Nuovo appuntamento dedicato alla fotografia d’autore e alla riflessione sul valore umano delle immagini: fino al 19 aprile Magazzini Fotografici ospita Forgotten People, mostra di Luz Elena Castro che raccoglie una selezione di fotografie realizzate tra gli anni Ottanta e Novanta nell’ambito della sua attività di fotogiornalista. L’esposizione, allestita nello spazio di Via S. Giovanni in Porta 32, nel cuore del centro storico di Napoli, si annuncia come un evento di forte intensità visiva e civile, capace di riportare al centro dello sguardo vite marginali, esistenze dimenticate e figure troppo spesso escluse dalla rappresentazione dominante della società.
La mostra sarà visitabile fino al 19 aprile 2026, dal mercoledì al sabato dalle 11.00 alle 13.30 e dalle 14.30 alle 20.00, mentre la domenica resterà aperta dalle 11.00 alle 14.00. Un calendario che conferma la vocazione di Magazzini Fotografici a essere non solo luogo espositivo, ma presidio culturale vivo e accessibile, attento alla diffusione della cultura visuale e alla costruzione di un dialogo costante tra fotografia, territorio e comunità.
Con Forgotten People, Luz Elena Castro propone uno sguardo che va oltre la semplice documentazione. Le sue immagini nascono infatti da una precisa postura etica e da una scelta di campo che accompagna l’intero percorso professionale dell’autrice: osservare, incontrare e restituire dignità alle persone che vivono ai margini del sistema sociale e culturale. Nei ritratti e nelle scene selezionate per questa mostra non c’è compiacimento, non c’è distanza, non c’è estetizzazione della sofferenza; c’è piuttosto una relazione diretta con i soggetti, un tentativo profondo di coglierne la forza interiore, la complessità umana, la resistenza silenziosa che continua a emergere anche nelle condizioni più dure, tra povertà, isolamento e abbandono.
Il progetto si inserisce nel percorso curatoriale dedicato al Focus sugli Archivi, ideato e curato da Yvonne De Rosa, direttrice artistica di Magazzini Fotografici. In questa prospettiva, l’archivio fotografico non viene considerato come un semplice deposito del passato, ma come una materia viva, un dispositivo narrativo e uno spazio critico capace di interrogare il presente. È proprio qui che la mostra di Luz Elena Castro acquista una forza ulteriore: le immagini, pur nate decenni fa, non appartengono soltanto alla memoria storica, ma dialogano con il nostro tempo, segnato da una crescente assuefazione alle immagini e da una preoccupante perdita di sensibilità verso l’esperienza umana più fragile.
Il cuore di Forgotten People è allora la possibilità di tornare a guardare davvero. Non semplicemente vedere, ma riconoscere. Le fotografie esposte sollecitano una riflessione sulla nostra capacità di attribuire valore a ciò che appare marginale, vulnerabile, imperfetto. In un presente dominato dalla velocità visiva, dall’omologazione e dal consumo continuo di contenuti, il lavoro di Castro riporta la fotografia alla sua funzione più alta: testimoniare, custodire, rendere visibile ciò che rischia di essere cancellato. In questo senso, ogni immagine diventa un gesto di attenzione e di responsabilità, una chiamata alla coscienza, un invito a riconoscere nell’altro una verità umana che resiste anche quando il contesto sociale tende a soffocarla.
Il percorso professionale di Luz Elena Castro rafforza ulteriormente il peso di questa mostra. Laureata in giornalismo presso l’Universidad Pontificia Bolivariana di Medellín, in Colombia, l’autrice ha iniziato la propria carriera nel 1979 come fotografa per il quotidiano El Mundo. Nel corso degli anni ha insegnato fotogiornalismo, lavorato da freelance per riviste e giornali, ottenuto una borsa di studio all’Università di Navarra in Spagna e collaborato come fotoreporter per l’agenzia di stampa EFE a Madrid. Ha inoltre lavorato per la BBC a Londra ed è stata direttrice di dipartimento per il quotidiano El Tiempo di Bogotá. Tra il 1989 e il 1994 è stata anche fotografa personale di César Gaviria durante la campagna presidenziale e poi direttrice del Dipartimento di Fotografia della Presidenza Gaviria. Un curriculum internazionale che testimonia autorevolezza, esperienza e una lunga pratica dello sguardo come strumento di racconto e responsabilità pubblica. Oggi vive e lavora in California.
Anche il ruolo di Magazzini Fotografici è centrale nella lettura di questa iniziativa. Fondato da Yvonne De Rosa, questo spazio indipendente è nato con l’obiettivo di sostenere e diffondere la cultura visuale, promuovendo al tempo stesso un’idea di turismo sostenibile e di presidio culturale nel centro storico di Napoli. La presenza di un bookshop no profit dedicato alla fotografia conferma una visione ampia e coerente, che mette insieme esposizione, ricerca, educazione visiva e progettualità culturale. La mostra Forgotten People si colloca perfettamente dentro questa missione, perché non si limita a esporre immagini, ma costruisce un’occasione di pensiero, di memoria e di confronto sul senso della rappresentazione contemporanea.
L’appuntamento napoletano assume quindi un valore che supera la dimensione strettamente artistica. La mostra di Luz Elena Castro diventa un’occasione per interrogarsi su chi resta fuori dal campo del visibile, su quali esistenze siano sistematicamente rimosse dai circuiti principali della comunicazione e su come la fotografia possa ancora oggi opporsi a questa esclusione. Forgotten People non offre risposte semplici né facili consolazioni, ma apre uno spazio di riflessione nel quale l’immagine torna a essere incontro, memoria e coscienza critica. Ed è proprio questa la sua forza: ricordarci che l’umanità più autentica, spesso, sopravvive là dove il nostro sguardo si ferma meno.
Per chi segue la fotografia contemporanea, il fotogiornalismo e le pratiche artistiche legate alla memoria e agli archivi, la mostra ai Magazzini Fotografici si presenta come uno degli eventi culturali da segnalare a Napoli nella primavera 2026. Un’esposizione da visitare non solo per la qualità delle opere, ma per il valore etico e civile del progetto.
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(foto di Luz Elena Castro fornite dall’Ufficio stampa in allegato al comunicato)
