La fase che accompagna l’avvio della presidenza regionale di Roberto Fico si sta trasformando, giorno dopo giorno, in una partita di equilibri politici e di simboli. Domani alle 12, nella sala “De Sanctis” di Palazzo Santa Lucia, Fico terrà la prima conferenza stampa da presidente presentando la convenzione per la gestione del Centro per l’autismo di Avellino, insieme al commissario prefettizio Giuliana Perrotta e alla direttrice dell’Asl di Avellino Maria Concetta Conte. Come scrive la stessa testata, però, l’orizzonte più urgente resta la composizione della nuova Giunta, che dovrà essere definita “prima di Natale”, con una settimana che si apre all’insegna dei confronti bilaterali tra il presidente e i partiti della coalizione.
In questo quadro, le indiscrezioni raccolte da Il Mattino e rilanciate, con accenti diversi, anche da Cronache di Napoli e da Repubblica Napoli disegnano un mosaico dove la vera questione non è soltanto “chi entra”, ma “con quale equilibrio” e soprattutto “con quale segnale politico” nei rapporti tra l’area Pd legata alla segreteria nazionale e l’eredità del potere territoriale dell’ex governatore Vincenzo De Luca. Secondo quanto riportato da Il Mattino, già a partire dallo staff più vicino al presidente si ragiona su un assetto che avrebbe un significato immediato: per il ruolo di capo di gabinetto “insistono le voci” che indicano il nome di Giuseppe Busia, oggi numero uno dell’Anac e con incarico in scadenza “tra pochi mesi”. Sempre secondo Il Mattino, un ruolo “importante” nello staff dei collaboratori più vicini a Fico dovrebbe averlo anche Ciro Borriello, attuale capogruppo del Movimento 5 Stelle al Consiglio comunale di Napoli. È un primo indizio: sul piano organizzativo e politico, il presidente sembra voler blindare il perimetro della fiducia, mescolando profili istituzionali e presenze politiche riconoscibili.
Ma il cuore vero della tensione si concentra sugli assessorati e sulla vicepresidenza. Secondo quanto riportato da Il Mattino, al Pd “dovrebbero andare tre assessorati” e il nome “in pole” sarebbe quello di Mario Casillo, capogruppo dem uscente, “pronto a diventare vicepresidente”. Come scrive Il Mattino, resta “forte” anche l’opzione di un assessorato per il sindaco di Portici Enzo Cuomo, mentre il terzo nome dem potrebbe essere una donna, “magari anche in quota deluchiana”. Il nodo, però, non è numerico. È politico. Come scrive Repubblica Napoli, il “puzzle più complesso” è far coincidere le richieste del Pd e dell’ex governatore De Luca, che spinge per inserire a Santa Lucia qualche fedelissimo, e torna a dominare la scena la questione di Fulvio Bonavitacola, per dieci anni numero due in Regione. Secondo Repubblica Napoli, Bonavitacola “non convince” l’area del Pd più legata alla segreteria di Elly Schlein e neppure il M5S. Ed è qui che le indiscrezioni diventano anche racconto di un braccio di ferro: secondo quanto riportato da Cronache di Napoli, la segretaria Schlein avrebbe già “ingaggiato” uno scontro con De Luca ancora prima dell’avvio formale degli incontri di coalizione, con una dinamica di “dispetti” reciproci. Come scrive Cronache di Napoli, De Luca non mollerebbe sulla vicepresidenza al suo fedelissimo Bonavitacola, mentre Schlein risponderebbe rilanciando il nome del deputato Marco Sarracino.
Dentro questa contesa si inserisce un’altra pista, molto citata dalle fonti giornalistiche, che assume un rilievo particolare anche per l’attenzione del mondo economico: Andrea Prete, attuale presidente nazionale di Unioncamere. Secondo quanto riportato da Il Mattino e Il Corriere del Mezzogiorno, “nelle ultime ore” si sarebbe aperta anche la strada che porta a Prete. Come scrive Cronache di Napoli, De Luca rilancerebbe facendo circolare proprio il nome di Prete, con un retroscena dal forte contenuto politico: la mossa sarebbe legata anche a uno scontro di sistema con la Camera di Commercio, citando Ciro Fiola come “nemico” di Prete e collegando la vicenda a un conflitto giudiziario legato alle elezioni camerali. In altre parole, nelle indiscrezioni riportate, Prete diventa non solo un nome “tecnico”, ma un segnale nella guerra interna tra poteri territoriali.
Ed è qui che va evidenziato l’orientamento del mondo produttivo, dal quale emerge una richiesta unitaria e trasversale del “mondo imprenditoriale campano” verso la nuova Giunta guidata da Fico: la parola-chiave è “concretezza”. Come scrive Il Roma, imprese diverse “per storia, dimensioni e settori” chiedono strumenti, regole che funzionino, non annunci, e rivendicano l’esigenza di essere ascoltate. Il quotidiano dà voce a profili imprenditoriali e artigiani che chiedono credito, formazione, semplificazione, sostegno all’import-export e criteri dei bandi più inclusivi. Tuttavia, sempre attenendosi alle fonti riportate, Il Roma non collega questa domanda di concretezza a un endorsement esplicito sul nome di Andrea Prete: non lo cita e non lo indica come riferimento del mondo industriale o imprenditoriale. Ne consegue, sul piano dell’analisi, che l’interesse “industriale” attorno a Prete emerge solo indirettamente e per via politica, perché — come scrivono Il Mattino e Cronache di Napoli — il suo nome circola nelle trattative e nei contrasti tra aree di potere, e perché la sua posizione di vertice in Unioncamere lo rende, per definizione, una figura incrociabile con le aspettative delle categorie.
Sul versante deluchiano, la partita degli assessorati si intreccia a quella delle riconferme. Secondo quanto riportato da Il Mattino, per la lista deluchiana “A testa alta” il nome più quotato sarebbe quello di Ettore Cinque, assessore uscente al Bilancio, che potrebbe essere “l’unico riconfermato” della Giunta precedente. La scelta del Bilancio e la riconferma dell’uscente assumono un valore strategico: rappresentano la continuità amministrativa e la solidità dei conti come merce di scambio politico.
Sui nomi delle altre forze, secondo quanto riportato da Il Mattino, in casa M5S è “calda” la strada che porta alla deputata Gilda Sportiello, ma va tenuta d’occhio anche Carmela Auriemma, orientamenti confermati anche da Repubblica Napoli. Per Avs, secondo Il Mattino, il nome con le quotazioni più alte è Fiorella Zabatta, indicazione confermata da Repubblica Napoli . In Casa riformista, secondo Il Mattino e Repubblica Napoli, c’è l’idea Angelica Saggese, con alternativa Stanislao Lanzotti qualora non fosse determinante l’esigenza di esprimere un profilo femminile. Sui socialisti, come scrive Il Corriere del Mezzogiorno, Avanti Campania – Psi “blinda” la richiesta di un assessorato per Enzo Maraio, rivendicando il risultato elettorale e proponendo un modello di governo che tenga insieme giustizia sociale e responsabilità economica.
A rendere più delicata la composizione della squadra, secondo quanto riportato da Repubblica Napoli, è la linea politica di Fico: il presidente sarebbe “saldo” nella decisione di non promuovere assessori tra i consiglieri regionali, né tra i candidati non eletti. È una scelta che, sempre secondo Repubblica Napoli, ha mandato su tutte le furie il sindaco di Benevento Clemente Mastella, che vorrebbe il figlio Pellegrino Mastella in Giunta, e che lo stesso Mastella jr ha contestato, rivendicando il principio dell’investitura popolare e proponendo la detassazione per le aree interne come segnale politico di una trattativa non chiusa, ma già conflittuale.
Sul piano dei “nomi tecnici” e delle ipotesi laterali, Repubblica Napoli aggiunge che si è parlato anche della possibilità che due assessori del Comune di Napoli, Edoardo Cosenza e Teresa Armato, possano essere “dirottati” verso Santa Lucia: il primo per rilanciare i trasporti, la seconda anche per l’equilibrio di genere e per l’esperienza già maturata come assessora regionale.
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