Napoli torna a raccontarsi attraverso le donne che, nel corso dei secoli, ne hanno costruito la storia religiosa, civile, culturale e sociale. Da giovedì 3 settembre ripartono infatti gli appuntamenti della seconda edizione di Destinazione Donna. Itinerari femminili a Napoli, la rassegna che per il 2026 porta il titolo Donne al Governo. Quando il potere si fa cura e propone un modo originale di attraversare la città, entrando nei luoghi nei quali figure femminili straordinarie hanno lasciato un segno spesso poco conosciuto.
Il progetto, ideato, sostenuto e promosso dall’Assessorato al Turismo e alle Attività produttive del Comune di Napoli e realizzato dall’Arcidiocesi di Napoli, è curato dalla storica e teologa Adriana Valerio e dall’archeologa Giovanna Greco. La seconda edizione comprende complessivamente 54 appuntamenti gratuiti, articolati in 13 itinerari turistico-religiosi attraverso 18 luoghi della città, oltre a incontri musicali, visite straordinarie e momenti di confronto. Il programma proseguirà fino al 1° novembre 2026. La partecipazione agli itinerari e agli eventi è gratuita, ma è necessaria la prenotazione attraverso Eventbrite, gestita dall’associazione Incantarea.
Il filo conduttore scelto quest’anno è particolarmente attuale: raccontare il potere femminile non attraverso la logica del comando e del dominio, ma attraverso quella della responsabilità, del servizio, della cura delle persone e della tutela del bene comune. È da questa prospettiva che Destinazione Donna porta cittadini e visitatori dentro monasteri, chiese, musei, ospedali, biblioteche e istituzioni culturali, facendo emergere biografie di regine, religiose, educatrici, benefattrici, intellettuali, infermiere, artiste e donne impegnate nella vita pubblica.
L’assessora al Turismo e alle Attività produttive Teresa Armato ha sottolineato proprio il valore di questa narrazione, ricordando come la rassegna stia facendo registrare il tutto esaurito in numerosi appuntamenti. Al centro del progetto ci sono donne forti e autorevoli che hanno interpretato l’autorità come responsabilità e attenzione verso gli altri, contribuendo in maniera decisiva alla costruzione del tessuto sociale e culturale di Napoli. Il lavoro di ricerca condotto da Adriana Valerio e Giovanna Greco restituisce così un mosaico nel quale accoglienza, assistenza, istruzione, spiritualità e cultura diventano altrettante chiavi per leggere la storia della città.
La ripartenza autunnale è fissata per giovedì 3 settembre con due appuntamenti. Alle 15.30 si entrerà nel Complesso monastico di Suor Orsola Benincasa, luogo intimamente legato alla storia dell’educazione femminile napoletana. La cittadella monastica conserva infatti la memoria di donne che hanno considerato la cultura e la formazione strumenti di emancipazione e crescita sociale, da Orsola Benincasa alle sorelle Maria Antonietta Pagliara e Adelaide Pagliara, fino ad Adelaide del Balzo Pignatelli.
Sempre giovedì 3 settembre, alle 16, sarà invece protagonista la Chiesa di Santa Maria in Gerusalemme con il Complesso di Regina Coeli. Il percorso conduce nell’area degli Incurabili e ricostruisce soprattutto le vicende di Maria Lorenza Longo e Giovanna Antida Thouret, due donne legate in maniera diversa alla cura, all’accoglienza e all’assistenza. Il loro impegno consente di riscoprire una parte importante della storia sanitaria e sociale di Napoli, mostrando quanto determinante sia stato il contributo femminile alla costruzione di modelli innovativi di assistenza.
Il calendario proseguirà venerdì 4 settembre alle 11.30 con la Chiesa di Santa Chiara e il Convento delle Clarisse, in un itinerario che attraversa la presenza delle regine nella società napoletana e il ruolo esercitato dalle comunità religiose femminili. Domenica 6 settembre, alle 10.30, sarà invece il MANN – Museo Archeologico Nazionale di Napoli ad accogliere il pubblico per un viaggio tra le testimonianze del mondo antico. Attraverso reperti, immagini e testimonianze della collezione archeologica emergeranno volti e storie di donne romane nelle loro molteplici identità di madri, imprenditrici, artiste e sacerdotesse.
Tra queste prime date si inserisce anche il ritorno degli incontri musicali. Sabato 5 settembre, alle ore 10, la Sala Martucci del Conservatorio di Musica San Pietro a Majella ospiterà Donne e Musica a Napoli, conferenza affidata al maestro monsignore Vincenzo De Gregorio. Sono previsti i saluti istituzionali dell’assessora Teresa Armato, della presidente del Conservatorio Carla Ciccarelli, del direttore Gennaro Panariello e di Adriana Valerio per l’Arcidiocesi di Napoli.
Settembre continuerà il 10, alle 10, con la visita alla Chiesa e Monastero di San Gregorio Armeno, uno dei luoghi simbolo della città. Il focus sarà dedicato a Santa Patrizia, compatrona di Napoli, figura nella quale storia, leggenda e devozione popolare si incontrano. La sua vicenda è profondamente inserita nell’identità religiosa napoletana e consente di osservare da una prospettiva femminile anche il complesso rapporto tra culto, tradizione e memoria collettiva.
Il 12 settembre, sempre alle 10, l’itinerario raggiungerà l’Ospedale della Pace per raccontare le storie di Florence Nightingale, Adelaide Strongoli del Balzo ed Elena d’Aosta. Tre esperienze differenti che trovano un terreno comune nell’assistenza, nella medicina e nell’organizzazione della cura. La visita offre così l’opportunità di esplorare anche la nascita e l’evoluzione della rete ospedaliera napoletana, mettendo in evidenza il ruolo assunto dalle donne nello sviluppo delle pratiche di assistenza alla collettività.
Il 17 settembre e il 1° ottobre, alle 10.30, sarà la volta della Chiesa di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco e della Chiesa di Santa Luciella, dove il racconto si sposterà sul rapporto tra le donne, il culto dei morti e la cura delle cosiddette anime pezzentelle. Una tradizione profondamente radicata nella cultura popolare napoletana, all’interno della quale l’universo femminile ha avuto un ruolo centrale nella trasmissione di gesti, devozioni e pratiche di pietà.
Il 25 settembre alle 10.30 il percorso toccherà il Complesso della Santissima Annunziata, facendo emergere il ruolo politico e sociale delle regine Sancia di Maiorca, Margherita di Durazzo e Giovanna d’Angiò. La storia dinastica si intreccia così con quella dell’assistenza e delle istituzioni cittadine, mostrando quanto le sovrane abbiano potuto incidere concretamente sulla vita pubblica e sulle politiche rivolte alle fasce più fragili della popolazione.
Anche la musica diventa strumento per riportare alla luce protagoniste dimenticate. Sabato 26 settembre, alle 10, nella Chiesa Valdese di via dei Cimbri 8, è previsto l’incontro Compositrici protestanti: percorsi di fede e lotta, diretto da Maria Teresa Pizzulli. Lo stesso luogo sarà protagonista il 22 ottobre, sempre alle 10, di un itinerario dedicato alle donne protestanti e alle figure, spesso poco note al grande pubblico, di predicatrici, maestre e istitutrici che hanno contribuito alla costruzione di una cultura più inclusiva.
Ottobre offrirà numerose altre occasioni. Il 1° ottobre alle 15.30 si tornerà al Complesso monastico di Suor Orsola Benincasa, mentre il 4 ottobre alle 10.30 il MANN proporrà un nuovo percorso nella sezione pompeiana per riscoprire la condizione e il ruolo delle donne nel mondo romano. L’8 ottobre sono previsti due appuntamenti: alle 10 a San Gregorio Armeno, ancora nel segno di Santa Patrizia, e alle 16 nella Chiesa di Santa Maria in Gerusalemme e nel Complesso di Regina Coeli, sulle tracce di Maria Lorenza Longo e Giovanna Antida Thouret.
Il 10 ottobre alle 10 si tornerà all’Ospedale della Pace, mentre il 15 ottobre, sempre alle 10, la Chiesa di Santa Maria Donnaregina permetterà di approfondire la figura di Maria d’Ungheria, regina di Napoli e protagonista della storia angioina della città. Il 23 ottobre, alle 10.30, toccherà invece alla Chiesa di San Giovanni a Carbonara, con un percorso incentrato su Giovanna II, sorella di re Ladislao e sovrana dalla biografia complessa, al centro delle dinamiche politiche del Regno di Napoli.
Il 29 ottobre, alle 16, la Biblioteca Nazionale di Napoli aprirà un ulteriore capitolo della memoria femminile cittadina attraverso le vicende di Guerriera Guerrieri, della regina Maria Carolina d’Asburgo e di Elena d’Aosta, accomunate dall’impegno per la salvaguardia della cultura, dei libri e del patrimonio storico. Il 30 ottobre alle 16.30 è prevista inoltre una visita straordinaria alla Chiesa di Santa Maria di Donnalbina.
Proprio il 30 ottobre entrerà nel vivo anche la parte conclusiva della rassegna con il convegno Donna, autorevolezza e potere. Riflessioni, testimonianze e prospettive tra società civile e comunità ecclesiale, in programma fino al 1° novembre. L’apertura è prevista alle 16.30 nella Chiesa di Santa Maria Donnaromita, con i saluti del cardinale Mimmo Battaglia e dell’assessora Teresa Armato. Alle 17 seguirà l’incontro Sorelle Diocesi. Una riflessione sull’alternativa al potere, con Adriana Valerio, Marinella Perroni e Gaetano Castello.
La giornata si concluderà con il concerto Donne compositrici tra sacro e profano, curato dall’Associazione Corale Giubileo e diretto da Filomena Scala, previsto alle 18 nella stessa Chiesa di Santa Maria Donnaromita.
Sabato 31 ottobre i lavori si sposteranno nella Chiesa di Sant’Aniello a Caponapoli. Durante la mattinata, moderata da Simona Segoloni, interverranno monsignore Gennaro Matino, Donata Horak, Serena Noceti e Alessandra Morelli. Nel pomeriggio sono previste visite guidate alle chiese di Sant’Andrea delle Dame e San Giovanni a Carbonara; successivamente monsignore Francesco Beneduce modererà il confronto al quale prenderanno parte Rosi Bindi, Paolo Ricci, Francesco Del Pizzo e Anna Riccardi.
Il gran finale arriverà domenica 1° novembre. Dalle 9.30 alle 12 la Casa Accoglienza Regina Coeli ospiterà l’incontro tra le delegate di Sorelle Diocesi. A seguire, il programma porterà i partecipanti verso una prospettiva decisamente insolita sulla città con la visita alle “500 cupole sui tetti del Duomo di Napoli”.
Destinazione Donna si conferma così molto più di un calendario di visite guidate. Il progetto propone una rilettura della storia di Napoli partendo dalle tracce lasciate dalle donne e mette in relazione patrimonio artistico, turismo religioso, memoria, cultura e questioni ancora attuali come l’esercizio dell’autorità e la leadership femminile. Regine e religiose, educatrici e intellettuali, infermiere, artiste e protagoniste della società civile compongono una geografia alternativa della città, capace di mostrare come il contributo femminile non sia stato marginale, ma strutturale alla formazione dell’identità napoletana.
A rendere ancora più accessibile l’iniziativa è la gratuità degli appuntamenti, elemento che permette a cittadini e turisti di conoscere luoghi celebri e spazi meno frequentati attraverso una prospettiva diversa dai tradizionali percorsi turistici. Le prenotazioni restano obbligatorie e, considerato il successo già registrato dagli appuntamenti della seconda edizione, è consigliabile verificare per tempo la disponibilità dei posti.
Dal 3 settembre al 1° novembre, dunque, Napoli torna a raccontare il proprio passato guardandolo attraverso gli occhi delle sue protagoniste: donne che hanno governato, educato, curato, fondato istituzioni, custodito il patrimonio e costruito comunità. Un viaggio nella memoria femminile della città che trasforma il turismo culturale in occasione di conoscenza e, soprattutto, restituisce visibilità a storie decisive per comprendere la Napoli di ieri e quella di oggi.
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(foto fornite da Ufficio stampa in allegato al comunicato)




