Napoli ha scelto il Cinema Metropolitan per stringersi idealmente attorno a Scampia e a una delle sue ferite più profonde, trasformando la prima proiezione cittadina di La Diaspora delle Vele in un momento di memoria collettiva, riflessione civile e rilancio politico e sociale. Il documentario Sky Original diretto da Francesca Comencini e prodotto da Cattleya porta sullo schermo il dolore, l’attesa e la speranza della comunità colpita dalla tragedia della Vela Celeste del luglio 2024, restituendo con grande sensibilità la complessità umana di una vicenda che non riguarda soltanto un quartiere di Napoli, ma il rapporto tra diritto all’abitare, dignità delle persone e identità di una comunità.
Alla proiezione hanno preso parte il sindaco Gaetano Manfredi, la vicesindaco e assessora all’Urbanistica Laura Lieto, la regista Francesca Comencini e i rappresentanti del Comitato delle Vele. La presenza delle istituzioni accanto agli abitanti e agli autori del film ha dato all’incontro un valore che va oltre quello culturale, assumendo il significato di una presa di responsabilità pubblica nei confronti di una periferia che per troppo tempo è stata raccontata quasi esclusivamente attraverso stereotipi, cronaca nera e narrazioni semplificate. In questo senso, La Diaspora delle Vele compie un’operazione importante: sposta lo sguardo dalla rappresentazione esterna alla voce diretta di chi ha vissuto l’evacuazione, lo sradicamento e la difficile attesa di un ritorno possibile.
Il documentario, già presentato in anteprima mondiale al Festival del Cinema di Roma nell’ottobre scorso, entra nel cuore della frattura aperta dopo l’evacuazione forzata di quasi duemila persone. Il titolo stesso, La Diaspora delle Vele, restituisce l’idea di una dispersione non solo fisica, ma anche affettiva, relazionale, simbolica. Le famiglie allontanate dalle proprie case hanno sperimentato una separazione che ha investito abitudini, reti di solidarietà, punti di riferimento, memorie quotidiane. Il film di Francesca Comencini affronta tutto questo senza cedere alla retorica, ma lasciando emergere la consistenza profonda di una comunità che, pur colpita da un trauma violentissimo, continua a rivendicare il diritto di esistere come corpo sociale.
https://multimediale.comune.napoli.it/index.php?n=10700
Le parole del sindaco Gaetano Manfredi hanno evidenziato con chiarezza questa doppia dimensione, artistica e civile, del documentario. Per il primo cittadino, l’opera non rappresenta soltanto una testimonianza cinematografica, ma un autentico atto di dignità verso una popolazione duramente provata. Il senso del suo intervento è stato netto: dal luglio 2024 l’amministrazione comunale ha cercato di trasformare il dolore provocato dalla tragedia della Vela Celeste in una leva concreta per accelerare il processo di rigenerazione urbana del quartiere. L’immagine delle storie proiettate sullo schermo, ha sottolineato il sindaco, ricorda che dietro ogni demolizione, dietro ogni cantiere, dietro ogni scelta urbanistica, ci sono persone reali che hanno diritto a rispetto, sicurezza e futuro. È in questa prospettiva che la rinascita di Scampia assume il valore di una sfida politica e morale per l’intera città.
Molto intensa anche la riflessione di Francesca Comencini, che ha spiegato di aver voluto restituire centralità agli abitanti delle Vele, compiendo un passaggio ideale dalla finzione di Gomorra alla realtà concreta di un popolo. Nelle sue parole emerge una lettura profonda del legame tra territorio e appartenenza. Il desiderio di tornare a Scampia, infatti, non coincide semplicemente con la nostalgia per un luogo perduto, ma diventa rivendicazione di un diritto: il diritto a una comunità, a una vicinanza, a una trama relazionale capace di opporsi alla solitudine contemporanea. È forse questo uno dei nuclei più forti del documentario: mostrare come, dentro un contesto segnato da fragilità abitative e marginalità, si sia costruita una forma di famiglia allargata, un tessuto umano che resiste e che non vuole essere disperso.
Anche Laura Lieto ha rimarcato il valore del film come strumento capace di riportare al centro la dimensione umana di un processo che spesso viene raccontato solo in termini tecnici, amministrativi o urbanistici. Il lavoro della regista, ha osservato la vicesindaco, costringe a interrogarsi sulla qualità dello spazio sociale, non soltanto su quella dello spazio costruito. Il punto è decisivo: la rigenerazione non può limitarsi a sostituire edifici vecchi con edifici nuovi, ma deve ricostruire condizioni di vita, legami, opportunità, servizi, prossimità. In questa chiave, la trasformazione di Scampia punta a realizzare non soltanto nuovi alloggi, ma anche asili, centri civici e luoghi pubblici capaci di rendere stabile il ritorno delle famiglie in un quartiere finalmente integrato e funzionale.
L’incontro al Metropolitan è stato anche l’occasione per fare il punto sullo stato dei cantieri e sul percorso di rigenerazione urbana che ha conosciuto un’accelerazione significativa nell’ultimo anno. Da gennaio 2025, è stato ricordato, nessuna famiglia risiede più nelle Vele, mentre gli abitanti continuano a percepire il Contributo di Autonoma Sistemazione in attesa dell’assegnazione dei nuovi alloggi. Sul fronte delle demolizioni, è stata completata quella della Vela Gialla, mentre sono in corso le operazioni relative alla Vela Rossa. Parallelamente procede la costruzione dei primi cinque edifici, per un totale di 163 alloggi, che dovrebbero essere pronti entro l’estate 2026. A questi interventi si affianca l’avvio, all’inizio del 2026, del cantiere per il Civic Center e per l’asilo nido, con conclusione dei lavori prevista entro la fine dell’anno. Intanto è in via di completamento anche il recupero della Vela Celeste, l’unica struttura destinata a restare in piedi, fatta eccezione per l’area che resta ancora sottoposta a sequestro giudiziario.
Si tratta di dati che danno concretezza a una promessa di cambiamento troppo spesso rinviata in passato. Eppure la forza della serata napoletana non è stata soltanto nell’aggiornamento tecnico sul piano urbanistico, ma nella capacità di tenere insieme la cronaca del presente e il valore simbolico di una ricostruzione. Perché Scampia, in questa fase, non chiede soltanto case nuove: chiede di essere riconosciuta nella propria storia, nella propria sofferenza e nella propria capacità di reagire. Il documentario di Francesca Comencini si colloca precisamente in questo spazio, raccontando una “diaspora” che può ancora trasformarsi in ritorno, ricomposizione, nuova cittadinanza.
Durante l’evento è stata inoltre annunciata la prima edizione del corso di produzione cinematografica “NUOVO CINEMA 167”, nato dalla collaborazione tra Cattleya, Sky, Comune di Napoli e Comitato Vele di Scampia, in partenza a Napoli da maggio 2026. Anche questo passaggio ha un forte valore simbolico e pratico. Non si parla solo di formazione professionale, ma della possibilità di costruire nuove competenze e nuove narrazioni dentro il territorio, offrendo occasioni concrete a chi vive o ha vissuto direttamente l’esperienza della marginalità urbana. Il cinema, dunque, non soltanto come strumento di racconto, ma anche come leva di emancipazione e partecipazione.
La proiezione di La Diaspora delle Vele al Cinema Metropolitan ha mostrato con chiarezza che la storia di Scampia non può più essere ridotta a un’immagine fissa del degrado. Oggi il quartiere è al centro di una trasformazione complessa, ancora aperta, certamente non priva di criticità, ma segnata da una volontà precisa di ricostruzione sociale e urbana. In questo percorso il documentario assume il valore di una memoria viva: ricorda il prezzo umano pagato da centinaia di famiglie, ma nello stesso tempo impedisce che la rigenerazione venga letta come un semplice fatto edilizio. La vera sfida, come è emerso dalle parole delle istituzioni e della regista, è restituire a Scampia non solo spazi nuovi, ma un futuro finalmente all’altezza della dignità dei suoi abitanti.
#LaDiasporaDelleVele #Scampia #Napoli #FrancescaComencini #GaetanoManfredi #CinemaMetropolitan #RigenerazioneUrbana #VeleDiScampia #Documentario #SkyOriginal #sudnotizie







(video e foto fornite dall’Ufficio stampa del Comune di Napoli in allegato al comunicato)