Il gelato artigianale in Basilicata non rappresenta soltanto uno dei piaceri più popolari della stagione estiva, ma anche una realtà economica fatta di piccole imprese, professionalità, tradizione e lavoro. Nella regione si contano infatti 48 gelaterie artigianali, pari al 78,3% delle attività del settore presenti sul territorio, mentre la spesa delle famiglie lucane destinata al consumo di gelato viene stimata in circa 17 milioni di euro all’anno.
Numeri che confermano la forte vocazione artigiana della Basilicata e che acquistano ancora più rilievo se inseriti nel quadro nazionale. Il gelato continua infatti a essere uno dei prodotti maggiormente riconoscibili del Made in Italy alimentare, capace di coniugare materie prime, creatività, competenze professionali e capacità imprenditoriale.
Secondo l’elaborazione sui consumi Istat realizzata con l’Osservatorio MPI di Confartigianato, nel 2024 le famiglie italiane hanno destinato al consumo di gelati 1 miliardo e 776 milioni di euro. Il settore si muove inoltre in un contesto nel quale i consumi alimentari mostrano segnali di crescita. Nell’analisi diffusa da Confartigianato, a maggio 2026 il valore delle vendite al dettaglio dei beni alimentari viene indicato in aumento del 2,5% su base annua, con una dinamica superiore a quella registrata nell’anno precedente.
Per Rosa Gentile, dirigente nazionale e regionale di Confartigianato, dietro questi dati c’è un patrimonio imprenditoriale che merita di essere tutelato e valorizzato.
«Il gelato artigianale è molto più di un prodotto legato alla stagione estiva. È un simbolo del Made in Italy, della qualità delle nostre produzioni e del valore delle piccole imprese. Dietro un cono o una coppetta ci sono competenze professionali, ricerca delle materie prime, creatività, lavoro e una rete di imprese che contribuisce in modo significativo all’economia dei territori», sottolinea Gentile.
Il dato della Basilicata, secondo la dirigente di Confartigianato, assume un significato particolarmente importante proprio per l’elevata incidenza dell’artigianato sul totale delle attività del comparto. Le 48 gelaterie artigianali lucane, con una quota del 78,3%, mostrano infatti quanto il settore sia legato a un modello d’impresa fondato prevalentemente su strutture di piccole dimensioni, professionalità specializzate e rapporto diretto con il territorio.
«È un patrimonio di piccole imprese che va valorizzato, perché rappresenta lavoro, professionalità e capacità di offrire un prodotto di qualità anche nei piccoli centri», evidenzia Rosa Gentile.
La crescita dei consumi, tuttavia, non cancella le difficoltà che i gelatieri devono affrontare sul fronte dei costi. Produrre un gelato di qualità significa utilizzare ingredienti fondamentali come latte, uova, zucchero, frutta, cacao e cioccolato, prodotti che negli ultimi anni hanno subito rincari consistenti e che continuano a pesare sui bilanci delle imprese.
I dati elaborati da Confartigianato mostrano come a giugno 2026, rispetto alla media del 2021, il prezzo delle uova risulti più alto del 43%, quello della frutta del 32%, mentre lo zucchero registra un incremento del 31% e il latte del 25%. Per cacao e cioccolato l’aumento accumulato raggiunge invece il 22%.
Anche il confronto con giugno 2025 restituisce un quadro ancora complesso. Le uova risultano più care dell’8% e la frutta del 2%, mentre zucchero e latte segnano una diminuzione del 2% rispetto all’anno precedente. Cacao e cioccolato risultano sostanzialmente stabili, ma il confronto di medio periodo continua a mostrare prezzi nettamente più elevati rispetto al 2021.
Un andamento che inevitabilmente si riflette sulle scelte delle imprese e sul prezzo finale del prodotto. Il rischio, sottolinea Confartigianato, è che i piccoli operatori siano costretti ad assorbire una parte sempre maggiore degli aumenti, comprimendo margini già limitati, oppure a intervenire sui prezzi per salvaguardare la qualità.
«Il consumatore guarda giustamente al prezzo finale – osserva Rosa Gentile – ma bisogna considerare ciò che avviene lungo tutta la filiera. Le nostre imprese hanno dovuto affrontare negli ultimi anni aumenti importanti delle materie prime e dei costi di produzione. Le uova, la frutta, lo zucchero, il latte, il cacao e il cioccolato sono ingredienti essenziali per un gelato di qualità e i rincari accumulati rispetto al 2021 restano molto consistenti».
Proprio la qualità, secondo Gentile, costituisce uno degli elementi che distinguono maggiormente la produzione artigiana. Il valore di una gelateria non si misura soltanto nel prodotto finito, ma nell’insieme di competenze, capacità di selezione degli ingredienti, lavorazioni e investimenti necessari per garantire continuità, sicurezza alimentare e innovazione.
«Il valore dell’artigianalità sta proprio nella capacità di trasformare materie prime e competenze in un prodotto riconoscibile e di qualità. Per questo dobbiamo evitare che le piccole imprese siano costrette a comprimere ulteriormente i propri margini o a rinunciare alla qualità per far fronte all’aumento dei costi», aggiunge la dirigente di Confartigianato.
Il peso dell’artigianato nel settore emerge con chiarezza anche dai numeri nazionali. Al primo trimestre del 2026 risultano attivi in Italia 9.345 laboratori di gelateria, dei quali 6.126 sono imprese artigiane. Significa che il 65,6% delle attività appartiene al mondo dell’artigianato, un’incidenza circa tre volte superiore al peso che le imprese artigiane hanno sul complesso dell’economia italiana, indicato nel 21,1%.
Il comparto economico legato al gelato, peraltro, va ben oltre le sole gelaterie aperte al pubblico. Intorno al prodotto si sviluppa una filiera che coinvolge pasticcerie, laboratori di produzione senza vendita diretta, aziende fornitrici di ingredienti, produttori di semilavorati, distributori, imprese commerciali e numerose altre attività dell’agroalimentare.
È proprio questa capacità di creare una rete economica diffusa a rendere il gelato artigianale particolarmente significativo per territori come la Basilicata, nei quali le micro e piccole imprese costituiscono una componente essenziale del sistema produttivo e rappresentano spesso un presidio economico anche nei centri con una popolazione più ridotta.
Per Rosa Gentile, sostenere il settore significa quindi difendere non soltanto un prodotto simbolo dell’Italia, ma anche occupazione, competenze professionali e presenza imprenditoriale sul territorio.
«Anche per la Basilicata il gelato artigianale rappresenta una componente significativa della nostra economia alimentare. In una regione nella quale le piccole imprese sono parte fondamentale del tessuto produttivo, dobbiamo continuare a sostenere le attività artigiane, aiutandole a contenere i costi, a innovare e a rafforzare la propria competitività», afferma.
Un ruolo importante può essere svolto anche dai consumatori, attraverso una maggiore consapevolezza del lavoro che si nasconde dietro il prodotto finale. Scegliere un gelato artigianale di qualità significa infatti riconoscere il valore di una filiera composta da imprenditori e lavoratori che investono in materie prime, formazione, sicurezza e innovazione.
«Dietro un prodotto apparentemente semplice c’è una filiera economica importante e ci sono imprenditori che investono ogni giorno in professionalità, sicurezza alimentare e innovazione. Il gelato continua a essere un simbolo dell’estate, ma per migliaia di imprese italiane, e anche per quelle lucane, rappresenta soprattutto lavoro durante tutto l’anno», conclude Rosa Gentile.
Il quadro che emerge per la Basilicata è dunque quello di un settore dalle dimensioni contenute ma dalla forte identità artigiana. Le 48 gelaterie artigianali, i 17 milioni di euro di spesa delle famiglie e l’elevata percentuale di imprese artigiane raccontano un comparto che unisce tradizione alimentare e attività economica. La sfida sarà preservarne la qualità e la sostenibilità economica in una fase nella quale il costo degli ingredienti continua a rappresentare una delle principali preoccupazioni per gli operatori.
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Ho mantenuto il taglio informativo del comunicato, rendendolo più fluido e giornalistico e lavorando sulla presenza naturale della keyword principale. Una precisazione sulle fonti: i dati nazionali su gelaterie, spesa e rincari sono confermati dall’analisi pubblicata da Confartigianato il 14 luglio 2026; per il dato sulle vendite di maggio, il comunicato Istat diretto riporta valori leggermente diversi dall’elaborazione citata da Confartigianato, quindi nel testo attribuisco correttamente quel passaggio all’associazione. (Confartigianato Imprese)
Gelato artigianale in Basilicata, 48 attività e 17 milioni di euro di spesa: Confartigianato rilancia il valore delle piccole imprese
Breve riassunto SEO: Il gelato artigianale in Basilicata vale circa 17 milioni di euro di spesa delle famiglie e conta 48 gelaterie artigianali. Rosa Gentile, Confartigianato, sottolinea il valore economico e culturale del comparto e chiede maggiore sostegno alle imprese alle prese con il rincaro delle materie prime.
Il gelato artigianale in Basilicata non rappresenta soltanto uno dei piaceri più popolari della stagione estiva, ma anche una realtà economica fatta di piccole imprese, professionalità, tradizione e lavoro. Nella regione si contano infatti 48 gelaterie artigianali, pari al 78,3% delle attività del settore presenti sul territorio, mentre la spesa delle famiglie lucane destinata al consumo di gelato viene stimata in circa 17 milioni di euro all’anno.
Numeri che confermano la forte vocazione artigiana della Basilicata e che acquistano ancora più rilievo se inseriti nel quadro nazionale. Il gelato continua infatti a essere uno dei prodotti maggiormente riconoscibili del Made in Italy alimentare, capace di coniugare materie prime, creatività, competenze professionali e capacità imprenditoriale.
Secondo l’elaborazione sui consumi Istat realizzata con l’Osservatorio MPI di Confartigianato, nel 2024 le famiglie italiane hanno destinato al consumo di gelati 1 miliardo e 776 milioni di euro. Il settore si muove inoltre in un contesto nel quale i consumi alimentari mostrano segnali di crescita. Nell’analisi diffusa da Confartigianato, a maggio 2026 il valore delle vendite al dettaglio dei beni alimentari viene indicato in aumento del 2,5% su base annua, con una dinamica superiore a quella registrata nell’anno precedente.
Per Rosa Gentile, dirigente nazionale e regionale di Confartigianato, dietro questi dati c’è un patrimonio imprenditoriale che merita di essere tutelato e valorizzato.
«Il gelato artigianale è molto più di un prodotto legato alla stagione estiva. È un simbolo del Made in Italy, della qualità delle nostre produzioni e del valore delle piccole imprese. Dietro un cono o una coppetta ci sono competenze professionali, ricerca delle materie prime, creatività, lavoro e una rete di imprese che contribuisce in modo significativo all’economia dei territori», sottolinea Gentile.
Il dato della Basilicata, secondo la dirigente di Confartigianato, assume un significato particolarmente importante proprio per l’elevata incidenza dell’artigianato sul totale delle attività del comparto. Le 48 gelaterie artigianali lucane, con una quota del 78,3%, mostrano infatti quanto il settore sia legato a un modello d’impresa fondato prevalentemente su strutture di piccole dimensioni, professionalità specializzate e rapporto diretto con il territorio.
«È un patrimonio di piccole imprese che va valorizzato, perché rappresenta lavoro, professionalità e capacità di offrire un prodotto di qualità anche nei piccoli centri», evidenzia Rosa Gentile.
La crescita dei consumi, tuttavia, non cancella le difficoltà che i gelatieri devono affrontare sul fronte dei costi. Produrre un gelato di qualità significa utilizzare ingredienti fondamentali come latte, uova, zucchero, frutta, cacao e cioccolato, prodotti che negli ultimi anni hanno subito rincari consistenti e che continuano a pesare sui bilanci delle imprese.
I dati elaborati da Confartigianato mostrano come a giugno 2026, rispetto alla media del 2021, il prezzo delle uova risulti più alto del 43%, quello della frutta del 32%, mentre lo zucchero registra un incremento del 31% e il latte del 25%. Per cacao e cioccolato l’aumento accumulato raggiunge invece il 22%.
Anche il confronto con giugno 2025 restituisce un quadro ancora complesso. Le uova risultano più care dell’8% e la frutta del 2%, mentre zucchero e latte segnano una diminuzione del 2% rispetto all’anno precedente. Cacao e cioccolato risultano sostanzialmente stabili, ma il confronto di medio periodo continua a mostrare prezzi nettamente più elevati rispetto al 2021.
Un andamento che inevitabilmente si riflette sulle scelte delle imprese e sul prezzo finale del prodotto. Il rischio, sottolinea Confartigianato, è che i piccoli operatori siano costretti ad assorbire una parte sempre maggiore degli aumenti, comprimendo margini già limitati, oppure a intervenire sui prezzi per salvaguardare la qualità.
«Il consumatore guarda giustamente al prezzo finale – osserva Rosa Gentile – ma bisogna considerare ciò che avviene lungo tutta la filiera. Le nostre imprese hanno dovuto affrontare negli ultimi anni aumenti importanti delle materie prime e dei costi di produzione. Le uova, la frutta, lo zucchero, il latte, il cacao e il cioccolato sono ingredienti essenziali per un gelato di qualità e i rincari accumulati rispetto al 2021 restano molto consistenti».
Proprio la qualità, secondo Gentile, costituisce uno degli elementi che distinguono maggiormente la produzione artigiana. Il valore di una gelateria non si misura soltanto nel prodotto finito, ma nell’insieme di competenze, capacità di selezione degli ingredienti, lavorazioni e investimenti necessari per garantire continuità, sicurezza alimentare e innovazione.
«Il valore dell’artigianalità sta proprio nella capacità di trasformare materie prime e competenze in un prodotto riconoscibile e di qualità. Per questo dobbiamo evitare che le piccole imprese siano costrette a comprimere ulteriormente i propri margini o a rinunciare alla qualità per far fronte all’aumento dei costi», aggiunge la dirigente di Confartigianato.
Il peso dell’artigianato nel settore emerge con chiarezza anche dai numeri nazionali. Al primo trimestre del 2026 risultano attivi in Italia 9.345 laboratori di gelateria, dei quali 6.126 sono imprese artigiane. Significa che il 65,6% delle attività appartiene al mondo dell’artigianato, un’incidenza circa tre volte superiore al peso che le imprese artigiane hanno sul complesso dell’economia italiana, indicato nel 21,1%.
Il comparto economico legato al gelato, peraltro, va ben oltre le sole gelaterie aperte al pubblico. Intorno al prodotto si sviluppa una filiera che coinvolge pasticcerie, laboratori di produzione senza vendita diretta, aziende fornitrici di ingredienti, produttori di semilavorati, distributori, imprese commerciali e numerose altre attività dell’agroalimentare.
È proprio questa capacità di creare una rete economica diffusa a rendere il gelato artigianale particolarmente significativo per territori come la Basilicata, nei quali le micro e piccole imprese costituiscono una componente essenziale del sistema produttivo e rappresentano spesso un presidio economico anche nei centri con una popolazione più ridotta.
Per Rosa Gentile, sostenere il settore significa quindi difendere non soltanto un prodotto simbolo dell’Italia, ma anche occupazione, competenze professionali e presenza imprenditoriale sul territorio.
«Anche per la Basilicata il gelato artigianale rappresenta una componente significativa della nostra economia alimentare. In una regione nella quale le piccole imprese sono parte fondamentale del tessuto produttivo, dobbiamo continuare a sostenere le attività artigiane, aiutandole a contenere i costi, a innovare e a rafforzare la propria competitività», afferma.
Un ruolo importante può essere svolto anche dai consumatori, attraverso una maggiore consapevolezza del lavoro che si nasconde dietro il prodotto finale. Scegliere un gelato artigianale di qualità significa infatti riconoscere il valore di una filiera composta da imprenditori e lavoratori che investono in materie prime, formazione, sicurezza e innovazione.
«Dietro un prodotto apparentemente semplice c’è una filiera economica importante e ci sono imprenditori che investono ogni giorno in professionalità, sicurezza alimentare e innovazione. Il gelato continua a essere un simbolo dell’estate, ma per migliaia di imprese italiane, e anche per quelle lucane, rappresenta soprattutto lavoro durante tutto l’anno», conclude Rosa Gentile.
Il quadro che emerge per la Basilicata è dunque quello di un settore dalle dimensioni contenute ma dalla forte identità artigiana. Le 48 gelaterie artigianali, i 17 milioni di euro di spesa delle famiglie e l’elevata percentuale di imprese artigiane raccontano un comparto che unisce tradizione alimentare e attività economica. La sfida sarà preservarne la qualità e la sostenibilità economica in una fase nella quale il costo degli ingredienti continua a rappresentare una delle principali preoccupazioni per gli operatori.
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Confartigianato – Gelati: spesa di 1,8 miliardi e 9.345 laboratori di gelateria
Istat – Commercio al dettaglio, maggio 2026
Confartigianato – Proposta per il “Gelato di tradizione italiana”
Confartigianato Imprese

