di Walter Ferrigno
Napoli ha regalato ancora una volta un incontro indimenticabile tra cultura, sport e gusto. Al Riserva Rooftop di Posillipo, con vista incantevole sul Golfo, si è tenuta una cena letteraria unica nel suo genere: Il Giro racconta, evento che ha unito il ciclismo d’autore al meglio della gastronomia regionale.
Protagonista della serata il libro Il Giro racconta, scritto da Giampaolo Porreca e pubblicato da LeVarie di Marco Lobasso, editore raffinato e promotore culturale che ha creduto fortemente nel valore narrativo e sportivo dell’opera. Un libro che raccoglie 122 arrivi della corsa rosa in Campania, tracciando una mappa sentimentale e storica che attraversa oltre un secolo di ciclismo, da Rossignoli a Paret-Peintre.
Nell’ambito della quattordicesima tappa del “Giro gastronomico d’Italia”, ideato dagli imprenditori Sasi Maresca, Roberto e Andrea Bianco, la serata è approdata idealmente in Sicilia: un viaggio nel gusto curato dallo chef Davide Cannavale, che ha portato in tavola un percorso di sapori autentici rivisitati con eleganza. Tra i piatti: sfincione, pane e panella, arancina inversa, anello con ragù di modicana e arancia candita, carne alla brace, brioche con gelato al limone. Il drink della serata, dal nome evocativo Il Giro racconta, è stato firmato da Mickael Reale, con gin infuso alla rapa rossa, champagne, soda al pompelmo rosa e fava tonka.
Ospiti d’eccezione hanno arricchito la serata: il giornalista Gianfranco Coppola, che ha contribuito all’edizione 2025 con un racconto su Alfonso Gatto, e Raffaele Illeano, ex ciclista e unico campano ad aver vestito la maglia azzurra dell’Intergiro nel 2004. Le loro testimonianze hanno tracciato un ponte tra emozione e storia, sport e poesia. A moderare l’evento, con tono brillante e coinvolgente, Carlo Chiariello, regista ideale di un racconto collettivo tra cibo e parole.
Tra i protagonisti della degustazione anche il Bianco Veronese IGT ANILINA, un vino naturale prodotto da uve Garganega 100%, affinato in rovere e dal bouquet floreale e fruttato, con freschezza e mineralità. Perfetto con i crudi di pesce, come ha dimostrato l’abbinamento con le ostriche della serata. Un vino elegante, che esalta la convivialità e il racconto.
Nel finale, Giampaolo Porreca ha condiviso con emozione i ricordi personali legati al ciclismo e alla città: “Pedalavo per le strade di Posillipo, proprio qui vicino, e fu lì che conobbi mia moglie Gabriella”. Una nota intima che ha suggellato il senso più profondo della serata: la memoria vissuta, il territorio come teatro di vita, e la bellezza della lentezza tra sport e racconto.
Un esempio perfetto di cultura esperienziale, dove la parola incontra il piatto, il vino incontra la storia, e Napoli rivela la sua anima poliedrica. Ideale per un pubblico appassionato di libri, ciclismo, cucina d’autore e convivialità intelligente.
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