La nautica torna al centro del dibattito politico ed economico con l’inaugurazione del 52° Nauticsud, evento che ha acceso i riflettori su criticità strutturali e prospettive di sviluppo di un comparto strategico per Napoli e per tutto il Mezzogiorno. Dalla carenza cronica di posti barca alla necessità di investimenti infrastrutturali, fino all’opportunità rappresentata dalla Coppa America, il salone ha offerto una fotografia chiara: senza una visione integrata, la blue economy rischia di perdere slancio proprio nel momento in cui potrebbe diventare uno dei motori principali della crescita territoriale.
Nel corso della cerimonia inaugurale, Girolamo Cangiano, presidente dell’Intergruppo parlamentare nautica, subacquea e pesca, ha ribadito il ruolo centrale di Napoli e del Sud nei programmi di sviluppo del Paese, sottolineando l’impegno del Governo nel sostenere una filiera che rappresenta non solo un comparto produttivo, ma una vera e propria identità nazionale. L’assenza di posti barca, uno dei nodi più urgenti, è attualmente oggetto di un provvedimento in discussione al Senato, promosso dal Ministro Nello Musumeci, con l’obiettivo di armonizzare l’azione tra istituzioni locali e centrali e creare condizioni favorevoli per un settore che genera economia e occupazione.
Un’analisi più concreta e territoriale è arrivata da Gennaro Amato, presidente di AFINA – Associazione Filiera Italiana della Nautica, che ha parlato senza giri di parole di un’emergenza strutturale, soprattutto a Napoli. Mentre alcune aree della Campania, come Castellammare di Stabia o il litorale salernitano, dispongono di infrastrutture adeguate, il capoluogo soffre una carenza che rischia di diventare esplosiva in vista della Coppa America, quando l’afflusso turistico aumenterà sensibilmente. Amato ha chiarito come la creazione di nuovi posti barca in tempi brevi sia irrealistica, proponendo invece soluzioni immediate come campi boa temporanei, capaci di sostenere il diporto stanziale e l’ospitalità nautica internazionale durante l’evento.
Parallelamente, AFINA ha già messo sul tavolo progetti strutturali, come l’ampliamento dei posti barca a Mergellina, con un investimento privato di circa 50 milioni di euro sostenuto dal sistema bancario locale. A questi si aggiungono ipotesi di intervento a Vigliena, San Giovanni, Ercolano, Torre Annunziata e Castellammare, dove pontili galleggianti e campi boa potrebbero rappresentare una risposta rapida ed efficace.
Nel dibattito è emersa anche una riflessione sul futuro stesso del Nauticsud. Secondo Amato, la collocazione temporale dell’evento penalizza la presenza dei grandi cantieri internazionali, già impegnati nei saloni di Cannes, Genova, Monaco e Düsseldorf. Una revisione delle date diventa quindi strategica non solo per rilanciare il comparto, ma per restituire centralità alla Fiera di Napoli nel calendario internazionale della nautica.
Sul fronte istituzionale, Vincenzo Santagada, assessore alla Salute e al Verde del Comune di Napoli, ha annunciato un imminente incontro tra il sindaco Gaetano Manfredi e il presidente di AFINA per affrontare in modo sistemico le problematiche emerse. Il potenziamento delle infrastrutture, ha spiegato Santagada, rientra in una strategia di crescita più ampia in cui la blue economy – e la nautica in particolare – rappresenta un asset fondamentale, ulteriormente rafforzato dalla visibilità globale garantita dalla Coppa America.
Decisivo anche il contributo del mondo bancario. Amedeo Manzo, presidente di BCC Napoli, ha evidenziato come ignorare il potenziale del diportismo significhi non cogliere una delle più importanti leve economiche del territorio. La filiera nautica, ha ricordato, è un potente moltiplicatore di indotto, ma senza porti e marine adeguate il rischio è una contrazione irreversibile, con effetti diretti anche sulla disponibilità del credito. Le banche possono sostenere il settore attraverso finanziamenti e agevolazioni, ma senza una visione pubblica chiara la finanza è destinata a fare un passo indietro.
Il 52° Nauticsud si chiude così non solo come vetrina espositiva, ma come luogo di confronto strategico. Il messaggio che emerge è netto: senza infrastrutture, coordinamento istituzionale e scelte coraggiose, la nautica rischia di restare un potenziale inespresso. Con una programmazione efficace, invece, può diventare uno dei pilastri della rinascita economica e identitaria di Napoli e del Sud Italia.
#Nauticsud #Nautica #BlueEconomy #Napoli #CoppaAmerica #PortiTuristici #Diportismo #SudItalia #blueeconomy #sudnotizie
(foto fornita da Ufficio stampa in allegato al comunicato)
