Napoli celebra i suoi 2500 anni di storia con un’opera destinata a diventare un nuovo segno identitario della città. Presso le Scuderie di Palazzo Sansevero è stata presentata “Parthenope”, la nuova scultura di Lello Esposito, realizzata appositamente per l’importante anniversario e svelata alla presenza del sindaco Gaetano Manfredi. Un evento che unisce arte, memoria e visione futura, collocandosi a pieno titolo nel calendario delle celebrazioni ufficiali per la fondazione della città.
La scultura, realizzata in alluminio, reinterpreta la figura della Sirena Parthenope, mito fondativo e simbolo eterno di Napoli. Nell’opera di Lello Esposito la sirena non è soltanto richiamo archetipico al passato greco della città, ma diventa metafora contemporanea di rinascita, resilienza e speranza. Linee essenziali, superfici metalliche e tensione plastica restituiscono un’immagine potente e attuale, capace di dialogare con la tradizione senza rimanerne prigioniera. Parthenope emerge così come figura viva, sospesa tra mito e presente, custode di una città che da venticinque secoli continua a trasformarsi senza perdere la propria anima.
L’opera si inserisce nel programma celebrativo dei 2500 anni riaffermando valori che da sempre definiscono Napoli: accoglienza, vitalità, radicamento e apertura al mondo. Non si tratta soltanto di un’installazione artistica, ma di un gesto simbolico che ricuce il legame profondo tra la città e le sue origini, offrendo ai cittadini e ai visitatori un nuovo racconto visivo della storia partenopea.
Dopo lo svelamento, è stato letto il messaggio di auguri inviato dal Cardinale di Napoli Don Mimmo Battaglia, che ha voluto salutare l’anniversario della fondazione della città e l’inaugurazione dell’opera celebrativa. Nel pomeriggio, lo stesso Cardinale visiterà l’atelier del Maestro per ammirare la scultura, a testimonianza del valore culturale e spirituale attribuito all’iniziativa.
Particolarmente significativa la dichiarazione del sindaco Gaetano Manfredi, che ha sottolineato come l’opera rappresenti «un contributo di straordinario valore estetico e simbolico, un segno tangibile che accoglierà chiunque visiti Napoli, raccontando in modo immediato le nostre radici e la storia millenaria della città». Il primo cittadino ha inoltre annunciato la volontà dell’Amministrazione di acquisire l’opera e destinarla stabilmente a Monte Echia, luogo simbolico delle origini urbane di Napoli. Una scelta fortemente evocativa: installare lì la Sirena di Esposito significa riportare la città alle sue radici per darle nuova forza e proiettarla nel futuro, confermando Monte Echia come cuore pulsante di una Napoli in continuo divenire.
Emozionate anche le parole di Lello Esposito, che ha definito l’opera come un dono alla sua città, alla quale dedica da quasi cinquant’anni il proprio lavoro artistico. «La Sirena ritorna lì dove nacque 2500 anni fa», ha dichiarato l’artista, sottolineando il valore simbolico della collocazione e il legame profondo tra la sua ricerca artistica e l’identità napoletana.
Con “Parthenope”, Napoli affida all’arte contemporanea il compito di raccontare la propria storia millenaria, trasformando il mito in linguaggio attuale e condiviso. Un’opera che non guarda soltanto al passato, ma invita la città a riconoscersi, ancora una volta, come luogo di origine, di passaggio e di rinascita.
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(foto fornita dall’Ufficio stampa in allegato al comunicato)

