Il filologo e dantista guiderà l’Università degli Studi di Napoli Federico II per il sessennio 2026-2032. Alta partecipazione al voto e centralità di studenti, ricerca, internazionalizzazione, sostenibilità e intelligenza artificiale nel programma del nuovo rettore.
Andrea Mazzucchi è il nuovo rettore dell’Università degli Studi di Napoli Federico II. Il filologo, ordinario di Filologia della letteratura italiana e tra i più autorevoli studiosi italiani di Dante e della tradizione letteraria medievale, è stato eletto nella prima tornata con 1680 preferenze, superando nettamente il quorum richiesto per chiudere la partita già al primo turno. Alla consultazione per il vertice dell’Ateneo federiciano hanno partecipato 2532 elettori su 2943 aventi diritto, pari all’86%, un dato che conferma la forte attenzione della comunità universitaria per una fase decisiva della vita dell’istituzione.

La vittoria di Andrea Mazzucchi arriva al termine di una campagna elettorale che ha visto confrontarsi tre profili accademici di rilievo: Santolo Meo, Alessandro Pezzella e lo stesso Mazzucchi, portatori di programmi differenti ma accomunati dall’obiettivo di rafforzare il ruolo della Federico II nel panorama nazionale e internazionale. Il nuovo rettore entrerà in carica per il sessennio 2026-2032, raccogliendo la responsabilità di guidare una delle più antiche e prestigiose università pubbliche d’Europa in una stagione segnata da grandi trasformazioni: la competizione globale della ricerca, l’evoluzione della didattica, la sostenibilità dei campus, la crescente domanda di servizi agli studenti e l’impatto dell’intelligenza artificiale sui saperi e sulle professioni.
Il risultato dello scrutinio ha assegnato 1680 voti ad Andrea Mazzucchi, 409 a Santolo Meo e 381 ad Alessandro Pezzella. Le schede bianche sono state 31, così come le nulle. Il quorum necessario per l’elezione alla prima tornata era fissato alla maggioranza assoluta più uno dei voti espressi, pari in questo caso a 1267 voti. Il dato finale ha quindi consegnato a Mazzucchi un’affermazione ampia, che gli consente di avviare il nuovo percorso rettorale con una legittimazione solida e con l’aspettativa di ricomporre attorno al progetto di Ateneo le diverse sensibilità emerse durante la campagna elettorale.
Classe 1966, pugliese, Andrea Mazzucchi è ordinario di Filologia della letteratura italiana e si trova al secondo mandato alla guida del Dipartimento di Studi Umanistici della Federico II. La sua traiettoria scientifica e accademica si è sviluppata tra Napoli e Firenze, con un’attività di ricerca che lo ha imposto come punto di riferimento negli studi danteschi e medievali. Autore di oltre 300 pubblicazioni, è socio ordinario dell’Accademia Pontaniana e della Società Nazionale di Scienze, Lettere e Arti, presidente della Società dei Filologi della Letteratura Italiana e membro dell’Accademia della Crusca. Un profilo umanistico, dunque, ma profondamente inserito nel dibattito contemporaneo sul futuro dell’università, della conoscenza e delle competenze.
Nel suo programma, il nuovo rettore ha posto al centro gli studenti, la qualità della ricerca, l’internazionalizzazione, la sostenibilità degli spazi universitari e un uso governato dell’intelligenza artificiale. La sua idea di Federico II guarda a un Ateneo inteso come “comune” e come comunità della conoscenza, capace di custodire la propria identità pubblica e allo stesso tempo di misurarsi con le grandi sfide del presente. In questa visione, l’università non è soltanto il luogo della formazione professionale, ma anche lo spazio in cui si costruiscono cittadinanza, pensiero critico, libertà e responsabilità collettiva.
“Ringrazio innanzitutto tutta la comunità accademica che ha dato prova di grande maturità democratica partecipando così ampiamente al voto”, ha dichiarato il neo rettore Andrea Mazzucchi dopo l’elezione. “Dobbiamo aspettarci una Federico II che continui ad essere un’università pubblica, un presidio di conoscenza, un presidio di libertà, un presidio di democrazia. L’università non forma soltanto competenze ma forma il sapere critico, forma la capacità di leggere il presente, di progettare il futuro e anche di interpretare al meglio bisogni e necessità di tutti”.
Parole che indicano con chiarezza la direzione del nuovo mandato: rafforzare la Federico II come luogo aperto, inclusivo, competitivo e radicato nella sua funzione pubblica. La sfida sarà tenere insieme la grande tradizione dell’Ateneo fondato nel 1224 con la necessità di innovare modelli didattici, servizi, infrastrutture, reti di ricerca e relazioni internazionali. Per Mazzucchi, la cultura umanistica non appare come un recinto disciplinare, ma come una chiave di lettura del tempo presente, capace di dialogare con le scienze, la tecnologia, l’economia e le trasformazioni sociali.
L’elezione di Andrea Mazzucchi apre così una nuova fase per l’Università degli Studi di Napoli Federico II. Dopo un confronto partecipato e un voto dall’esito netto, il nuovo rettore sarà chiamato a guidare una comunità ampia e complessa, fatta di studenti, docenti, ricercatori, personale tecnico-amministrativo e reti territoriali. Al centro ci sarà il compito di rendere l’Ateneo sempre più competitivo, ma senza smarrire la sua vocazione originaria: essere un presidio pubblico di sapere, libertà e democrazia nel cuore di Napoli e del Mezzogiorno.
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