato Tasso” di Francesco De Matteis: il prezioso dono di Sir Nicholas e Lady Penny arricchisce il patrimonio artistico di Napoli
Il Museo e Real Bosco di Capodimonte di Napoli si arricchisce di una nuova e significativa opera d’arte grazie alla generosità dello storico dell’arte britannico Sir Nicholas Penny, già direttore della National Gallery di Londra, e di sua moglie Lady Mary. Si tratta della preziosa effigie in terracotta Torquato Tasso, realizzata intorno al 1885 dallo scultore pugliese Francesco De Matteis, protagonista della scena artistica napoletana tra la fine dell’Ottocento e i primi anni del Novecento. La donazione è stata presentata giovedì 15 ottobre 2026 nell’ambito del ciclo di incontri “Notizie da Capodimonte”, promosso dall’associazione Amici di Capodimonte ETS, rappresentando un’importante occasione per approfondire la storia della scultura meridionale e i legami tra il patrimonio artistico italiano e il collezionismo internazionale.
L’appuntamento si è svolto nella Sala 20 del Museo di Capodimonte, all’interno del nuovo allestimento dedicato a Torquato Tasso, alla presenza dei donatori e di studiosi ed esperti di storia dell’arte. L’acquisizione assume un valore particolare non soltanto per la qualità dell’opera, ma anche per la possibilità di ricostruire una fase significativa della formazione e dell’attività di Francesco De Matteis, artista originario di Lecce che sviluppò gran parte della propria carriera nell’ambiente culturale napoletano.
Il ritratto in terracotta, databile al 1885 circa, raffigura Torquato Tasso, uno dei più importanti poeti della letteratura italiana, nato a Sorrento nel 1544 e autore del celebre poema Gerusalemme liberata. La scelta del soggetto rappresenta un ulteriore elemento di interesse per il patrimonio artistico e culturale della Campania, territorio profondamente legato alla memoria del poeta e alla tradizione letteraria rinascimentale.
L’ingresso dell’opera nelle collezioni del Museo di Capodimonte costituisce un arricchimento per la conoscenza della produzione scultorea meridionale dell’Ottocento, un settore della storia dell’arte che merita di essere ulteriormente valorizzato attraverso studi, ricerche, acquisizioni e iniziative divulgative. La terracotta di De Matteis permette infatti di osservare da vicino un momento cruciale della sua evoluzione artistica, quando lo scultore stava consolidando un linguaggio personale attraverso il confronto con le principali esperienze artistiche italiane ed europee.
A sottolineare il significato della donazione è stato il direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte, Eike Schmidt, che ha espresso soddisfazione per l’ingresso dell’opera nelle collezioni del museo e per il legame di collaborazione e amicizia con il prestigioso storico dell’arte britannico.
«Siamo molto felici di accogliere a Capodimonte Sir Nicholas Penny e sua moglie Lady Mary in occasione di questa preziosa donazione che testimonia ancora una volta il grande interesse del collezionismo anglosassone per l’ottocento napoletano e meridionale in generale», ha dichiarato Schmidt.
Il direttore ha inoltre evidenziato il rapporto consolidato con il donatore, sottolineando che «Sir Nicholas è per Capodimonte un amico oltre ad essere un interlocutore prestigioso».
Le parole di Eike Schmidt richiamano un aspetto centrale dell’iniziativa: il ruolo delle relazioni internazionali nella conservazione, nello studio e nella valorizzazione delle opere d’arte. Le donazioni private rappresentano infatti un’importante opportunità per i musei pubblici, consentendo di ampliare le raccolte e recuperare testimonianze artistiche che, attraverso il mercato e il collezionismo, hanno attraversato confini geografici e culturali.
In questo caso, il valore dell’acquisizione è rafforzato dalla storia collezionistica della terracotta, proveniente dalla raccolta di Sir Brinley Ford, studioso e collezionista britannico noto per il suo interesse verso gli artisti inglesi e irlandesi che visitarono l’Italia durante il Settecento.
La provenienza dell’opera permette di ricostruire un ulteriore capitolo dei rapporti tra il mondo artistico italiano e quello britannico, evidenziando come la produzione meridionale abbia suscitato interesse anche al di fuori dei confini nazionali. La presenza della scultura nella collezione di Sir Brinley Ford testimonia infatti l’attenzione rivolta da importanti ambienti del collezionismo anglosassone alle esperienze artistiche sviluppatesi nell’Italia meridionale.
La decisione di Sir Nicholas Penny e Lady Mary, indicata anche come Lady Penny, di destinare l’opera al Museo di Capodimonte assume quindi il significato di una restituzione culturale al contesto storico e artistico nel quale la terracotta è stata realizzata. Non si tratta soltanto di trasferire la proprietà di un manufatto, ma di rendere accessibile al pubblico una testimonianza utile alla ricostruzione della storia dell’arte napoletana di fine Ottocento.
Francesco De Matteis, nato a Lecce nel 1852 e morto a Napoli nel 1917, si formò in un periodo caratterizzato da importanti trasformazioni del linguaggio artistico italiano. La sua crescita professionale fu segnata dall’incontro con personalità di rilievo come Stanislao Lista e Gioacchino Toma, figure fondamentali nella formazione di numerosi artisti attivi nel panorama napoletano.
Le lezioni di questi maestri contribuirono a sviluppare nello scultore una sensibilità attenta tanto alla costruzione formale quanto alla rappresentazione della figura umana. A questa esperienza si aggiunse un breve soggiorno a Parigi, città che nella seconda metà dell’Ottocento rappresentava uno dei principali centri europei di sperimentazione e confronto artistico.
Un passaggio significativo della carriera di De Matteis fu la partecipazione all’Esposizione Nazionale di Torino del 1884, dove presentò tre opere in bronzo. Quell’appuntamento costituì una delle occasioni attraverso le quali lo scultore poté confrontarsi con un pubblico più ampio e inserirsi nel panorama espositivo nazionale.
La terracotta Torquato Tasso, realizzata intorno al 1885, appartiene proprio a questa fase di maturazione artistica, collocandosi in un momento nel quale De Matteis stava sviluppando la propria identità professionale e rafforzando i rapporti con l’ambiente culturale napoletano.
Un’altra tappa importante fu rappresentata dalla partecipazione alla Promotrice Salvator Rosa del 1887, dove lo scultore ottenne un significativo successo con l’opera Troja ammaestrata, oggi conservata nelle collezioni di Intesa Sanpaolo presso le Gallerie d’Italia di Napoli.
Questa fase della sua attività precedette l’impegno per la decorazione dello storico Gran Caffè Gambrinus, avvenuto nel 1890, uno dei luoghi simbolo della vita culturale e artistica partenopea. Il celebre locale napoletano, frequentato nel corso del tempo da intellettuali, artisti e personalità del mondo culturale, rappresenta ancora oggi una testimonianza significativa del rapporto tra arte e vita cittadina.
Negli stessi anni si consolidò il legame tra Francesco De Matteis e Domenico Morelli, uno dei maggiori protagonisti della pittura italiana dell’Ottocento. Questo rapporto offre ulteriori elementi per comprendere il contesto nel quale maturarono le esperienze dello scultore, caratterizzato da un intenso dialogo tra pittura, scultura, decorazione e ricerca espressiva.
L’effigie di Torquato Tasso permette dunque di rileggere non soltanto una singola opera, ma un’intera stagione artistica nella quale Napoli rappresentava un importante centro di elaborazione culturale, capace di attrarre talenti provenienti da diverse aree del Mezzogiorno.
Il soggetto scelto da De Matteis aggiunge inoltre una dimensione letteraria al significato dell’acquisizione. Torquato Tasso, vissuto tra il 1544 e il 1595, occupa un posto centrale nella tradizione poetica italiana per la complessità della sua produzione e per la capacità di rappresentare i conflitti spirituali, morali e culturali del proprio tempo.
Autore di Gerusalemme liberata, una delle opere fondamentali della letteratura italiana del Cinquecento, il poeta nacque a Sorrento e mantenne nel corso della propria esistenza legami con il territorio campano, pur vivendo e operando in numerose corti italiane.
La sua figura è stata frequentemente reinterpretata attraverso la letteratura, la pittura e la scultura, diventando nel corso dei secoli un simbolo della sensibilità artistica e delle tensioni interiori del poeta. La rappresentazione di Tasso da parte di uno scultore attivo nell’Ottocento testimonia quindi la persistenza del suo mito culturale e l’interesse delle generazioni successive per i protagonisti della storia letteraria italiana.
La donazione al Museo di Capodimonte consente di mettere in relazione questi differenti livelli di lettura, offrendo al pubblico un’opera nella quale si incontrano memoria letteraria, ricerca plastica e storia del collezionismo.
Particolarmente rilevante è il profilo internazionale del donatore, Sir Nicholas Penny, nato nel Regno Unito il 21 dicembre 1949 e considerato uno dei più autorevoli studiosi britannici di storia dell’arte.
La sua carriera si è sviluppata attraverso incarichi di primo piano in importanti istituzioni museali e accademiche. Dopo le esperienze di insegnamento e ricerca, ha ricoperto ruoli significativi presso l’Ashmolean Museum di Oxford, uno dei più antichi musei universitari del mondo, e successivamente presso la National Gallery di Londra, dove ha svolto l’incarico di Clore Curator of Renaissance Painting.
Tra il 2002 e il 2008 è stato Senior Curator of Sculpture alla National Gallery of Art di Washington, approfondendo ulteriormente i propri interessi legati alla scultura e alle arti figurative europee.
Nel 2008 è stato nominato direttore della National Gallery di Londra, incarico mantenuto fino al 2015. Durante la sua direzione, il museo ha attraversato una stagione caratterizzata da importanti iniziative espositive, attività di studio e ricerca e una notevole partecipazione di pubblico.
Il suo percorso professionale comprende anche una vasta attività scientifica e accademica, con pubblicazioni dedicate alla storia dell’arte, alla pittura rinascimentale, alla scultura e al collezionismo. Nel 2015 ha ricevuto il titolo di cavaliere britannico, riconoscimento che ha ulteriormente sottolineato il prestigio raggiunto nel settore culturale e museale.
Sir Nicholas Penny è inoltre Fellow della British Academy e ha proseguito la propria attività di studio e insegnamento in contesti internazionali, tra cui la China Academy of Art di Hangzhou.
La sua presenza a Napoli per la donazione della terracotta Torquato Tasso conferma il rapporto tra i grandi studiosi internazionali e il patrimonio artistico italiano, dimostrando come la valorizzazione delle collezioni museali possa beneficiare di relazioni costruite attraverso decenni di ricerca, scambi culturali e collaborazione scientifica.
La presentazione dell’opera si è svolta nell’ambito del ciclo “Notizie da Capodimonte”, promosso da Amici di Capodimonte ETS, associazione impegnata nel sostegno e nella valorizzazione del patrimonio del Museo e Real Bosco.
All’incontro, accanto ai donatori, sono intervenuti il direttore Eike Schmidt, Maria Tamajo Contarini del Museo e Real Bosco di Capodimonte, Diletta Gamberini della Scuola Superiore Meridionale e Massimo Guastella dell’Università del Salento.
La partecipazione di studiosi provenienti da differenti istituzioni ha consentito di affrontare l’acquisizione attraverso una prospettiva storico-artistica articolata, collegando l’analisi dell’opera alla formazione di Francesco De Matteis, alla storia della scultura ottocentesca e ai rapporti culturali tra Napoli e il mondo internazionale.
All’appuntamento era presente anche il console onorario del Regno Unito, Pierfrancesco Valentini, a testimonianza della dimensione internazionale dell’iniziativa e del legame culturale tra Italia e Regno Unito.
La donazione è stata presentata nel nuovo allestimento dedicato a Torquato Tasso, che offre al pubblico un’occasione per approfondire il significato della figura del poeta e della sua rappresentazione artistica.
L’ingresso della terracotta nelle raccolte di Capodimonte costituisce inoltre un’opportunità per accendere l’attenzione sulla scultura dell’Ottocento meridionale, una produzione che comprende artisti, scuole e linguaggi profondamente legati alla storia culturale di Napoli e del Mezzogiorno.
Sebbene il Museo di Capodimonte sia conosciuto soprattutto per le sue straordinarie collezioni pittoriche, il patrimonio dell’istituzione si distingue per la varietà delle testimonianze artistiche e per la capacità di raccontare differenti periodi della storia dell’arte.
Acquisizioni come quella dell’effigie Torquato Tasso contribuiscono ad ampliare questa narrazione, rafforzando il ruolo del museo non soltanto come luogo di conservazione, ma anche come centro di ricerca, approfondimento e valorizzazione della cultura artistica.
Il dono di Sir Nicholas Penny e Lady Mary rappresenta anche un esempio significativo dell’importanza del collezionismo privato nella costruzione e nell’arricchimento delle raccolte pubbliche. Le opere d’arte, attraverso passaggi di proprietà, acquisizioni e donazioni, possono attraversare Paesi e generazioni prima di trovare una nuova collocazione museale.
In questo percorso, il ritorno di una testimonianza della scultura napoletana all’interno di un grande museo del territorio costituisce un fatto di particolare interesse culturale, perché permette di ristabilire un collegamento diretto tra l’opera, la storia del suo autore e il contesto nel quale essa è stata concepita.
La vicenda della terracotta di Francesco De Matteis, proveniente dalla collezione di Sir Brinley Ford e oggi donata a Capodimonte, racconta dunque una storia che supera i confini della singola acquisizione: quella della circolazione internazionale dell’arte italiana e dell’interesse che la produzione artistica meridionale ha continuato a suscitare presso studiosi e collezionisti stranieri.
Per Napoli, la nuova donazione rappresenta un’occasione per valorizzare ulteriormente un capitolo importante della propria storia artistica. Il rapporto tra la città e la scultura ottocentesca, la presenza di maestri come Stanislao Lista, Gioacchino Toma e Domenico Morelli, e l’attività di artisti provenienti da altre regioni meridionali testimoniano la vitalità di un ambiente culturale capace di produrre opere di grande interesse.
L’acquisizione di Torquato Tasso conferma così il ruolo del Museo e Real Bosco di Capodimonte come punto di riferimento per la tutela e la valorizzazione del patrimonio artistico di Napoli e del Mezzogiorno. Un risultato reso possibile dalla generosità di due donatori internazionali e da una collaborazione culturale che mette in dialogo la storia dell’arte italiana con le grandi istituzioni museali europee.
Con questa nuova testimonianza della produzione di Francesco De Matteis, Capodimonte arricchisce il proprio patrimonio e offre a studiosi, appassionati e visitatori un’ulteriore opportunità per conoscere una stagione significativa dell’arte meridionale.
La terracotta dedicata a Torquato Tasso diventa così il simbolo di un incontro tra memoria, ricerca e collezionismo internazionale, ribadendo come la cultura e l’arte continuino a rappresentare strumenti privilegiati di dialogo e collaborazione tra Napoli e il mondo.
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(foto fornite dall’ufficio stampa in allegato al comunicato)


