A Napoli il passato non viene semplicemente custodito, ma rimesso in movimento, interrogato e trasformato in materia viva per nuove visioni. È questo il cuore di Dal frammento alla visione. Il passato come possibilità, la mostra collettiva ospitata dallo JUS Museum | Palazzo Calabritto, nel piano nobile dello storico edificio di via Calabritto 20, dal 23 aprile al 31 maggio 2026, con ingresso libero. L’esposizione riunisce le ricerche di Annalaura di Luggo, Giorgio Tentolini e Nicolò Tomaini, tre artisti che, con linguaggi differenti, rileggono la memoria, l’immagine storica, il mito e il frammento come strumenti di conoscenza contemporanea. La mostra è curata da Alberto Mattia Martini e si inserisce nell’ambito di Visioni Contemporanee, rassegna promossa dal Comune di Napoli che trasforma la città in un laboratorio diffuso di creatività tra centro e periferie.
Il progetto, ideato e organizzato da 3xTe in collaborazione con la Galleria Melesi di Lecco e Colossi Arte Contemporanea di Brescia, nasce da una riflessione precisa: il passato non è un deposito immobile di forme concluse, ma un archivio dinamico, continuamente riscrivibile. In questa prospettiva, il frammento non è soltanto ciò che resta di un’opera, di un’epoca o di una memoria perduta, ma diventa il punto di partenza per una nuova elaborazione visiva. La storia, quindi, non viene presentata come reliquia, ma come possibilità aperta, capace di generare immaginazione, identità e nuovi codici interpretativi.
Nel percorso espositivo, Annalaura di Luggo lavora su modelli storici, sculture e pitture, intervenendo sulle immagini con aperture fisiche e simboliche. I suoi occhi rielaborati, inseriti all’interno delle opere, sembrano creare un varco tra antico e contemporaneo, tra mito e percezione, tra memoria collettiva e esperienza individuale. Attraverso immagini e video, l’artista riattiva narrazioni, leggende e tracce identitarie, restituendo al passato una forza emotiva e visionaria che parla direttamente al presente.
La ricerca di Giorgio Tentolini si sviluppa invece attraverso la stratificazione. Le sue opere, realizzate mediante la sovrapposizione di reti metalliche, ricostruiscono immagini del passato in forme vibranti e quasi sospese. La figura emerge progressivamente dallo spazio, come se la memoria si componesse davanti allo sguardo dello spettatore. Il riferimento alla scultura classica diventa così un omaggio reinventato, non una citazione statica, ma una presenza che riaffiora per gradi, fragile e potente al tempo stesso.
Nicolò Tomaini affronta il tema della memoria attraverso un linguaggio che guarda alle tecnologie immaginate, ai codici informatici e ai sistemi digitali. Le immagini storiche vengono riconfigurate come se il presente tentasse di archiviarle, decodificarle e restituirle attraverso nuove strutture di senso. Nel suo lavoro, il passato sembra attraversare un processo di traduzione tecnologica, diventando traccia, dato, simulazione, memoria artificiale. È una riflessione sul modo in cui la contemporaneità conserva, manipola e reinventa ciò che eredita.
La mostra non si limita alla dimensione espositiva, ma si arricchisce di un programma di eventi collegati. Il 28 aprile 2026, alle ore 20.00, presso il Teder – Teatro del Rimedio, è prevista la proiezione del film We Are Art di Annalaura di Luggo, un docufilm che prende le mosse dalla Parabola dei ciechi di Bruegel per raccontare la creazione di un’installazione multimediale interattiva. Il lavoro rilegge il riferimento pittorico e concettuale in chiave contemporanea, trasformandolo in un’esperienza condivisa e partecipata.
Il 5 maggio 2026, alle ore 17.30, presso lo JUS Museum, si terrà un appuntamento dedicato alle sperimentazioni visive di Pluribus, installazione multimediale di Annalaura di Luggo dotata di quattro monitor interni. L’opera ospita anche il video multiscreen Visioni dalla storia, creato appositamente per la mostra. L’incontro è aperto a studenti delle università e delle scuole, artisti visivi e filmmaker, confermando la vocazione del progetto a costruire un dialogo tra arte, formazione e ricerca visiva.
Mercoledì 20 maggio 2026, alle ore 18.00, sempre allo JUS Museum, sarà presentato il catalogo della mostra. L’appuntamento rappresenterà un momento di approfondimento critico sui percorsi degli artisti coinvolti e sul significato complessivo del progetto espositivo. Sarà presente il curatore Alberto Mattia Martini, introdotto da Marcello Palminteri e dall’Avv. Olindo Preziosi.
La scelta dello JUS Museum | Palazzo Calabritto come sede della mostra appare particolarmente significativa. Situato nel cuore di Napoli, lo spazio mette in relazione la dimensione storica del palazzo con la sperimentazione dei linguaggi contemporanei. In questo contesto, Dal frammento alla visione. Il passato come possibilità trova una collocazione naturale: un luogo in cui conservazione e innovazione convivono, offrendo allo spettatore l’occasione di riflettere su come l’antico possa ancora produrre senso, immaginazione e futuro.
La mostra, aperta dal martedì al venerdì dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 19.00, il sabato dalle 16.00 alle 20.00, la domenica, nei festivi o in altri orari su appuntamento, conferma Napoli come scenario privilegiato per un’arte capace di attraversare il tempo. Nel dialogo tra Annalaura di Luggo, Giorgio Tentolini e Nicolò Tomaini, il frammento diventa visione, la memoria diventa possibilità, e il passato si trasforma in una soglia aperta verso nuove forme di conoscenza.
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