Il Napoli torna dalla Danimarca con un pareggio che lascia più rimpianti che certezze. Al Parken Stadium, contro il Copenaghen, gli azzurri non vanno oltre l’1-1 in una gara di UEFA Champions League che sembrava mettersi sui binari giusti già nel primo tempo. E invece, ancora una volta, la squadra partenopea dimostra di faticare terribilmente nella gestione dei momenti favorevoli.
Il Napoli parte con personalità, controlla il possesso e trova il vantaggio grazie a Scott McTominay, abile a svettare di testa sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Un gol pesante, arrivato peraltro dopo l’espulsione di Thomas Delaney, che lascia il Copenaghen in dieci uomini e consegna agli azzurri una partita teoricamente in discesa. In quel momento, tutto lascia pensare a una vittoria esterna fondamentale per il cammino europeo.
Eppure, con il passare dei minuti, riaffiorano le fragilità che stanno accompagnando il Napoli in questa stagione continentale. La manovra rallenta, la gestione del pallone diventa meno lucida e la squadra arretra progressivamente il proprio baricentro, quasi a voler difendere un vantaggio minimo invece di provare a chiudere il match. Il Copenaghen, pur in inferiorità numerica, resta vivo, combatte su ogni pallone e trova il modo di rientrare in partita.
L’episodio chiave arriva nella ripresa: calcio di rigore per i danesi, trasformato in due tempi da Gustav Isaksen Larsson, dopo la prima risposta del portiere azzurro. È l’1-1 che gela il Napoli e riaccende uno stadio che spinge i padroni di casa fino all’ultimo minuto. Da lì in avanti, nonostante i cambi e un forcing finale più nervoso che organizzato, gli azzurri non riescono più a creare occasioni limpide.
Il pareggio pesa, soprattutto per come è maturato. Giocare oltre un’ora in superiorità numerica e non portare a casa i tre punti è un segnale preoccupante, che va oltre il singolo episodio. Il Napoli conferma una certa difficoltà nel controllo emotivo delle partite europee, un limite che rischia di compromettere il percorso nel girone e di rendere molto più complessa la qualificazione alla fase successiva.
In una Champions League dove i dettagli fanno la differenza, il Napoli spreca un’occasione preziosa. Il punto conquistato a Copenaghen non è da buttare, ma sa di occasione mancata. Servirà un cambio di passo immediato nelle prossime gare, soprattutto sul piano della personalità e della gestione del vantaggio, se gli azzurri vorranno continuare a sognare l’Europa che conta.
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