A Villa Doria d’Angri la transizione ecologica è uscita dalla dimensione astratta dei programmi e delle dichiarazioni d’intenti per diventare formazione, confronto operativo e visione industriale. Il workshop “Sinergie tra Università e Industria per la transizione ecologica e la rigenerazione ambientale”, ospitato dall’Università degli Studi di Napoli Parthenope, ha rappresentato il momento conclusivo di una tappa significativa del Master universitario di II livello M-TERACS, dedicato alla transizione ecologica e alla rigenerazione ambientale per comunità sostenibili. Un percorso che ha coinvolto sessanta professionisti provenienti da tutta Italia, tra civili, tecnici, manager, funzionari e rappresentanti delle Forze Armate, chiamati a confrontarsi con una delle sfide più delicate del Paese: la bonifica dei territori contaminati e la loro riconversione in chiave sostenibile.
Il Master M-TERACS nasce dalla collaborazione tra il Centro Alti Studi per la Difesa, sei università italiane, il Commissario Unico per la bonifica delle discariche e dei siti contaminati e l’Hub Tecnologico Ambientale RemTech, con l’obiettivo di costruire competenze capaci di mettere in relazione sapere scientifico, capacità amministrativa, innovazione tecnologica e intervento sul campo. La prima edizione è stata programmata nel 2026 come Master di II livello dedicato alla transizione ecologica e alla rigenerazione ambientale, secondo quanto indicato anche dal Commissario Unico per le bonifiche. (commissariobonificadiscariche.governo.it)
Il valore dell’iniziativa sta proprio nell’aver saldato aula e territorio, studio teorico e verifica diretta dei luoghi nei quali la transizione ecologica misura la propria efficacia. Nei giorni precedenti al workshop i corsisti hanno visitato il sito di interesse nazionale di Bagnoli-Coroglio, l’impianto Q8 di Napoli Est e il CRITEST di Acerra, Centro di Ricerca, Innovazione, Trasferimento tecnologico e Sviluppo sostenibile per la Transizione ecologica. Un itinerario simbolico e concreto, perché la Campania è allo stesso tempo laboratorio delle ferite ambientali del passato e piattaforma possibile di un nuovo modello di rigenerazione.
Il CRITEST di Acerra assume, in questo quadro, un ruolo particolarmente strategico. Il centro è pensato come polo avanzato per la ricerca applicata e il trasferimento tecnologico al servizio dell’industria, con attività orientate ai materiali innovativi, al recupero di materia, all’economia circolare, alla riduzione degli scarichi liquidi e alla produzione di energia da fonti rinnovabili. Fonti di settore lo descrivono come un’infrastruttura destinata a rafforzare il ponte tra ricerca e sistema produttivo, consentendo di sperimentare tecnologie in condizioni vicine alla scala reale. (Blog Heidelberg Materials)
Ad aprire il confronto è stato il Rettore dell’Università degli Studi di Napoli Parthenope, Antonio Garofalo, a conferma del ruolo dell’Ateneo nel promuovere percorsi di alta formazione legati alla sostenibilità, alla ricerca applicata e alla collaborazione con imprese e istituzioni. La giornata ha poi dato spazio agli interventi dei rappresentanti del mondo scientifico, ambientale e istituzionale, componendo un quadro nel quale la transizione ecologica non è soltanto un obiettivo ambientale, ma anche una questione di competenze, organizzazione, responsabilità pubblica e capacità industriale.
Il Commissario Unico per la Terra dei Fuochi, Giuseppe Vadalà, ha richiamato la necessità di professionisti altamente qualificati, capaci di semplificare i processi e portarli a termine in modo sostenibile. La bonifica, ha ricordato, non è un intervento immediato né episodico, ma un percorso di medio-lungo periodo che interessa un’area molto ampia: circa 150 mila ettari e novanta comuni. L’inversione di tendenza, secondo Vadalà, potrà cominciare a essere visibile nei prossimi anni, in un arco temporale che richiederà almeno cinque e probabilmente dieci anni, ma il lavoro è già avviato.
Per l’assessore all’Ambiente della Regione Campania, Claudia Pecoraro, il punto centrale è il superamento di un modello frammentato, nel quale università, imprese ed enti locali hanno spesso proceduto separatamente. La transizione ecologica richiede invece una rete stabile di collaborazione, nella quale gli atenei possano sostenere le imprese con ricerca e innovazione, formare professionalità coerenti con i bisogni reali del territorio e contribuire a trattenere giovani competenze. Le amministrazioni, a loro volta, sono chiamate a programmare gli investimenti partendo dalle esigenze concrete delle comunità.
Sulla stessa linea si è collocato l’intervento del Direttore Generale di ARPA Campania, Luigi Stefano Sorvino, che ha sottolineato l’importanza del confronto costante tra enti di controllo, mondo della ricerca e operatori del settore. La tutela ambientale, infatti, non può prescindere da un aggiornamento continuo delle conoscenze, dall’acquisizione di nuove esperienze e da una collaborazione rispettosa dei diversi ruoli istituzionali. Monitoraggio, controllo e innovazione diventano così parti di un unico sistema, necessario per rendere più efficaci le attività di prevenzione e risanamento.
Il professor Francesco Colangelo, docente dell’Università Parthenope, ha evidenziato il carattere innovativo del Master, fondato sull’integrazione tra lezioni in aula e training on the job. I partecipanti hanno potuto confrontarsi direttamente con siti di bonifica, impianti e centri di ricerca, dentro un percorso nel quale l’università non si limita a trasmettere conoscenze, ma costruisce uno scambio continuo con professionisti già inseriti nei sistemi pubblici e produttivi. In questo senso, il Master diventa una piattaforma di crescita reciproca: forma competenze, ma al tempo stesso raccoglie esperienze, problemi e domande che arrivano dal campo.
Un passaggio rilevante riguarda anche la comunicazione delle bonifiche. Come ha ricordato Colangelo, accanto alla competenza tecnica è indispensabile una capacità di racconto trasparente e corretta, capace di spiegare ai cittadini la qualità degli interventi realizzati, i tempi necessari, le tecnologie impiegate e i benefici attesi. Nei territori segnati da anni di emergenze ambientali, sfiducia e allarme sociale, la rigenerazione passa anche dalla ricostruzione di un rapporto credibile tra istituzioni, comunità e sistema scientifico.
Il workshop di Villa Doria d’Angri ha dunque confermato la vocazione del Master M-TERACS a formare una nuova classe di professionisti della transizione ecologica, in grado di accompagnare bonifiche, riconversione industriale e rigenerazione ambientale con un approccio integrato. La Campania, con i suoi siti complessi e con la necessità di trasformare fragilità storiche in opportunità di sviluppo, rappresenta un terreno decisivo per misurare l’efficacia di questa alleanza tra università, industria, istituzioni e ricerca.
La sfida, ora, è fare in modo che la formazione diventi cantieri, che l’innovazione diventi applicazione, che la sostenibilità non resti una parola chiave ma si traduca in processi misurabili, lavoro qualificato e territori più sicuri. Il Master M-TERACS indica una direzione precisa: la transizione ecologica ha bisogno di visione, ma soprattutto di persone preparate, capaci di trasformare la complessità delle bonifiche in una nuova stagione di responsabilità pubblica, crescita industriale e sviluppo sostenibile.
#MasterMTERACS #TransizioneEcologica #RigenerazioneAmbientale #Bonifiche #UniversitàParthenope #VillaDoriaDAngri #TerraDeiFuochi #CRITEST #EconomiaCircolare #Sostenibilità #Campania #Napoli #SudNotizie
Commissario Unico Bonifiche commissariobonificadiscariche.governo.it
(foto fornite dall’Ufficio stampa in allegato al comunicato)



