La presentazione napoletana di Tapum è molto più di un incontro letterario: è l’ingresso in un mondo dove la Storia ferisce, l’arte consola e l’umorismo permette di guardare l’indicibile senza distogliere lo sguardo. Martedì 2 dicembre, alla Feltrinelli di piazza dei Martiri, Leo Ortolani, uno dei più importanti fumettisti italiani, incontra i lettori insieme al Presidente di COMICON, Claudio Curcio, per raccontare il suo progetto più ambizioso e maturo. Un’opera che nasce da anni di ricerche e lavoro, una graphic novel che fonde documentazione, poesia visiva e quella comicità amara che da sempre caratterizza la sua scrittura. Tapum, pubblicato da Feltrinelli Comics, è una narrazione pensata per restituire alla memoria collettiva la brutalità della Grande Guerra attraverso due protagonisti con i volti dell’autore e dell’attore-scrittore Andrea Pennacchi, trasformando la tragedia in un’esperienza di profonda empatia.

Il titolo richiama l’iconica canzone degli alpini Tapum, dove “ta” è il colpo che arriva e “pum” l’eco della detonazione: un destino scandito dal ritmo implacabile della guerra, che Ortolani trasforma in chiave narrativa e simbolica. Nel volume, l’autore disegna un percorso che alterna luce e buio, ironia e disperazione, mostrando come la Storia sia fatta di uomini comuni travolti da eventi più grandi di loro. È una riflessione dolorosa e attualissima, che parla di inutili carneficine, di memoria come dovere civico e della necessità – oggi più che mai – di tornare a guardare in faccia la disumanità dei conflitti.

Alla Feltrinelli, il dialogo con il pubblico offrirà un’occasione speciale per entrare nel laboratorio creativo dell’autore, celebre per la serie Rat-Man ma sempre capace di reinventarsi. Il percorso artistico di Ortolani, infatti, attraversa trent’anni di fumetto italiano: dalla nascita di Rat-Man nella collana “Spot” nel 1989, alla lunga stagione Panini Comics con Rat-Man Collection (1997-2017), passando per parodie entrate nell’immaginario collettivo come Star Rats, Il Signore dei Ratti, 299+1 e Avarat. Negli ultimi anni l’autore ha ampliato la sua ricerca verso progetti più intimisti e sperimentali, da Il buio in sala a Cinzia, da Bedelia a Dinosauri che ce l’hanno fatta, fino alle pubblicazioni con Feltrinelli Comics, tra cui Luna 2069, Andrà tutto bene, Blu tramonto, Musa, Tarocchi e Zodiaco. Tapum si inserisce come il vertice di questa evoluzione, sancendo il passaggio a una dimensione narrativa che unisce impegno civile, poesia del ricordo e un inconfondibile linguaggio pop.
L’incontro di Napoli, a ingresso libero fino a esaurimento posti, rappresenta non solo un momento di dialogo con l’autore, ma anche un invito a riflettere – attraverso disegni, parole e memoria – sul significato profondo del Primo conflitto mondiale e sulla sua eco nella sensibilità contemporanea. Ancora una volta Ortolani dimostra che il fumetto può essere un dispositivo complesso e potente: un medium capace di raccontare la guerra non come elenco di date e battaglie, ma come ferita emotiva collettiva che ancora oggi chiede di essere compresa e rammendata con il filo dell’arte.
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