Il Napoli si avvicina alla Supercoppa Italiana con un misto di speranza e prudenza. La notizia che tiene banco è il possibile rientro di Romelu Lukaku, che secondo le indicazioni più accreditate dovrebbe essere inserito nella lista dei convocati per la trasferta in Arabia Saudita. Il centravanti belga ha smaltito la fase più delicata del suo stop e, pur non essendo ancora al massimo della condizione, rappresenta un’opzione importante per Antonio Conte, soprattutto a gara in corso. La sensazione è che il suo impiego sarà gestito con cautela, evitando rischi inutili dopo settimane di lavoro differenziato.
Accanto al cauto ottimismo per Lukaku, resta però un quadro complessivo complicato. Il Napoli dovrà infatti fare i conti con diverse assenze pesanti, a partire da Alex Meret, che non ha recuperato in tempo dalla frattura al metatarso e sarà costretto a saltare la Supercoppa. Una defezione che incide sugli equilibri difensivi e sulla costruzione dal basso, elemento caro all’impostazione di Conte. Ancora più critica la situazione a centrocampo, dove mancheranno Billy Gilmour e Frank Anguissa: il primo è stato operato e ha già concluso anzitempo il 2025 calcistico, mentre il secondo è fermo per una lesione muscolare che richiede tempi di recupero più lunghi.
A rendere il quadro ancora più complesso c’è anche l’assenza di Kevin De Bruyne, il cui rientro è previsto solo nei primi mesi del 2026. Un’assenza che priva il Napoli di qualità, visione di gioco ed esperienza internazionale proprio in una competizione secca, dove i dettagli fanno la differenza. Contro il Milan, dunque, il Napoli si presenterà con una rosa ridotta, chiamata a compensare le assenze con organizzazione, intensità e spirito di sacrificio.
In questo contesto, la possibile convocazione di Lukaku assume un valore che va oltre l’aspetto tecnico: la sua sola presenza in panchina rappresenta un segnale di fiducia per l’ambiente e un’arma psicologica da spendere nel corso della partita. La Supercoppa, del resto, è una competizione che vive di episodi e il Napoli sa di doversi affidare anche alla solidità del gruppo per sopperire alle mancanze. Tra recuperi parziali e stop pesanti, la sfida col Milan si profila come un banco di prova significativo, capace di dire molto sulla profondità e sulla resilienza della squadra azzurra.
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