La risposta all’emergenza bradisismo nei Campi Flegrei passa anche dall’ascolto, dall’accompagnamento delle famiglie e dalla costruzione di una rete capace di non lasciare indietro le persone più vulnerabili. Con questo obiettivo la Caritas diocesana di Pozzuoli sta preparando l’apertura di un nuovo Centro di ascolto dedicato alle conseguenze sociali, economiche e psicologiche delle scosse registrate tra il 31 luglio e il 1° agosto 2026.
L’iniziativa è stata al centro della visita a Pozzuoli di don Marco Pagniello, direttore di Caritas Italiana, giunto nell’area flegrea per incontrare gli operatori della Caritas locale e valutare direttamente i bisogni emersi dopo il terremoto. Alla riunione hanno partecipato anche don Fabio De Luca, vicario episcopale per la Carità, padre Giuseppe Carulli, direttore della Caritas diocesana di Pozzuoli, e don Carmine Schiavone, delegato di Caritas Campania.
La scossa del 31 luglio, secondo la ricostruzione del Dipartimento della Protezione civile, ha raggiunto una magnitudo di 4.7, diventando la più forte registrata nell’attuale fase della crisi bradisismica. L’evento ha provocato danni, evacuazioni e nuove verifiche sugli edifici, aggravando una condizione di incertezza con la quale migliaia di cittadini convivono ormai da tempo.
Alle conseguenze materiali si affiancano problemi meno immediatamente visibili, ma altrettanto pesanti. Le famiglie costrette a lasciare le proprie abitazioni devono trovare una sistemazione alternativa in un territorio nel quale la domanda di case è cresciuta rapidamente. L’aumento degli affitti, le utenze da continuare a pagare, la distanza dalle scuole e dai luoghi di lavoro e la difficoltà di mantenere le normali relazioni familiari possono trasformare l’emergenza abitativa in una nuova forma di fragilità sociale.
Secondo i dati diffusi dalla Caritas diocesana di Pozzuoli, sono oltre 3.400 le persone sfollate, mentre tredici scuole sono risultate inagibili dopo i controlli. Una situazione che coinvolge non soltanto chi ha perso temporaneamente la propria casa, ma anche anziani, persone con disabilità, lavoratori, commercianti e nuclei familiari che già prima del terremoto vivevano condizioni economiche difficili.
Durante la visita, don Marco Pagniello ha richiamato il ruolo specifico della Caritas: intervenire in favore delle persone più fragili senza sostituirsi alle istituzioni. Un principio che punta a integrare l’azione pubblica attraverso la prossimità, l’ascolto e l’individuazione dei bisogni che rischiano di non trovare una risposta immediata.
L’emergenza, infatti, non riguarda soltanto la disponibilità di un alloggio. Lo sradicamento dalla propria casa, la paura di nuove scosse e l’incertezza sul futuro possono generare ansia, disorientamento e un senso di solitudine. Per questo il nuovo Centro di ascolto per il bradisismo a Pozzuoli avrà un carattere multidisciplinare e potrà contare sulla collaborazione di operatori Caritas, avvocati, psicologi, psicoterapeuti e counselor.
I volontari e i professionisti coinvolti si sono incontrati il 20 agosto nell’aula Laurentiana del Villaggio del Fanciullo. Il servizio, che dovrebbe diventare operativo nelle prossime settimane, lavorerà in sinergia con il Comune di Pozzuoli e con la Protezione civile regionale. Le persone potranno raccontare le proprie difficoltà, ricevere informazioni sui servizi disponibili ed essere orientate verso le forme di assistenza più adatte. Le situazioni maggiormente complesse potranno inoltre essere accompagnate nel tempo, evitando che il cittadino venga lasciato solo davanti a procedure amministrative, problemi legali o condizioni di disagio psicologico.
Particolare attenzione sarà riservata alla ricerca di soluzioni abitative economicamente sostenibili. Padre Giuseppe Carulli ha evidenziato la necessità di coinvolgere anche le diocesi vicine, così da individuare alloggi a prezzi calmierati per le famiglie impossibilitate a rientrare nelle proprie case. La preoccupazione riguarda soprattutto chi ha perso il lavoro, chi deve sostenere contemporaneamente più spese e chi, a causa del trasferimento, si trova lontano dalla scuola, dal posto di lavoro o dalla propria rete familiare.
Il Centro di ascolto punta quindi a diventare una porta di accesso a una rete più ampia di solidarietà. Non sarà soltanto un luogo nel quale raccogliere richieste, ma uno spazio capace di mettere in relazione cittadini, volontari, professionisti, amministrazioni pubbliche e strutture ecclesiali. L’obiettivo è trasformare l’ascolto in interventi concreti e impedire che le conseguenze del sisma aumentino le disuguaglianze già presenti sul territorio.
La Diocesi di Pozzuoli, attraverso la Caritas diocesana, ha intanto avviato una raccolta fondi straordinaria per sostenere le famiglie e le persone sfollate. Le donazioni possono essere effettuate tramite bonifico sul conto intestato alla Diocesi di Pozzuoli presso Intesa Sanpaolo, utilizzando l’IBAN IT56O0306909606100000108496 e indicando come causale “Emergenza Bradisismo”.
L’appello rivolto alle istituzioni, agli enti pubblici, alle realtà ecclesiali e ai cittadini è quello di continuare a fare rete. Accanto alla messa in sicurezza degli edifici e alla ripresa delle attività scolastiche, commerciali e assistenziali, sarà necessario proteggere la quotidianità delle persone. È proprio in questa fase, quando l’emergenza rischia di scomparire progressivamente dall’attenzione pubblica, che l’accompagnamento sociale può diventare decisivo.
La nascita del Centro di ascolto per il bradisismo rappresenta dunque una risposta concreta a una crisi che non si esaurisce con la fine dello sciame sismico. Ricostruire significa anche restituire stabilità, relazioni e fiducia a una comunità chiamata ancora una volta a convivere con la vulnerabilità del territorio flegreo.
#Bradisismo #Pozzuoli #CampiFlegrei #Caritas #CaritasPozzuoli #EmergenzaBradisismo #Terremoto #Sfollati #Solidarietà #ProtezioneCivile #SudNotizie
Caritas diocesana di Pozzuoli
Raccolta fondi per l’emergenza bradisismo


