Napoli diventa laboratorio nazionale per ripensare il rapporto tra cultura, risorse pubbliche e sviluppo dei territori. Venerdì 3 luglio 2026, alle ore 10.45, presso la Fondazione Banco di Napoli, arrivano infatti I Dialoghi di Federculture, il ciclo di incontri promosso da Federculture e dedicato ai grandi temi della cultura, delle istituzioni e della responsabilità pubblica. L’appuntamento, dal titolo “Cultura è Visione: bilanci, patrimonio e prospettive”, rappresenta un passaggio significativo non solo per la città, ma per l’intero Mezzogiorno: è la prima volta che un evento di questo tipo viene organizzato da Federculture nel Sud Italia, con l’obiettivo dichiarato di riconoscere al Meridione un ruolo centrale nella costruzione delle politiche culturali nazionali.
La scelta di Napoli non è casuale. La città, insieme alla Campania, custodisce un patrimonio storico, artistico, archeologico e sociale di valore straordinario, ma è anche un territorio in cui la cultura si misura quotidianamente con temi decisivi: la programmazione economica, la gestione delle risorse, l’accessibilità, la coesione sociale, il turismo, la rigenerazione urbana e la capacità delle istituzioni di trasformare il patrimonio in opportunità. In questa prospettiva, i Dialoghi di Federculture assumono il valore di un confronto pubblico sulla cultura non come settore separato, ma come infrastruttura civile, leva di sviluppo e strumento di responsabilità collettiva.
Protagonista dell’incontro sarà Daria Perrotta, Ragioniere Generale dello Stato, chiamata a tenere una lectio magistralis sul rapporto tra valorizzazione del patrimonio culturale, gestione delle risorse pubbliche e programmazione economica. Il titolo scelto, “Cultura è Visione: bilanci, patrimonio e prospettive”, indica con chiarezza la direzione del confronto: la cultura ha bisogno di visione strategica, ma anche di bilanci sostenibili, di strumenti amministrativi adeguati, di capacità progettuale e di una programmazione in grado di guardare oltre l’emergenza.
L’incontro sarà aperto dai saluti istituzionali di Gaetano Manfredi, Sindaco di Napoli, e di Onofrio Cutaia, Assessore alla Cultura della Regione Campania. Seguirà l’introduzione di Francesco Spano, Direttore di Federculture. Dopo la lectio magistralis di Daria Perrotta, il programma prevede un contrappunto affidato a Orazio Abbamonte, Presidente della Fondazione Banco di Napoli, luogo simbolico per riflettere sul legame tra memoria, economia, istituzioni e futuro del territorio. Le conclusioni saranno affidate ad Andrea Cancellato, Presidente di Federculture.
L’appuntamento napoletano avrà anche un rilievo istituzionale particolare: per la prima volta l’assemblea di Federculture si riunirà nel Sud Italia, portando a Napoli rappresentanti di istituzioni e realtà culturali provenienti da tutto il Paese. È un segnale politico e culturale importante, perché riconosce al Mezzogiorno non solo il ruolo di luogo del patrimonio, ma anche quello di spazio di elaborazione, proposta e governo delle politiche culturali. Napoli diventa così il punto di incontro tra esperienze nazionali e realtà territoriali, in un dialogo che coinvolge soggetti pubblici e privati impegnati nella gestione e nella promozione della cultura.
L’iniziativa sarà anche l’occasione per valorizzare il contributo delle principali realtà culturali attive sul territorio, tra cui la Fondazione Banco di Napoli, il Museo Madre, Fondazione Made in Cloister, la Regione Campania e Scabec. Si tratta di istituzioni e organismi che, ciascuno con la propria missione, contribuiscono alla cura, alla promozione e alla gestione del patrimonio culturale locale, in un contesto nel quale la cultura è sempre più chiamata a produrre valore pubblico, inclusione, conoscenza e sviluppo economico sostenibile.
“Cultura è Visione” si inserisce nel percorso avviato da Federculture per promuovere occasioni di approfondimento sul ruolo della cultura nella costruzione di legami sociali, appartenenza e sviluppo. Non si tratta soltanto di discutere di musei, archivi, fondazioni, imprese culturali o servizi, ma di interrogarsi sulla missione pubblica della cura del patrimonio culturale e sul lavoro quotidiano di chi opera nel settore. In questo senso, la cultura viene letta come un bene vivo, capace di generare comunità, responsabilità e futuro.
Il nuovo incontro prosegue idealmente il primo appuntamento dei Dialoghi di Federculture, svoltosi lo scorso dicembre con il Cardinale José Tolentino de Mendonça e la lectio “Cultura è Comunità”. Dopo aver messo al centro il tema della comunità, il ciclo si apre ora alla dimensione della visione strategica e della programmazione economica, considerate elementi imprescindibili per la valorizzazione del sistema culturale italiano. La cultura, per incidere realmente sui territori, ha bisogno infatti di essere pensata dentro una cornice stabile di politiche pubbliche, investimenti, competenze gestionali e collaborazione istituzionale.
Il tema è particolarmente rilevante per Napoli e per il Mezzogiorno, dove il patrimonio culturale rappresenta una delle principali risorse identitarie ed economiche, ma dove resta decisiva la capacità di trasformare questa ricchezza in progettualità duratura. La sfida è quella di superare una visione episodica degli eventi e delle iniziative culturali, puntando invece su modelli di gestione capaci di coniugare tutela, fruizione, accessibilità, innovazione e sostenibilità. In questa direzione, il confronto promosso da Federculture può contribuire a rimettere al centro una domanda essenziale: quale ruolo deve avere la cultura nelle politiche di sviluppo del Paese?
Fondata come Federazione nazionale delle Imprese della Cultura, Federculture riunisce Regioni, Enti locali e soggetti pubblici e privati impegnati nella gestione dei servizi legati alla cultura, al turismo e al tempo libero. La sua missione è valorizzare il patrimonio e le attività culturali del Paese, promuovendone la fruizione e l’accessibilità per tutti i cittadini. In questa cornice, l’impresa culturale viene considerata non solo come strumento organizzativo, ma come fattore di progresso del settore e di crescita economica e sociale dei territori.
Con l’arrivo dei suoi Dialoghi a Napoli, Federculture lancia dunque un messaggio chiaro: la cultura non è una voce accessoria dei bilanci pubblici, ma una scelta di visione. E il Mezzogiorno, con la sua densità di storia, creatività, istituzioni culturali e bisogni sociali, può essere uno dei luoghi decisivi per costruire nuove politiche culturali nazionali, più integrate, più consapevoli e più capaci di generare futuro.
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