Il Campania Teatro Festival 2026 attraversa Napoli, il Casertano e il Cilento con una trentesima giornata capace di intrecciare memoria storica, cinema immersivo, musica e progettualità sociale. Sabato 11 luglio la diciannovesima edizione della rassegna, diretta da Ruggero Cappuccio, propone tre nuovi appuntamenti e due repliche, confermando la vocazione di un festival che porta lo spettacolo fuori dai confini tradizionali e costruisce una geografia culturale diffusa tra palazzi monumentali, periferie urbane, parchi e borghi.
Organizzato dalla Fondazione Campania dei Festival, presieduta da Alessandro Barbano, e finanziato dalla Regione Campania, il Festival continua così a sviluppare il proprio “Universo di pace”, claim di un’edizione fondata sul dialogo tra territori, linguaggi e comunità. Il programma dell’11 luglio si muove dal Cortile delle Carrozze di Palazzo Reale di Napoli al Parco urbano di Pinetamare, dai Bipiani di Ponticelli al Teatro Tedér, fino a Palazzo Coppola, nel Cilento.
A Palazzo Reale si conclude Il sogno reale. I Borbone di Napoli, progetto ideato da Ruggero Cappuccio per raccontare figure e vicende della dinastia borbonica attraverso la voce del teatro. Alle 21, nel Cortile delle Carrozze, Cristina Donadio interpreta La scelta di Maria Sofia, racconto in forma di monologo scritto da Vladimiro Bottone e presentato in debutto assoluto.
Al centro del testo c’è l’ultima regina delle Due Sicilie, ormai esule a Monaco di Baviera e circondata da una corte ridotta a poche presenze. Una cesta di arance proveniente dal Sud riaccende il ricordo del Meridione e dell’anno e mezzo trascorso sul trono, mentre un telegramma giunto da un editore americano le propone una somma generosa per la pubblicazione della propria autobiografia, corredata dalle fotografie conservate negli anni.
Maria Sofia ha perso quasi tutto: il regno, la figlia morta a pochi mesi, i beni della Corona confiscati, la sorella Elisabetta d’Austria, la celebre Sissi, assassinata a Ginevra. Le difficoltà economiche la costringono persino a limitare l’acquisto di libri e giornali, ma non riescono a cancellare la sua idea di regalità, intesa come responsabilità e servizio. Per questo sceglie di rifiutare l’offerta editoriale, ritenendo che trasformare la propria vita in un prodotto commerciale significherebbe dissacrare il ruolo di sovrana.
La sua attenzione si rivolge invece ai prigionieri italiani della Prima guerra mondiale, nei cui volti affamati e nelle cui inflessioni meridionali riconosce l’eco dell’assedio di Gaeta. Il monologo restituisce così una figura sospesa tra storia e mito, capace di conservare, anche nella sconfitta, una dignità irriducibile. La lettura di Cristina Donadio, della durata di 45 minuti, chiude la sesta edizione del progetto dedicato ai Borbone.
Il Parco urbano di Pinetamare, nel territorio di Castel Volturno, ospita invece alle 21 Bambole/Dolls, progetto internazionale ideato da Chrisss Costa e Antonio Nardelli e prodotto dall’Associazione Teenspark di Grazzanise in partenariato con l’Istituto Polacco di Roma.
Lo spettacolo nasce dal percorso di ricerca di Quartieri di Vita 2025 e porta in scena dieci giovani attori provenienti da quattro continenti. Sono loro gli autori dei dieci testi originali sviluppati durante il workshop, frammenti narrativi che affrontano i nodi più complessi dell’esperienza della Generazione Z: l’identità di genere, le aspettative sociali, la mascolinità tossica, il senso di appartenenza e il rischio di sentirsi manovrati come bambole da fili invisibili.
La struttura volutamente frammentaria e, in alcuni momenti, astratta riflette la complessità dei vissuti personali e trasforma il palcoscenico in uno spazio di ascolto reciproco. Il teatro sociale diventa così non soltanto una forma artistica, ma un processo di emancipazione, conoscenza e costruzione di una comunità plurale.
La pace è anche il tema centrale de Il seme della concordia, film scritto e diretto da Renato Salvetti, in programma alle 21 a Palazzo Coppola, a Valle di Sessa Cilento, con replica domenica 12 luglio. La pellicola, per la quale Salvetti firma anche le musiche, nasce da un’esperienza concreta: la creazione di una scuola gratuita di musical sostenuta dal Campania Teatro Festival.
Il racconto segue bambini e famiglie di ambienti differenti, riuniti intorno a un progetto teatrale che affronta il tema della guerra. Una scelta che suscita dubbi e resistenze tra alcuni genitori e insegnanti, preoccupati dalla delicatezza dell’argomento o interessati soprattutto ad assicurare ai propri figli i ruoli principali. A ribaltare le esitazioni degli adulti sono però gli stessi bambini, allievi dei laboratori cilentani condotti dalle attrici Franca Abategiovanni e Marina Sorrenti.
Attraverso il lavoro collettivo, i giovani protagonisti dimostrano che anche i più piccoli possono comprendere il dolore dei conflitti e diventare portatori di un messaggio universale: la pace non è un concetto astratto, ma una responsabilità condivisa. Prodotto da Articolart APS, Il seme della concordia unisce cinema, teatro e formazione in un’opera che mette al centro l’educazione sentimentale e civile delle nuove generazioni.
Prosegue intanto ai Bipiani di Ponticelli #Foodistribution – CANTI(d’)IERI / HOPEnHOUSE, progetto di Manovalanza curato da Davide Scognamiglio e Daniele Ciprì, con la regia di Adriana Follieri. Lo spettacolo, in replica alle 21, coinvolge direttamente le attrici e gli attori residenti nei Bipiani insieme alla comunità artistica di #Foodistribution.
L’iniziativa trasforma uno spazio urbano in luogo di produzione culturale, incontro e partecipazione. La dimensione performativa nasce dal rapporto con il quartiere e con le persone che lo abitano, chiamate a diventare non soltanto spettatrici, ma protagoniste del processo creativo. Il progetto, sostenuto dal Ministero della Cultura nell’ambito di Teatro Urbano e dalla Fondazione Campania dei Festival, si inserisce in un percorso che unisce arte pubblica, rigenerazione e costruzione di nuove relazioni sociali.
Al Teatro Tedér continua inoltre R3V@LUT1@N, il primo film immersivo di lunga durata scritto e diretto da Corrado Ardone, proiettato alle 18, 19, 20 e 21. Nel cast figurano Marzio Honorato, Massimo Peluso, Annalisa Pennino, Rita Rusciano, Federica Aiello e Peppe Zarbo.
Il progetto supera la visione cinematografica tradizionale e immerge lo spettatore all’interno dell’azione, trasformandolo in una presenza coinvolta nel racconto. Prodotto da Wiplab, Maxima Film e The Cult Film, il lavoro conferma l’attenzione del Campania Teatro Festival per la sperimentazione audiovisiva e per le forme narrative che mettono in discussione il confine tra cinema, teatro e realtà virtuale.
La giornata si conclude al Giardino Romantico di Palazzo Reale con il Dopo Festival curato da Drop Eventi. Dalle 19 il listening bar accoglie il pubblico, mentre alle 22.15 arriva sul palco Gabriele Poso, percussionista, compositore e producer noto per una ricerca sonora che fonde jazz, house, ritmi afro e suggestioni world.
Restano inoltre visitabili a Vico Mauriello, negli spazi di Palazzo Reale di Napoli, le mostre fotografiche Con i tuoi occhi di Salvatore Liguori, Siria di Romeo Civilli e Jazz: la pellicola del suono di Salvatore Pastore. Tre differenti percorsi visivi che ampliano il racconto del Festival attraverso immagini dedicate allo sguardo, ai conflitti e alla musica.
Con la giornata dell’11 luglio, il Campania Teatro Festival 2026 conferma la capacità di costruire connessioni tra il centro storico di Napoli, le periferie, il Casertano e le aree interne del Cilento. Storia, teatro sociale, cinema e musica diventano parti di un unico racconto, nel quale lo spettacolo dal vivo si propone come strumento di conoscenza, partecipazione e dialogo.
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(foto fornita dall’Ufficio stampa in allegato al comunicato)
