Andrea Mazzucchi inaugura il suo mandato da Rettore dell’Università degli Studi di Napoli Federico II partendo dagli studenti e dal valore della comunità accademica. Nel suo primo giorno alla guida dello storico Ateneo napoletano, il professore ha incontrato le studentesse e gli studenti impegnati nel semestre filtro nell’Aula Magna della Scuola di Medicina e Chirurgia, scegliendo di aprire il sessennio 2026-2032 con un messaggio incentrato sulla formazione, sulla collaborazione e sulla necessità di affrontare il percorso universitario senza trasformarlo in una competizione esasperata.
Un debutto dal forte valore simbolico per Andrea Mazzucchi, professore ordinario di Filologia della Letteratura Italiana e dantista, entrato ufficialmente in carica il 1° settembre 2026 dopo l’elezione dello scorso 3 luglio. Mazzucchi succede a Matteo Lorito e guiderà la Federico II per i prossimi sei anni, fino al 2032. L’insediamento arriva in anticipo rispetto alla naturale conclusione del precedente mandato dopo la scelta di Lorito di lasciare la guida dell’Ateneo per assumere un incarico nel Consiglio direttivo dell’ANVUR.
Per il nuovo Rettore, il primo appuntamento istituzionale è stato dunque con una delle componenti centrali della vita universitaria: gli studenti. Davanti alle matricole coinvolte nel semestre filtro per l’accesso ai corsi dell’area sanitaria, Mazzucchi ha insistito sull’importanza di vivere l’università con serietà e determinazione, ma senza lasciare che lo studio diventi fonte di ansia permanente, isolamento o rinuncia alla propria dimensione personale.
Il messaggio rivolto ai ragazzi è stato chiaro: affrontare il nuovo percorso con impegno, ma senza accanimento; con ambizione, ma senza ossessione; con determinazione, senza perdere l’equilibrio. Il Rettore ha ricordato che la formazione universitaria non può essere ridotta esclusivamente al raggiungimento di un risultato o al superamento di una selezione. L’esperienza accademica comprende anche le relazioni, il confronto con gli altri, la capacità di collaborare e la costruzione di una comunità nella quale studenti, docenti e personale possano riconoscersi.
Particolarmente significativo il passaggio dedicato alla competizione legata al semestre filtro. “Il Semestre Filtro non deve diventare una gara nella quale ciascuno vede nell’altro soltanto un concorrente da superare. L’Università non è questo”, ha spiegato Mazzucchi, sottolineando come una competizione sana possa rappresentare uno stimolo alla crescita, mentre il continuo confronto con gli altri, la paura di non essere all’altezza e l’isolamento rischiano di impoverire profondamente l’esperienza universitaria.
Da qui l’invito a studiare insieme, aiutarsi e conoscersi. La persona seduta accanto durante una lezione o una prova, ha ricordato il Rettore, non è necessariamente un avversario: può diventare un compagno di viaggio, un collega e un amico. Una filosofia che guarda anche al futuro professionale, dove la capacità di ascoltare, collaborare e lavorare in gruppo rappresenta sempre più una competenza fondamentale.
“Vorrei che questa fosse una delle caratteristiche della Federico II che incontrerete: una comunità, non una somma di individui in competizione”, è uno dei passaggi che meglio sintetizzano la visione con cui Andrea Mazzucchi ha scelto di cominciare il proprio mandato.
L’incontro ha assunto un significato particolare anche per il valore storico dell’istituzione. Entrare alla Federico II significa infatti diventare parte di una comunità accademica che vanta oltre otto secoli di storia. Fondata nel 1224, l’Università rappresenta una delle istituzioni culturali più antiche e prestigiose d’Europa e continua a esercitare un ruolo centrale nella formazione, nella ricerca e nella vita civile del Mezzogiorno e del Paese.
Nel suo intervento, Mazzucchi ha voluto collegare proprio questa lunga tradizione alla responsabilità del presente. Essere studenti federiciani non significa soltanto seguire corsi e sostenere esami, ma partecipare alla vita di una comunità con una forte responsabilità culturale e civile. Un’appartenenza da vivere pienamente, utilizzando gli spazi dell’Ateneo, costruendo rapporti con i colleghi e confrontandosi con i docenti, senza sacrificare gli affetti, le passioni e quella parte della vita personale che contribuisce alla crescita complessiva di ogni studente.
Il primo giorno del nuovo Rettore ha coinciso con l’avvio del semestre filtro 2026/2027 per i corsi dell’area sanitaria. La Federico II e l’Università degli Studi del Sannio hanno scelto di collaborare nell’organizzazione del percorso, con l’Ateneo sannita impegnato nei corsi replica. L’obiettivo condiviso è accompagnare le nuove matricole in una fase inevitabilmente selettiva senza perdere di vista il benessere degli studenti e soprattutto la qualità della loro formazione.
Il semestre filtro riguarda l’accesso ai corsi di laurea magistrale a ciclo unico in Medicina e Chirurgia, Odontoiatria e Protesi Dentaria e Medicina Veterinaria. Il nuovo sistema supera il tradizionale test d’ingresso iniziale, consentendo l’accesso al primo semestre e rimandando la selezione alla successiva valutazione degli esami previsti e alla graduatoria nazionale. Alla Federico II, per l’anno accademico 2026/2027, le lezioni prendono il via proprio il 1° settembre, rendendo ancora più significativo l’incontro con il nuovo Rettore.
Ma la prima giornata di Andrea Mazzucchi alla guida dell’Ateneo è stata segnata anche da una delle prime decisioni organizzative del nuovo mandato: la scelta del Prorettore.
A ricoprire l’incarico sarà il professore Nicola Bianco, classe 1971, ordinario di Fisica Tecnica Industriale presso il Dipartimento di Ingegneria Industriale della Federico II. Bianco è una figura già fortemente impegnata nella governance dell’Ateneo: eletto per la prima volta direttore del Dipartimento di Ingegneria Industriale alla fine del 2020, è stato successivamente confermato alla guida della struttura.
Il profilo scientifico del nuovo Prorettore si lega ad alcuni dei temi centrali per il futuro dell’università e della società. Le attività di ricerca di Nicola Bianco riguardano infatti la transizione energetica, il contrasto ai cambiamenti climatici, la povertà energetica e la sostenibilità, ambiti destinati ad avere un peso crescente non soltanto nella ricerca scientifica ma anche nelle strategie di sviluppo economico e ambientale dei prossimi anni.
Il Dipartimento di Ingegneria Industriale diretto da Bianco rappresenta inoltre una delle realtà di maggior rilievo della Federico II. È compreso tra i Dipartimenti universitari di Eccellenza finanziati per il quinquennio 2023-2027 nell’ambito del programma nazionale dedicato alle strutture che si distinguono per qualità della ricerca e progettualità scientifica, organizzativa e didattica.
La Federico II ha ottenuto un risultato particolarmente significativo nell’edizione 2023-2027, con dodici Dipartimenti riconosciuti come Dipartimenti di Eccellenza, mentre a livello nazionale le strutture ammesse al finanziamento sono 180. Un risultato che rafforza ulteriormente il peso scientifico dell’Ateneo napoletano e che accompagna la nomina di Nicola Bianco in un ruolo centrale nella nuova governance.
La scelta del nuovo Prorettore e l’incontro con gli studenti tracciano così, già dalle prime ore, alcune delle direttrici del mandato di Andrea Mazzucchi: centralità della comunità universitaria, attenzione alla qualità della formazione, ricerca, sostenibilità e capacità di affrontare le trasformazioni che attendono il sistema accademico.
Per la Federico II si apre quindi una nuova fase. Il primo giorno del Rettore non è stato caratterizzato soltanto dagli adempimenti istituzionali legati all’insediamento, ma dalla volontà di inviare un preciso messaggio alla comunità federiciana. Una università che punta all’eccellenza e alla competenza, ma che non vuole dimenticare il valore umano della formazione.
Il richiamo rivolto agli studenti a non trasformare l’università in una semplice corsa individuale assume, in questo senso, un significato che va oltre il semestre filtro. Nella visione proposta da Mazzucchi, la Federico II deve continuare a essere un luogo nel quale conoscenza, ricerca, confronto e relazioni procedano insieme. Un Ateneo con oltre ottocento anni di storia che apre un nuovo mandato guardando al futuro, ma scegliendo di cominciare proprio dalle sue studentesse e dai suoi studenti.
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(foto fornite dall’Ufficio stampa in allegato al comunicato)
