L’agricoltura sociale e il riutilizzo dei beni confiscati come strumenti concreti di inclusione, riscatto e sviluppo sostenibile delle comunità locali. È questo il tema centrale di “Coltivare l’inclusione”, la giornata itinerante promossa dalla neonata Associazione Officina Democratica, in programma martedì 14 luglio 2026 tra Castel Volturno e Pignataro Maggiore, in provincia di Caserta.
L’iniziativa intende accendere i riflettori sulle esperienze che, soprattutto nei territori segnati dalla presenza della criminalità organizzata, sono riuscite a trasformare terreni, aziende e immobili confiscati in luoghi di lavoro, formazione, accoglienza e partecipazione sociale. Le fattorie sociali e i progetti di agricoltura inclusiva rappresentano, infatti, non soltanto modelli produttivi alternativi, ma anche laboratori di cittadinanza capaci di creare occupazione, accompagnare le persone più fragili e restituire alle comunità spazi un tempo sottratti alla legalità.
La giornata prenderà il via alle ore 9.45 presso Le Terre di Don Peppe Diana, a Castel Volturno, una delle realtà simbolo del riutilizzo sociale dei beni confiscati in Campania. La cooperativa agricola e sociale opera nel settore agroalimentare e gestisce terreni confiscati alla criminalità organizzata, valorizzando produzioni agricole e casearie e contribuendo alla diffusione di una cultura fondata sulla legalità e sulla responsabilità sociale.
In questo luogo fortemente rappresentativo si svolgerà un confronto con esponenti del mondo politico, sindacale e associativo, insieme ai rappresentanti delle cooperative impegnate quotidianamente nella gestione dei beni confiscati e nei percorsi di inserimento sociale e lavorativo.
Interverranno Susanna Camusso, senatrice del Partito Democratico e componente della Commissione Lavoro, Affari sociali e Sanità del Senato, e Marta Bonafoni, coordinatrice della Segreteria nazionale del Partito Democratico con delega al Terzo Settore e all’Associazionismo. La partecipazione di Marta Bonafoni all’iniziativa, dedicata al ruolo del Terzo Settore nell’agricoltura sociale e nelle comunità locali, è indicata anche nella sua agenda ufficiale.
Al dibattito prenderanno parte Vincenzo Letizia, presidente della Cooperativa Sociale Eureka; Francesco Pascale, direttore della Cooperativa Sociale Terra Felix; Giuliano Ciano, presidente della Cooperativa Sociale Fuori di Zucca; Tammaro Della Corte, segretario generale della Flai Cgil Caserta; Mariano Di Palma, componente dell’Ufficio nazionale di Presidenza di Libera; e Pierluigi Landolfi, componente della Segreteria provinciale del Partito Democratico di Caserta, con delega al Terzo Settore e all’Associazionismo.
A moderare il confronto sarà Carmine Guarriello, presidente dell’Associazione Officina Democratica Caserta, chiamato a guidare una riflessione sulle opportunità e sulle criticità che caratterizzano oggi il settore dell’agricoltura sociale, dalla costruzione di reti territoriali alla necessità di garantire continuità economica e progettuale alle cooperative.
Il primo momento della giornata sarà dunque dedicato all’ascolto e al confronto tra esperienze differenti, accomunate dalla volontà di utilizzare la terra come strumento di emancipazione. L’agricoltura sociale può infatti favorire l’inserimento lavorativo di persone con disabilità, soggetti svantaggiati, giovani in condizioni di fragilità e cittadini coinvolti in percorsi di recupero, coniugando la produzione agricola con servizi educativi, socioassistenziali e formativi.
Il valore di queste esperienze assume un significato ancora più profondo quando le attività vengono realizzate sui beni confiscati. In questi luoghi, la produzione di alimenti, la formazione e il lavoro diventano il segno visibile di un cambiamento: ciò che in passato rappresentava il potere economico e intimidatorio della criminalità viene trasformato in un patrimonio condiviso, aperto alla cittadinanza e capace di generare nuove opportunità.
Al termine dell’incontro di Castel Volturno, i partecipanti si trasferiranno a Pignataro Maggiore, dove è prevista la visita a Villa Imposimato, bene confiscato alla criminalità organizzata e gestito dalla Cooperativa Sociale Apeiron.
Ad accompagnare la visita sarà il presidente Emiliano Sanges, che illustrerà il percorso di recupero e valorizzazione della struttura e le attività agricole, sociali e formative sviluppate dalla cooperativa. Villa Imposimato è dedicata alla memoria di Franco Imposimato, sindacalista ucciso dalla camorra, e rappresenta uno dei beni confiscati gestiti da Apeiron nel territorio di Pignataro Maggiore.
La struttura, articolata su due livelli e circondata da spazi esterni, ospita ambienti destinati a laboratori, riunioni, formazione e iniziative rivolte alla comunità. Attraverso il suo recupero, un immobile un tempo legato alla criminalità è diventato un luogo di conoscenza, servizi e inclusione sociale.
La Cooperativa Apeiron, nata nel 2008, opera in diversi ambiti, tra cui servizi sociali e sociosanitari, formazione professionale, accoglienza, ristorazione collettiva, agricoltura sociale e accompagnamento all’autoimprenditorialità. La gestione dei beni confiscati consente alla cooperativa di costruire percorsi nei quali la dimensione economica si intreccia con quella sociale, educativa e comunitaria.
“Coltivare l’inclusione” si propone quindi come un viaggio attraverso realtà che hanno scelto di non limitarsi alla denuncia della criminalità, ma di costruire concretamente un’alternativa. La legalità, in questa prospettiva, non è soltanto rispetto delle regole, ma capacità di produrre lavoro dignitoso, relazioni solidali e occasioni di crescita per i territori.
La giornata promossa da Officina Democratica vuole inoltre favorire un dialogo più stretto tra istituzioni, politica, sindacati, cooperative e associazioni, nella consapevolezza che le singole esperienze, per consolidarsi, hanno bisogno di reti stabili, programmazione pubblica, risorse adeguate e strumenti capaci di accompagnare la gestione dei beni confiscati nel lungo periodo.
L’agricoltura sociale dimostra come la coltivazione della terra possa assumere una funzione che va oltre la produzione alimentare. Nei campi, nei laboratori e nelle strutture restituite alla collettività si sperimentano nuove forme di welfare territoriale, si recuperano competenze, si costruiscono percorsi di autonomia e si rafforza il senso di appartenenza alla comunità.
Da Castel Volturno a Pignataro Maggiore, “Coltivare l’inclusione” racconterà dunque una provincia di Caserta che reagisce alle ferite provocate dalla criminalità organizzata attraverso la cooperazione, il lavoro e la partecipazione. Una terra nella quale i beni confiscati non sono soltanto testimonianze del passato, ma possono diventare semi di futuro, capaci di generare dignità, sostenibilità e sviluppo condiviso.
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Cooperativa Sociale Apeiron: www.apeironcooperativa.it
Le Terre di Don Peppe Diana – scheda Regione Campania: agricoltura.regione.campania.it


