L’Istituto Italiano per gli Studi Storici apre il suo anno accademico 2025-2026 con una cerimonia che ribadisce la centralità della cultura come motore di libertà, crescita e visione civile. Giovedì 20 novembre, nelle sale di Palazzo Filomarino, nel cuore di Napoli, si rinnova un appuntamento che da settantotto anni unisce il rigore della ricerca storica alla formazione delle nuove generazioni. A presiedere l’inaugurazione sarà Orazio Abbamonte, presidente dell’Istituto, mentre Michele Ciliberto, presidente della Giunta scientifica, illustrerà il programma dei corsi, dei seminari, delle conferenze e delle conversazioni che scandiranno il prossimo anno di attività. Marta Herling, segretario generale, presenterà i borsisti e le iniziative previste, con l’intervento di Andrea Frizzera, la cui testimonianza da allievo renderà più evidente il valore di una scuola che ha formato, e continua a formare, figure cruciali per la vita intellettuale del Paese.

La prolusione sarà affidata a Ignazio Visco, Governatore onorario della Banca d’Italia, che terrà un intervento dal titolo Cultura ed economia, intelligenza e libertà. Una riflessione che si inserisce perfettamente nella tradizione crociana dell’Istituto, fondato da Benedetto Croce con l’idea di coniugare autonomia del pensiero, studio delle fonti e libertà intellettuale come strumenti essenziali per la formazione della futura classe dirigente. Dal 1947 a oggi, oltre 1.400 allievi sono passati per queste aule, diventando docenti universitari di prestigio internazionale, studiosi, dirigenti pubblici e protagonisti della vita culturale italiana.
Quest’anno saranno 15 i borsisti del primo anno e 11 quelli del secondo, selezionati attraverso un percorso rigoroso e sostenuti da enti e istituzioni che riconoscono nell’Istituto un presidio culturale unico nel Paese: l’Università degli Studi di Napoli «Federico II», il Pio Monte della Misericordia, la Fondazione Banco di Napoli, la Fondazione Raffaele Mattioli per la storia del pensiero economico, l’Accademia dei Lincei e il Premio Viki Morelli. I seminari tenuti dai borsisti restano il cuore pulsante delle attività, mentre i corsi annuali saranno affidati a Michele Ciliberto, Massimo Ferretti e Andrea Giardina, che guideranno gli studenti in un percorso di studio ampio e multidisciplinare. Accanto ai corsi, l’Istituto propone un ciclo di seminari dedicato a “Maestri e allievi dell’Istituto”, un ciclo di conferenze su “Napoli giacobina” e nuove “Conversazioni su lettere, arti, musica”, incontri che coinvolgeranno studiosi e personalità di primo piano della cultura nazionale e internazionale, sempre aperti anche alla città.
Negli ultimi anni, i contributi pubblici provenienti dal Dipartimento per le politiche di coesione e per il Sud, dal Ministero dell’Università e della Ricerca, dal Ministero della Cultura e dalla Regione Campania hanno consentito all’Istituto di ampliare ulteriormente il proprio raggio d’azione: dall’incremento del patrimonio bibliografico alla digitalizzazione di fondi antichi e documenti d’archivio, fino all’acquisizione di nuovi spazi per la sede e alla pubblicazione di sei collane editoriali e degli Annali. Una crescita costante che conferma Napoli come centro di alta formazione storica e umanistica, in dialogo continuo con l’Europa e con il mondo.
L’inaugurazione, trasmessa anche in diretta streaming, rappresenta così non solo l’avvio di un nuovo anno accademico, ma il rinnovarsi di una missione educativa che unisce radici profonde e apertura verso il futuro: formare studiosi capaci di leggere il presente attraverso la complessità del passato, animati da quella libertà interiore che Croce considerava la più alta forma di cultura.
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