Venerdì 9 gennaio 2026, alle ore 19.00, il Teatro Nuovo di Napoli ospita un appuntamento di forte valore simbolico e culturale nell’ambito di “Storie dell’Arte”, il ciclo di incontri dedicati all’arte contemporanea a cura di Eduardo Cicelyn. Al centro della serata Comm’è bella ’a muntagna, un titolo che è già dichiarazione d’amore e memoria collettiva, con ospiti Antonio Bassolino, Nino D’Angelo e Mimmo Paladino, protagonisti di un racconto che intreccia arte, città, politica e immaginario popolare.
Trent’anni fa, quando Mimmo Paladino installò La Montagna di Sale in Piazza del Plebiscito, Napoli fu attraversata da una scossa profonda. Non si trattò soltanto di un’opera monumentale collocata nello spazio urbano, ma di un evento capace di alterare temporaneamente le regole della convivenza civile e culturale. La piazza più grande e simbolica della città divenne improvvisamente un luogo altro, sospeso tra sacralità e gioco, tra rispetto e appropriazione, tra stupore e conflitto. Il sale veniva rubato, i bambini scalavano la montagna, le guardie inseguivano i ladri, mentre i giornali di tutto il mondo raccontavano un’installazione che sembrava vivere di vita propria.
In quei giorni l’opera d’arte uscì dai confini del sistema museale e critico per trasformarsi in racconto popolare, in esperienza condivisa, in narrazione orale. La Montagna di Sale non era più soltanto un lavoro di un artista già affermato nei musei internazionali, ma un dispositivo urbano che metteva in discussione il rapporto tra cittadinanza e arte contemporanea. Napoli, con la sua capacità unica di metabolizzare l’eccezionale, trasformò l’installazione in un romanzo collettivo fatto di episodi, leggende, polemiche e poesia quotidiana.
La presenza di Antonio Bassolino, allora sindaco della città, restituisce il contesto politico e amministrativo di quella scelta coraggiosa, che fece di Piazza del Plebiscito un laboratorio a cielo aperto di arte pubblica. Nino D’Angelo, voce e volto dell’anima popolare napoletana, incarna invece lo sguardo emotivo e identitario di una città che riconosce l’arte quando essa riesce a parlare la lingua della strada, della memoria e dell’appartenenza. In questo dialogo a tre, moderato idealmente dal pensiero curatoriale di Eduardo Cicelyn, riaffiora una stagione in cui Napoli seppe mettersi in gioco, accettando il rischio dell’incomprensione pur di affermare una visione culturale alta e internazionale.
Comm’è bella ’a muntagna non è solo il racconto di un’opera, ma la riflessione su un momento irripetibile in cui l’arte contemporanea riuscì a diventare esperienza urbana totale. Un’occasione per interrogarsi oggi, a distanza di trent’anni, su cosa significhi davvero portare l’arte nello spazio pubblico e su quanto quella montagna di sale continui, ancora, a parlare alla coscienza culturale della città.
L’incontro si terrà venerdì 9 gennaio 2026 al Teatro Nuovo di Napoli, in via Montecalvario 16, con inizio alle ore 19.00. L’ingresso è unico al costo di 5 euro. Informazioni e prenotazioni al numero 081 4976267 o all’indirizzo email botteghino@teatronuovonapoli.it.
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(foto fornite dall’Ufficio stampa in allegato al comunicato)

