L’Università degli Studi di Napoli Federico II ha celebrato i suoi 802 anni dalla fondazione con una giornata densa di memoria, identità, riconoscenza e futuro. Nell’Aula Magna storica dell’Ateneo, cuore simbolico della più antica università pubblica laica d’Europa, si è svolta la cerimonia di conferimento del titolo di “Laureato Illustre”, uno degli appuntamenti più significativi del programma di Buon compleanno Federico II 2026. Una festa della conoscenza, ma anche un racconto corale del legame profondo tra l’università, Napoli, il Paese e le tante traiettorie professionali e umane nate nelle aule federiciane.
A introdurre il senso della giornata è stato il rettore Matteo Lorito, che ha ricordato come il riconoscimento ai Laureati Illustri non sia soltanto una celebrazione delle carriere individuali, ma un modo per offrire esempi concreti agli studenti, ai laureati e alle nuove matricole che ogni anno iniziano il proprio percorso nella comunità federiciana. In sei anni, ha sottolineato il rettore, la Federico II ha premiato personalità capaci di rappresentare l’identità dell’Ateneo, la sua vocazione internazionale e il contributo che l’università continua a offrire allo sviluppo culturale, scientifico, istituzionale ed economico del Paese.
I Laureati Illustri 2026 sono Elena Aprile, professoressa di Fisica alla Columbia University; Paolo Borrelli, Generale della Guardia di Finanza; Lorenzo Cerulli, EMEA Innovation Leader, GenAI Leader ed Enterprise Technology & Performance Leader per Deloitte Central Mediterranean; Bruno Frattasi, prefetto e direttore generale dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale; Giuseppe Buccino Grimaldi, ambasciatore d’Italia a Madrid; Carmine Incoronato Petrone, farmacista e fondatore della Petrone Group; Silvio Savarese, professore di informatica alla Stanford University e vicepresidente esecutivo e responsabile scientifico di Salesforce.
Nel ricevere il riconoscimento, ciascuno di loro ha restituito alla platea un frammento personale del proprio rapporto con la Federico II. Elena Aprile ha parlato del titolo come di “un abbraccio di Napoli e della Federico II”, ricordando la solidità della formazione ricevuta nell’Ateneo napoletano e il valore di un percorso di studi intenso e rigoroso. Bruno Frattasi ha espresso commozione per un ritorno carico di memoria, definendo l’esperienza federiciana qualcosa che gli è rimasto “sulla pelle”, non solo per le conoscenze acquisite ma per i valori umani trasmessi dai docenti. Lorenzo Cerulli ha sottolineato come proprio la Federico II gli abbia fornito le basi per “navigare il mondo”, aprendo anche la prima porta del suo percorso professionale.
Di rigore scientifico e passione per gli studi ingegneristici ha parlato Silvio Savarese, che oggi porta idealmente un pezzo della Federico II a Stanford. Paolo Borrelli ha richiamato il valore della cultura come capacità di guardare gli orizzonti da prospettive diverse, ricordando la Federico II come crocevia del sapere da oltre ottocento anni. Carmine Incoronato Petrone ha raccontato con spontaneità il proprio percorso non lineare, dal primo approdo a Giurisprudenza al passaggio a Farmacia, fino alla costruzione della sua attività imprenditoriale. Giuseppe Buccino Grimaldi ha invece ricordato la forza della scuola federiciana di diritto internazionale, definendola fondamentale nei momenti complessi della sua carriera diplomatica.
La cerimonia, tuttavia, non si è limitata al conferimento dei riconoscimenti. In occasione degli ottant’anni della Repubblica Italiana e della Costituzione, l’Università Federico II ha voluto dedicare un momento speciale ai valori fondanti della democrazia. A dare voce a questo passaggio è stato Massimo Andrei, autore e regista, protagonista di una lettura intensa e coinvolgente dedicata alla Costituzione e alla Repubblica. Le sue parole hanno emozionato l’Aula Magna, trasformando la celebrazione accademica in una riflessione civile sul significato della cittadinanza, della memoria democratica e della responsabilità collettiva.
Il racconto di Massimo Andrei è stato accompagnato dalla proiezione di una selezione di immagini tratte dalla mostra Le donne della Repubblica. 80 anni di conquiste nelle cronache dell’ANSA. Le fotografie, provenienti dall’archivio dell’ANSA, hanno ripercorso il lungo cammino delle donne italiane verso la conquista dei diritti, a partire dal 2 giugno 1946, quando votarono per la prima volta e divennero per la prima volta eleggibili, fino ai più recenti avanzamenti legislativi, tra cui l’introduzione del reato autonomo di femminicidio. Un attraversamento visivo e simbolico della storia repubblicana, inserito nel contesto di una giornata dedicata alla conoscenza come fondamento della libertà.
A chiudere la cerimonia è stata la Nuova Orchestra Scarlatti, diretta dal Maestro Gaetano Russo, che ha offerto al pubblico un momento musicale di grande intensità. Dopo l’esecuzione dell’Inno dell’Università e dell’Inno di Mameli, l’orchestra ha proposto alcune pagine particolarmente evocative del repertorio italiano e internazionale: il Preludio da I Masnadieri di Giuseppe Verdi, il Valzer brillante nell’incontro musicale tra Nino Rota e Giuseppe Verdi, le atmosfere cinematografiche di C’era una volta l’America di Ennio Morricone e la poesia musicale de La vita è bella di Nicola Piovani. Una conclusione solenne e insieme popolare, capace di unire memoria nazionale, cultura accademica e sensibilità artistica.
La giornata del compleanno della Federico II si è poi avviata verso il suo ultimo appuntamento con il concerto Restiamo in piedi di Dario Sansone, insieme a Pierluigi D’Amore all’electric bass e Michele Signore al violino e mandoloncello, nel Cortile delle Statue. Un ulteriore segno della volontà dell’Ateneo di celebrare i suoi 802 anni non soltanto come ricorrenza istituzionale, ma come festa aperta alla città, agli studenti, alla comunità scientifica e culturale.
Le iniziative di Buon compleanno Federico II 2026 continueranno fino al 12 giugno. Sabato 6 giugno è prevista l’ultima giornata del Festival delle Radio Universitarie nel complesso di San Marcellino, con le challenge finali e le premiazioni per miglior voce, miglior podcast e miglior format radiofonico. Domenica 7 giugno, invece, l’Orto Botanico di Napoli ospiterà dalle 17.30 alle 19.30 l’ottava edizione di Orto sonoro. Un suono per ogni pianta, con l’Orchestra Scarlatti Junior.
Con questa celebrazione, la Federico II rinnova il proprio ruolo di istituzione capace di custodire la memoria e interpretare il presente, mantenendo viva la propria vocazione originaria: produrre sapere, formare coscienze, aprire percorsi e contribuire alla crescita civile del Paese. Ottocentodue anni dopo la sua fondazione, l’Ateneo napoletano continua a raccontarsi come luogo di studio, appartenenza, responsabilità e futuro.
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(foto fornite dall’Ufficio stampa in allegato al comunicato)

















