“Non uno di più” non è solo un cortometraggio, ma un atto civile che ha scelto il linguaggio diretto dei giovani per parlare ai giovani, senza mediazioni e senza retorica. L’opera, scritta e diretta da Maurizio Braucci, è stata presentata in anteprima giovedì 18 dicembre a Napoli, all’Istituto Superiore Casanova, segnando l’avvio di una campagna di sensibilizzazione nazionale contro la diffusione e l’uso delle armi tra gli adolescenti.
Il progetto è nato come social advertising e ha adottato consapevolmente tempi rapidi, inquadrature essenziali e una grammatica visiva capace di dialogare con i codici comunicativi più familiari alle nuove generazioni. Braucci, scrittore e sceneggiatore noto per lavori come Gomorra, Anime nere, La paranza dei bambini e Martin Eden, ha affrontato un tema di drammatica attualità: la normalizzazione della violenza e la pericolosa fascinazione esercitata dalle armi in un contesto sociale in cui il confine tra finzione e realtà appare sempre più fragile.
Prodotto da Regione Campania e Film Commission Regione Campania, nell’ambito del piano “Nuove Strategie per il Cinema in Campania 4”, il cortometraggio è stato realizzato in collaborazione con Dugong Films e Arrevuoto, realtà da anni impegnate in un cinema attento al sociale e ai territori. Alla proiezione è seguito un incontro-dibattito che ha coinvolto istituzioni, scuola, giustizia minorile e mondo culturale, a conferma di una visione corale del problema. Accanto a Braucci e a parte del cast tecnico e artistico – tra cui Massimo Gaudioso, Carmine Guarino e Marco Messina – sono intervenute figure chiave come Palmira Masillo, Rosanna Romano, Titta Fiore, Maurizio Gemma, Marina Ferrara, Giuseppe Centomani e Isaia Sales.
Il cuore simbolico del corto è stato racchiuso nella battuta finale, che ha riecheggiato la celebre “pistola di Čechov”: se un’arma entra in scena, prima o poi spara. Ma qui la riflessione si è fatta brutale e necessaria, ricordando che mentre nei film le pistole sparano a salve, nella realtà uccidono davvero. Una frase che ha chiuso il racconto ma ha aperto una domanda collettiva, chiamando in causa non solo i ragazzi, ma anche famiglie, insegnanti, educatori e operatori del terzo settore.
Interpretato da attori giovani, in gran parte esordienti, “Non uno di più” ha parlato ai coetanei senza filtri, ma con una consapevolezza adulta. La diffusione del corto è stata avviata sui canali social della campagna e programmata nelle scuole – a partire dalla Campania – e in alcune sale cinematografiche, tra cui Casa Cinema a Napoli. Un percorso che ha trasformato il cinema in strumento educativo e il racconto audiovisivo in gesto di responsabilità pubblica, in un momento storico in cui il tema della violenza giovanile non può più essere ignorato.
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