Sono stati assegnati nella Sala della Protomoteca in Campidoglio, a Roma, i premi della 66ª edizione del Globo d’Oro, il riconoscimento attribuito dall’Associazione della Stampa Estera in Italia alle eccellenze del cinema italiano. Una serata che ha celebrato alcuni dei nomi più autorevoli della stagione cinematografica, da Paolo Sorrentino a Marco Bellocchio, da Toni Servillo a Barbara Ronchi, ma che ha acceso una luce particolare anche su due opere profondamente legate alla memoria, alla natura e alla responsabilità culturale del cinema: L’estate dell’Orsa Maggiore di Andrea D’Ambrosio, vincitore del Globo Verde 2026, ed Elvira Notari. Oltre il silenzio di Valerio Ciriaci, premiato come Miglior Documentario.
Il riconoscimento ad Andrea D’Ambrosio assume un valore speciale perché conferma la forza di un cinema capace di coniugare racconto, paesaggio, impegno civile e sensibilità ambientale. Con L’estate dell’Orsa Maggiore, il regista porta al centro dell’attenzione il mondo dell’orso marsicano e il patrimonio naturale del Parco d’Abruzzo, scegliendo una narrazione che non si limita a descrivere la bellezza di un ecosistema, ma ne restituisce la fragilità, la necessità di tutela e il legame profondo con le comunità che lo abitano e lo difendono ogni giorno. Il Globo Verde, giunto alla sua seconda edizione, premia proprio questa capacità di trasformare il cinema in uno strumento di consapevolezza, senza rinunciare alla qualità artistica e alla forza emotiva delle immagini.
Grande emozione nelle parole di Andrea D’Ambrosio, che ha commentato il premio sottolineando il valore collettivo del risultato: “L’estate dell’Orsa Maggiore ha vinto il Globo d’Oro Verde 2026, uno dei premi più importanti del cinema italiano, dato dalla Stampa Estera. Grazie a Giuseppe Festa per averlo scritto, montato e coprodotto e al suo romanzo fantastico. A Enzo Porcelli per averlo prodotto. A Diana Biscaioli. A Giulio Pietromarchi per averlo fotografato. A Fabio Sorrentino. A Sergio Castellitto per aver dato la sua voce. A Rai Documentari e a Luigi Del Plavignano. Ma soprattutto a tutti i missionari del Parco d’Abruzzo, ai guardiaparco e al mondo meraviglioso dell’orso marsicano. Essere qui con Paolo Sorrentino e Marco Bellocchio mi riempie di orgoglio”.
Accanto al premio ad Andrea D’Ambrosio, un altro riconoscimento di grande rilievo è quello assegnato a Elvira Notari. Oltre il silenzio di Valerio Ciriaci, vincitore nella categoria documentari. Il film riporta al centro della storia del cinema italiano la figura di Elvira Notari, pioniera assoluta della regia, donna visionaria e autrice capace di raccontare Napoli, le sue contraddizioni sociali, i suoi margini e la sua energia popolare con uno sguardo radicalmente moderno. Il premio del Globo d’Oro al documentario di Ciriaci non è soltanto un riconoscimento cinematografico, ma anche un atto di restituzione della memoria: significa riportare alla luce una protagonista rimasta troppo a lungo ai margini del canone ufficiale, nonostante il ruolo decisivo avuto nella nascita e nello sviluppo del cinema italiano.
Il dialogo ideale tra L’estate dell’Orsa Maggiore ed Elvira Notari. Oltre il silenzio è uno degli elementi più interessanti di questa edizione del Globo d’Oro. Da una parte, il racconto ambientale di Andrea D’Ambrosio, che guarda alla natura come spazio vivo, fragile e da proteggere; dall’altra, il lavoro di Valerio Ciriaci, che recupera la voce di una donna e artista capace di anticipare temi e linguaggi del cinema contemporaneo. Due film diversi, ma accomunati dalla stessa urgenza: sottrarre all’oblio ciò che rischia di essere dimenticato, che si tratti di una specie simbolo dell’Appennino o di una grande autrice cancellata dalla memoria collettiva.
La serata romana ha visto anche l’affermazione di La grazia di Paolo Sorrentino, premiato come Miglior Film, con il Globo d’Oro al Miglior Attore assegnato a Toni Servillo. Il premio per la Migliore Regia è andato a Vincenzo Alfieri per 40 Secondi, mentre Barbara Ronchi ha ricevuto il riconoscimento come Migliore Attrice per Elisa. A Margherita Spampinato è stato attribuito il premio per la Migliore Opera Prima con Gioia mia, mentre Il Dio dell’Amore di Francesco Lagi ha conquistato il Globo d’Oro per la Migliore Commedia e quello per la Migliore Colonna Sonora, grazie alle musiche di Stefano Bollani.
Nella scrittura cinematografica, la Migliore Sceneggiatura è stata assegnata a Giuliano Scarpinato, Benedetta Mori, Chiara Tripaldi e Nicolangelo Gelormini per La gioia. Il premio per la Migliore Fotografia è andato a Daria D’Antonio per Primavera, mentre nella sezione televisiva il Globo d’Oro per la Migliore Serie TV è stato attribuito a Portobello di Marco Bellocchio. Il Miglior Cortometraggio è risultato Jusqu’au prochain souffle di Andrea Di Salvatore.
Tra i momenti più intensi della cerimonia, anche il Gran Premio della Stampa Estera a Monica Guerritore, omaggiata per il suo contributo al mondo dello spettacolo e della cultura italiana, e il Premio alla Carriera a Gabriele Salvatores, figura centrale del cinema contemporaneo. Commozione anche per il riconoscimento alla Giovane Promessa, conferito a Justin De Vivo per la sua interpretazione di Willy Monteiro Duarte in 40 Secondi.
In questo quadro di premi e riconoscimenti, il Globo Verde 2026 ad Andrea D’Ambrosio e il successo di Elvira Notari. Oltre il silenzio indicano una direzione precisa: il cinema italiano continua a essere forte quando sa interrogare il presente attraverso la memoria, la natura, la responsabilità e la cura. Il premio a L’estate dell’Orsa Maggiore valorizza un’opera che guarda all’ambiente come patrimonio comune, mentre il riconoscimento al film su Elvira Notari restituisce centralità a una donna che ha saputo raccontare il Sud, Napoli e il popolo con uno sguardo libero, anticipatore e profondamente cinematografico. Due premi che, nella cornice autorevole del Globo d’Oro, parlano non solo di cinema, ma anche di identità, tutela, memoria e futuro.
#AndreaDAmbrosio, #GloboDOro2026, #GloboVerde, #LEstateDellOrsaMaggiore, #ElviraNotari, #ValerioCiriaci, #CinemaItaliano, #OrsoMarsicano, #ParcoDAbruzzo, #DocumentarioItaliano, #SudNotizie

