Un viaggio musicale e culturale tra Argentina e Italia, alla scoperta delle radici comuni del tango e della canzone napoletana, attraverso la storia di uno dei più grandi interpreti della musica internazionale. Venerdì 23 ottobre 2026, alle ore 18.00, la Libreria Mondadori di Salerno, in Corso Vittorio Emanuele 56, ospiterà la presentazione del libro Carlos Gardel – Il tango a Napoli, scritto dal cantautore, musicista e compositore argentino Diego Moreno e pubblicato da Edizioni MEA. Un appuntamento che intreccia letteratura, memoria e musica, riportando al centro dell’attenzione il rapporto tra Carlos Gardel, universalmente conosciuto come il Re del Tango, e la tradizione musicale partenopea.

Al centro dell’incontro salernitano ci sarà un’opera che supera i confini della semplice biografia per esplorare un legame artistico e sentimentale capace di attraversare l’Oceano Atlantico. Diego Moreno ricostruisce infatti il rapporto tra il tango argentino e Napoli, soffermandosi sulle influenze culturali italiane e napoletane che hanno contribuito a plasmare l’identità di uno dei generi musicali più riconoscibili al mondo. Una storia fatta di migrazioni, contaminazioni, passioni e melodie, nella quale Buenos Aires e Napoli appaiono come due città lontane geograficamente, ma profondamente vicine per sensibilità, tradizioni popolari e capacità di trasformare i sentimenti in musica.
La figura di Carlos Gardel rappresenta il punto d’incontro di questo percorso. Considerato una delle voci più importanti nella storia del tango, l’artista contribuì in maniera decisiva alla diffusione internazionale del genere, trasformandolo in una forma espressiva capace di raccontare l’amore, la nostalgia, la lontananza e le contraddizioni della vita. Il suo repertorio conserva ancora oggi una straordinaria forza evocativa, tanto che una collezione di registrazioni originali realizzate tra il 1913 e il 1935 è stata iscritta nel 2003 nel Registro Memoria del Mondo dell’UNESCO, riconoscimento dell’importanza storica e documentaria della sua eredità musicale.

Nel libro Carlos Gardel – Il tango a Napoli, Diego Moreno approfondisce in particolare il ruolo della cultura partenopea nella formazione dell’universo musicale del grande interprete. La canzone napoletana, portata oltreoceano anche dalle comunità di emigranti italiani, trovò a Buenos Aires un terreno fertile, entrando in contatto con le sonorità e le sensibilità popolari argentine. Un intreccio che emerge anche nel racconto del soggiorno napoletano di Gardel nel 1932, ricordato per il suo incontro con l’ambiente musicale cittadino e con il Teatro Trianon, luogo simbolico della tradizione teatrale e canora partenopea. Un episodio che restituisce concretezza a quel dialogo culturale tra due mondi e che contribuisce a spiegare perché Napoli occupi un posto così significativo nella narrazione proposta dall’autore.
Il volume pubblicato da Edizioni MEA si arricchisce inoltre di testimonianze e contributi di autorevoli protagonisti del panorama culturale e musicale. Tra questi figurano lo scrittore Maurizio de Giovanni, la studiosa María Susana Azzi, Ana Turón, il giornalista e scrittore Michelangelo Iossa e lo storico della musica Sergio Pujol. Voci differenti che permettono di osservare Carlos Gardel da prospettive diverse, ampliando il racconto biografico e approfondendo il valore artistico e culturale della sua figura.
Uno degli elementi più originali dell’opera è la presenza di contenuti musicali esclusivi, pensati per accompagnare il lettore in un’esperienza che non si limita alla parola scritta. Tra questi spicca una particolare versione di El día que me quieras, uno dei brani più celebri del repertorio di Gardel, reinterpretato in lingua napoletana con la partecipazione dell’attore Enzo Decaro, presente attraverso la sua voce recitata. Un incontro tra musica e interpretazione che rappresenta simbolicamente il cuore del progetto: far dialogare la poesia del tango con la musicalità della lingua napoletana, valorizzando le affinità espressive tra due tradizioni popolari.
La presentazione alla Libreria Mondadori di Salerno si preannuncia come un momento di approfondimento culturale, ma anche come un’occasione per conoscere più da vicino il percorso umano e artistico di Diego Moreno. L’incontro sarà introdotto dal professor Ernesto Pulignano, docente di Musicologia e Storia della musica presso il Conservatorio Giuseppe Martucci di Salerno, e condotto dal giornalista Aniello Palumbo. È prevista inoltre la partecipazione di Geltrude Vollaro, in rappresentanza di Edizioni MEA. L’organizzazione e la direzione artistica sono affidate al dottor Giuseppe Carabetta, mentre l’iniziativa gode del patrocinio straordinario della Divisione Cultura Uniposms – Università Popolare Nuova Scuola Medica Salernitana.
Nato a Mar del Plata, in Argentina, e residente in Italia dal 1991, Diego Moreno ha costruito nel corso degli anni una carriera internazionale caratterizzata dalla capacità di unire linguaggi musicali differenti. Cantante, compositore, chitarrista e arrangiatore, ha condiviso importanti palcoscenici con artisti come Oscar de León, Djavan, José Feliciano, Gilberto Gil, Fred Bongusto, Paul Young, Gipsy Kings, Inti Illimani, Ziggy Marley e Toquinho. Un percorso che testimonia la sua versatilità artistica e la costante attenzione verso le contaminazioni tra ritmi latini, musica internazionale e tradizione italiana.
Il rapporto con il tango e con Napoli occupa da sempre un ruolo centrale nella sua produzione. Già nel 2007, con il progetto discografico TangoMoreno, l’artista aveva dedicato un lavoro alla grande tradizione musicale di Buenos Aires. Nel 2010, con TangoScugnizzo, aveva poi sviluppato una particolare fusione tra tango argentino e canzone napoletana, ottenendo riconoscimenti come il Premio Masaniello e il Premio Nicolardi. Due esperienze che, insieme al libro dedicato a Carlos Gardel, compongono una personale trilogia artistica incentrata sul dialogo tra Argentina e Napoli, valorizzata anche dal patrocinio dell’Ambasciata Argentina in Italia.
La presentazione salernitana offrirà inoltre a Moreno l’occasione per raccontare i suoi progetti musicali più recenti e anticipare i prossimi appuntamenti. Tra le novità figura il singolo Sueño Robado, una ballata romantica nella quale sonorità Latin Pop e atmosfere rock si incontrano in un linguaggio musicale contemporaneo. Il brano, inserito nel progetto Antología, conferma la volontà dell’artista di ampliare il proprio orizzonte creativo senza abbandonare quelle radici latine che da sempre contraddistinguono la sua identità.
Particolare attenzione sarà riservata anche allo spettacolo ispirato al libro, in programma il 10 dicembre 2026 a Villa di Donato, a Napoli, nell’ambito della stagione musicale e teatrale ospitata dalla storica residenza settecentesca. In quell’occasione le pagine dedicate a Gardel prenderanno vita attraverso una rappresentazione che unirà parole, racconti e musica. Accanto a Diego Moreno salirà sul palco Michelangelo Iossa, nel ruolo di storyteller, per accompagnare il pubblico attraverso gli episodi e le suggestioni di una vicenda artistica che continua a suscitare interesse. L’appuntamento si inserisce idealmente nelle celebrazioni legate al World Tango Day, la Giornata Internazionale del Tango dell’11 dicembre, ricorrenza che rende omaggio anche alla memoria di Carlos Gardel.
Il filo conduttore dell’intero progetto rimane la convinzione che la musica costituisca uno degli strumenti più potenti per raccontare l’identità dei popoli e costruire legami tra culture. Il tango e la canzone napoletana condividono una particolare intensità emotiva, una sensibilità narrativa capace di trasformare le esperienze individuali in sentimenti universali. È proprio questa affinità che Diego Moreno cerca di restituire attraverso il suo lavoro, intrecciando ricerca storica, passione artistica e memoria collettiva.
L’appuntamento del 23 ottobre alla Libreria Mondadori di Salerno rappresenta dunque un’occasione per riscoprire una pagina affascinante della storia musicale internazionale, conoscere le radici napoletane del tango argentino e approfondire la figura di Carlos Gardel attraverso lo sguardo di un artista che ha fatto del dialogo tra Italia e Argentina una cifra distintiva della propria carriera. Un incontro tra letteratura e musica che celebra la forza delle contaminazioni culturali e rinnova il legame tra Napoli e Buenos Aires, due città unite da un patrimonio di emozioni, storie e melodie che continua a parlare alle nuove generazioni.
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- UNESCO – Le registrazioni originali di Carlos Gardel nel Registro Memoria del Mondo
(foto fornite dall’Ufficio stampa in allegato al comunicato)
