Domenica 5 ottobre 2025, nello Spazio Arena di Avellino, il NEMA Ensemble presenta Resonant Bends, un concerto ideato per l’edizione autunnale di Contemporary Speech 2025, la rassegna curata da Progetto Sonora. Non si tratta di un semplice programma musicale, ma di un percorso concettuale e sonoro che esplora lo Spettralismo non come scuola, ma come esperienza liminale, pratica d’ascolto e trasformazione percettiva.
Il programma del concerto si articola come un viaggio nella materia del suono, attraverso opere di Debussy, Messiaen, Murail, Scelsi, Pérotin, Yan Maresz, Rouzbeh Rafie, NEMA e Francesco De Simone. Il filo rosso che attraversa il repertorio è la percezione del suono come fenomeno in divenire, come energia che piega e dilata il tempo. Non c’è una logica dimostrativa, ma un’“architettura porosa” che apre varchi, dialoghi e connessioni inaspettate.
In un editoriale pubblicato su Konsequenz, il compositore e critico Girolamo De Simone definisce Resonant Bends “un concerto/concetto dedicato al limine, alla soglia”. “Il transito è molto presente nei miei pensieri, e il diafano vicino al mio cercare”, scrive De Simone, sottolineando come il progetto rappresenti “un atto di trasparenza sonora, un passaggio di luce che riluce e lascia passare la luce stessa del suono”.
Il NEMA Ensemble (Napoli Ensemble Musiche Attuali) nasce come spazio fluido e collettivo, dove la musica contemporanea incontra la ricerca, la sperimentazione e la visione curatoriale. La formazione — Francesco Filisdeo (clarinetto), Vincenzo Gaudino (flauto), Leonardo Ricci (violino), Andrea Riccio (pianoforte), Davide Maria Viola (violoncello), Francesco De Simone (elettronica) e Cosimo Abbate (direttore), con le elaborazioni visual di Simone Liguori — mette in campo un’idea di musica come organismo vivo e in trasformazione.
Nel testo Spettralismi senza Spettralismo, lo stesso Abbate afferma: “Non siamo un’istituzione davanti alla quale arrivano semplicemente partiture da eseguire, ma un organismo che genera idee e immagina percorsi coerenti”. Resonant Bends incarna pienamente questa filosofia: ogni brano si riflette nell’altro, come onde risonanti che costruiscono un paesaggio sonoro in continua metamorfosi.
“NEMA lancia il suo sguardo a 360° sulle musiche che furono, che sono e che saranno” scrive ancora Girolamo De Simone, “ed è uno dei pochi ensemble capaci di incarnare l’incantesimo della soglia, dove il suono diventa conoscenza e la trasparenza si fa ascolto”.
Nel contesto di Contemporary Speech 2025, Resonant Bends non è solo un concerto: è un rito percettivo, un invito a vivere la musica come esperienza di confine, dove tradizione e sperimentazione si intrecciano, e dove il suono si fa memoria, visione e respiro del presente.
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