Il FRU 2026, Festival delle Radio Universitarie, torna a Napoli e apre ufficialmente il programma dei festeggiamenti per “Buon compleanno Federico! 802 anni di Saperi”, l’iniziativa con cui l’Università degli Studi di Napoli Federico II celebra la sua lunga storia di formazione, ricerca e innovazione. Dal 4 al 6 giugno, il Complesso dei Santi Marcellino e Festo diventerà il cuore pulsante della radiofonia universitaria italiana, accogliendo studenti, speaker, autori, podcaster, professionisti della comunicazione e ospiti provenienti da tutta Italia.

L’edizione 2026 del Festival ha come tema “Le radio universitarie. La lunga tradizione del futuro”, una formula che racconta bene la doppia anima dell’evento: da un lato la storia ormai consolidata delle emittenti accademiche, dall’altro la loro capacità di intercettare i linguaggi contemporanei, dalla radio digitale ai podcast, dalle dirette condivise alla comunicazione multimediale. Per la Federico II, che compie 802 anni, il FRU assume un valore ancora più simbolico, perché coincide anche con i vent’anni di F2 RadioLab, il laboratorio radiofonico d’Ateneo, e con i vent’anni di RadUni, l’Associazione Operatori Radiofonici Universitari che ha ideato e promosso il Festival.
L’inaugurazione è in programma giovedì 4 giugno alle ore 15 nella Chiesa dei Santi Marcellino e Festo. A dare il via alla manifestazione saranno il Rettore Matteo Lorito e la Prorettrice Angela Zampella, insieme a Rosario Alfredo Donato, Direttore Generale di Confindustria Radio-TV, Danilo De Biasio, Vicepresidente della Commissione Cultura dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti, Ottavio Lucarelli, Presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania, e Mihaela Gavrila, Presidente di RadUni. Dopo i saluti istituzionali, spazio alle radio universitarie affiliate e al panel dedicato a “Vent’anni di Radio Universitarie Italiane”, con la proiezione del video Facoltà di Espressione.
Il programma del FRU 2026 è ampio e costruito come un vero laboratorio di formazione e confronto. Nei tre giorni napoletani si alterneranno dirette radiofoniche condivise, workshop, panel tematici, incontri con professionisti del settore, contest, momenti musicali e occasioni di networking. La radio universitaria viene così raccontata non soltanto come mezzo di comunicazione, ma come spazio educativo, luogo di sperimentazione, palestra professionale e strumento di inclusione. È proprio questo uno degli aspetti centrali della manifestazione: offrire agli studenti la possibilità di misurarsi concretamente con linguaggi, tecnologie e responsabilità del fare informazione.

Tra gli ospiti più attesi c’è Tony Esposito, protagonista della scena musicale italiana, che racconterà la sua carriera artistica e il suo rapporto con la radio. A margine del panel “Io, le percussioni e tutte le radio della mia vita”, sarà presentata anche l’iniziativa sostenuta dall’artista insieme a diversi musicisti italiani, con l’intervento di Nando Misuraca, editore di Suono Libero Music e responsabile Sud del MEI – Meeting delle Etichette Indipendenti. Al centro del confronto ci saranno la musica live, il ritorno agli strumenti suonati in pubblico e il valore comunicativo dell’esperienza musicale.
Il Festival guarderà anche al fumetto e alla narrazione sonora con Lorenzo Ruggiero, disegnatore per Marvel e DC Comics, ed Enrico Manzo, sceneggiatore di Dylan Dog, protagonisti di un panel dedicato alla sfida di portare il fumetto in radio. Un tema particolarmente interessante perché mette in relazione due linguaggi apparentemente distanti, quello visivo e quello sonoro, mostrando come la radio possa ancora oggi trasformare immagini, personaggi e atmosfere in racconto, voce e immaginazione.
La riflessione sul futuro dei media sarà affidata anche a Luca Tesauro, CEO di Giffoni Innovation Hub, che approfondirà il rapporto tra radio e trasformazioni digitali della comunicazione. In un ecosistema dominato da piattaforme, social network, intelligenza artificiale e nuovi formati di fruizione, le radio universitarie continuano infatti a rappresentare un osservatorio privilegiato sui cambiamenti del linguaggio giovanile e sulle nuove professioni dell’informazione.
Grande attenzione sarà riservata anche al giornalismo e alla comunicazione dal fronte. Riccardo Cavaliere, inviato di guerra Rai, racconterà la propria esperienza professionale in Ucraina e in Medio Oriente, offrendo agli studenti un confronto diretto sul lavoro giornalistico nei contesti di crisi. Accanto a lui, Adriana Cristiano, voce di Virgin Radio, porterà la testimonianza di una nuova generazione di professionisti della radio. Entrambi sono laureati federiciani e hanno mosso i primi passi proprio attraverso il percorso formativo di F2 RadioLab, confermando il ruolo del laboratorio radiofonico dell’Ateneo come luogo di crescita e avvio alla professione.
Il FRU 2026 proporrà inoltre appuntamenti dedicati all’inclusione, all’educazione e alle comunità. Il panel “Ali sonore per l’educazione e l’inclusione. Le radio universitarie e il racconto delle comunità educanti”, realizzato in collaborazione con il progetto ARCE, vedrà la partecipazione di Vincenzo Curatola, Presidente Forum SAD e Responsabile del progetto ARCE. Sarà un’occasione per discutere il ruolo della radio come strumento capace di dare voce ai territori, alle esperienze educative e alle forme di partecipazione sociale.
Non mancherà il racconto della grande tradizione radiofonica italiana con l’appuntamento dedicato alla magia del radiodramma Rai e alla celebre La guerra dei mondi di H.G. Wells nella versione di Orson Welles. Con Renato De Rienzo, Patrizia Di Martino, Ottavio Costa, Cristian Izzo, Luciano Nozzolillo, i giovani attori di Teatro Madrearte e Il Luogo in Buio, e la sonorizzazione di Franco Capuano, il pubblico potrà riscoprire una delle forme più suggestive del racconto sonoro, capace di unire teatro, letteratura, voce e immaginazione.
Il rapporto tra informazione e digitale sarà al centro del panel “Il mondo nuovo. Le professioni dell’informazione e della radiofonia nell’ecosistema digitale”, in collaborazione con l’Ordine Nazionale dei Giornalisti. Le radio universitarie intervisteranno Danilo De Biasio, Susanna Tartaro, autrice e conduttrice di Fahrenheit su Radio Rai 3, e Gianfranco Zinzilli, Direttore della Direzione Radio Digitali Specializzate e Podcast della Rai. Il confronto offrirà una lettura aggiornata delle competenze richieste oggi a chi lavora nella radio, nel podcasting e nell’informazione digitale.
Spazio anche alla scienza con Giovanni Covone, professore di Astrofisica e podcaster, protagonista di “Galaxy Express”, appuntamento dedicato a come raccontare lo Spazio in radio. Un tema che conferma la vocazione interdisciplinare del Festival, capace di attraversare musica, giornalismo, fumetto, teatro, scienza, podcast e vita universitaria.
La dimensione musicale accompagnerà l’intera manifestazione. Nel Chiostro di San Marcellino è previsto il dj set a cura di Anemoia, mentre nel Cortile delle Statue si terrà il concerto di Dario Sansone, artista legato alla scena musicale napoletana e nazionale. La musica diventa così parte integrante del racconto del FRU, non semplice intrattenimento ma linguaggio condiviso, spazio di incontro e forma di comunicazione generazionale.
Il Festival si concluderà con la serata dedicata ai contest del FRU 2026, che premieranno la miglior voce, il miglior programma e il miglior podcast. È prevista anche la premiazione del concorso nazionale per le radio universitarie promosso dall’Ordine Nazionale dei Giornalisti, nato per valorizzare la qualità dell’informazione radiofonica in ambito accademico e promuovere la cultura della responsabilità professionale.
La manifestazione gode del patrocinio di Rai Campania, Rai Radio, Comune di Napoli e Regione Campania. Media partner sono Rai Radio Tutta Italiana e Rai Radio Napoli Live. Una rete istituzionale e culturale che conferma l’importanza del FRU come evento nazionale e, allo stesso tempo, come occasione per Napoli di riaffermare il proprio ruolo nel panorama della formazione, della comunicazione e dell’innovazione culturale.
Con il FRU 2026, la Federico II inaugura dunque le celebrazioni per i suoi 802 anni nel segno della voce, dell’ascolto e della partecipazione. La radio universitaria, nata come spazio di sperimentazione studentesca, si conferma oggi un presidio culturale capace di formare competenze, costruire comunità e immaginare nuovi linguaggi per il futuro dell’informazione.
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(foto fornite dall’Ufficio stampa in allegato al comunicato)
