A 28 anni dalla sua tragica e ancora misteriosa scomparsa, il fascino di Lady Diana continua a resistere nel tempo. La sua figura, fragile e potente al tempo stesso, rimane avvolta da interrogativi mai del tutto chiariti. A ricordarla è il libro della giornalista Annalisa Angelone, Diana Spencer. Morte, mito e misteri, presentato nella suggestiva cornice dei giardini della Fagianella durante la rassegna culturale Ritratto d’Autore – Quando i libri parlano.
Dopo i saluti del presidente del circolo Biagio Prisco, che ha sottolineato l’occasione unica di addentrarsi nelle vicende intricate della principessa, l’autrice ha guidato il pubblico in un viaggio tra verità ufficiali e ipotesi alternative. Basato su un’accurata disamina di fonti e documenti, il libro si concentra sull’ultima estate di Diana: un periodo di grande popolarità ma anche di forte isolamento politico e personale, segnato dalla sua battaglia contro le mine antiuomo e dalla relazione con Dodi Fayed.
Partendo dalla tragica notte del 31 agosto 1997 nel Tunnel de l’Alma a Parigi, Angelone mette a confronto due verità inconciliabili: da un lato la versione ufficiale che attribuisce l’incidente a un autista ubriaco, dall’altro le ipotesi di un intrigo internazionale. Un mistero che, come ha evidenziato Ottavio Lucarelli, presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania, resta ancora fitto e irrisolto.
Il giornalista Lorenzo Gambatesa, coordinatore della rassegna, ha concluso sottolineando come il lavoro di Angelone non sia una semplice biografia, ma una vera inchiesta che mantiene viva la memoria della principessa del popolo. Un’opera che illumina le zone d’ombra di una tragedia che ancora oggi continua a interrogare la coscienza collettiva.
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