Un ponte tra la Fondazione Banco Napoli e la Fondazione Emiddio Mele nel docufilm che unisce storia, moda e imprenditoria napoletana
La sala dello Space Cinema di Fuorigrotta è diventata teatro di una vera e propria rinascita della memoria napoletana, quando è stato presentato in anteprima il docufilm La Napoli scintillante dei fratelli Mele. Un’opera che nasce dall’intuizione di Bianca Stranieri, storica dell’arte del costume e della seta, e si concretizza nella regia di Francesco Carignani, con fotografia e montaggio curati da Luigi Scaglione.
Il racconto si dipana con la delicatezza di un affresco, senza sezioni rigide, ma con un tono discorsivo che invita il lettore / spettatore a immergersi nei decenni a cavallo tra Otto e Novecento a Napoli — momenti di grande fermento urbano, sociale e creativo. Al centro, i fratelli Mele emergono come protagonisti visionari: Emiddio e Alfonso osservarono i modelli dei grandi magazzini europei — da Londra a Parigi, da Berlino — e li importarono nel contesto napoletano, introducendo il commercio per corrispondenza con cataloghi illustrati.
Non erano soltanto commercianti: erano innovatori con la sensibilità di chi sapeva che un’impresa ha anche una responsabilità sociale. Le feste al Salone Margherita, aperte ai dipendenti e ai meno abbienti, e la cura per i lavoratori dimostrano una visione di welfare aziendale sorprendentemente moderna per l’epoca. Anche la grafica pubblicitaria — manifesti, illustrazioni, campagne visive — è raccontata come parte integrante di una rivoluzione culturale e visiva: un marketing che era anche arte, in piena belle époque.
La stretta collaborazione tra la Fondazione Banco di Napoli e la Fondazione Emiddio Mele emerge come un modello di alleanza culturale: da un lato il sostegno originario alla mostra, al volume e al convegno Ai Grandi Magazzini, e dall’altro la sponsorizzazione del docufilm, che attinge agli archivi storici di entrambe le istituzioni. Le “carte” custodite in questi archivi hanno permesso alla Stranieri e al gruppo di lavoro di costruire un racconto fondato su documenti, immagini, testimonianze e analisi accademiche.
Con il contributo di storici del calibro di Francesco Barbagallo, Fabio Mangone, Aide Cuozzo, Maria d’Elia, Isabella Valente, Sabrina Iorio e altri, il film assume anche valore saggistico oltre che narrativo. Il regista Carignani definisce il progetto come “un viaggio attraverso una Napoli ancora capitale culturale e commerciale”, accompagnato da protagonisti dell’innovazione d’impresa che meritano di essere riscoperti.
Francesca Mele, presidente della Fondazione Mele, sottolinea come sia importante tramandare la visione dei fratelli Mele non solo come imprenditori, ma come protagonisti morali: un’eredità che si estende oggi attraverso iniziative rivolte all’artigianato locale e alla cultura partenopea.
Il docufilm, della durata prevista di 52 minuti, è prodotto da Fucina Umanistica Digitale in collaborazione con Oltrecielo AVPA, con il patrocinio morale di enti come il Comune di Napoli, le università Federico II e Vanvitelli, la Camera di Commercio e la Società Napoletana di Storia Patria.
#LaNapoliScintillante #FratelliMele #DocufilmNapoli #StoriaNapoli #InnovazioneCulturale #GrandiMagazzini #BelleEpoqueNapoli
Instagram: @fondazionebanco, @fondazione_mele, @francescocarignani
Facebook: @FondazioneBancoNapoli, @FondazioneEmiddioMele, @FrancescoCarignani
LinkedIn: @FondazioneBancoNapoli, @FondazioneEmiddioMele, @FrancescoCarignani




