Un intenso viaggio visivo nella storia della Palestina attraverso lo sguardo del fotoreporter napoletano Francesco Cito, in mostra alla Sala Assoli-Moscato dal 22 marzo all’11 maggio.

Francesco Cito torna a raccontare, con il linguaggio tagliente della fotografia, una delle più complesse e drammatiche vicende del nostro tempo. Sabato 22 marzo, a partire dalle ore 11.00, presso la Sala Assoli-Moscato di Napoli, si inaugura la mostra Gli occhi della Palestina, uno degli appuntamenti di punta della nona edizione de Il Sabato della Fotografia, rassegna curata da Pino Miraglia e dedicata alla fotografia come strumento di memoria e testimonianza. L’evento, a ingresso gratuito fino a esaurimento posti, sarà arricchito da un incontro con l’autore e dalla proiezione del video L’innocenza negata (realizzato dallo stesso Cito con Luciano Laghi Benelli) e del film Il tempo che ci rimane di Elia Suleiman.

La mostra, visitabile fino all’11 maggio durante gli eventi in programmazione, si inserisce nella sezione Un passo indietro – I grandi avvenimenti della storia attraverso gli archivi dei fotografi italiani e si compone di 24 fotografie stampate, una videoproiezione con 80 scatti e una postazione audio immersiva denominata Voci per la Palestina. Qui, un gruppo di straordinari attori, tra cui Carlo Cerciello, Cristina Donadio, Lino Musella, Manuela Mandracchia, Imma Villa, Dalal Suleiman e altri, dà voce a testi letterari e poesie palestinesi per amplificare il messaggio delle immagini.

Attraverso oltre vent’anni di reportage, Francesco Cito ha documentato momenti cruciali della storia palestinese: dalla prima Intifada agli accordi di Oslo, dalla seconda Intifada fino alla costruzione del muro, offrendo uno sguardo profondo e autentico sulla quotidianità di un popolo stretto nella morsa di un conflitto lungo settant’anni. Nato a Napoli nel 1949, Cito è tra i più influenti fotoreporter italiani. Ha lavorato con testate internazionali come The Sunday Times Magazine, The Observer, Life, Paris Match, Stern, Epoca, Il Venerdì di Repubblica e Panorama. È stato tra i primi a documentare l’occupazione sovietica in Afghanistan e ha seguito molti dei principali conflitti in Medio Oriente e nei Balcani. Nel 1996 ha vinto il primo premio al World Press Photo per un reportage sul Palio di Siena, confermando uno stile narrativo crudo, realistico e privo di retorica.

Gli occhi della Palestina è più di una mostra: è un grido silenzioso, un’eco che attraversa frontiere e coscienze, uno spazio in cui l’immagine diventa strumento politico e umano.
Per info e prenotazioni: 345 467 9142
assoli@casadelcontemporaneo.it
https://www.casadelcontemporaneo.it
https://www.worldpressphoto.org/collection/photo/1996
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(foto di Francesco Cito. Il ritratto del fotografo è di Pino Miraglia)
