Una mostra iconografica omaggia Eduardo Scarpetta a cento anni dalla scomparsa
“La vera miseria è la falsa nobiltà”, recita Felice nell’opera teatrale Miseria e Nobiltà di Eduardo Scarpetta, commediografo e attore napoletano, classe 1853.
di Elisangela Annunziato
È stata allestita presso il teatro napoletano Trianon Viviani, sotto la direzione artistica di Marisa Laurito, la mostra iconografica “Scarpetta dopo Scarpetta. Un secolo di ritorni e avventure sulle scene”. L’esposizione, visitabile fino a domenica 11 gennaio 2026, a ingresso libero dal lunedì al sabato, mira a rendere omaggio ai cento anni dalla morte di Scarpetta.

“Ha un forte valore simbolico il fatto che il Trianon si inauguri, la sera dell’8 novembre del 1911, con un allestimento di Miseria e Nobiltà in cui Vincenzo è protagonista, diretto dal padre: mentre la sala sancisce la straordinaria espansione della città e il definirsi di nuovi quartieri sull’onda del Risanamento, un titolo prestigioso collega idealmente il passato e il futuro, vecchie e nuove generazioni, proiettandosi nelle dinamiche di un Novecento inquieto. Scarpetta dopo Scarpetta è una storia che inizia fra queste mura”, asserisce Francesco Cotticelli, professore di Discipline dello Spettacolo alla Federico II di Napoli.
Negli anni, nello scenario campano – e non solo – sono diverse le frasi rese celebri dalle commedie di Scarpetta. Ne sono un esempio espressioni come “Vincenzo m’è pate a me” oppure “Io non faccio il cascamorto; se casco, casco morto per la fame”, e tante altre.
Oggi, sullo sfondo del Trianon Viviani, immagini, curiosità visive, fotografie e locandine relative alla mostra permettono al pubblico di immergersi nel grande patrimonio lasciato da Scarpetta.

La collaborazione ai testi e alla ricerca iconografica è di Domenico Livigni, mentre il progetto grafico è di ©camerachiaraimage.
Il materiale fotografico e illustrativo proviene dalla Biblioteca Nazionale di Napoli (sezione Lucchesi Palli), con i fondi De Muto, Patroni Griffi, Stefanile/De Ciuceis, Taranto, Viviani e dagli archivi della famiglia Scarpetta, di Le Pera e dei teatri Diana e Nazionale Stabile di Napoli.
In particolare, le foto sono di Gianni Biccari, Fabio Donato, Claudio Garofalo, Tommaso Le Pera e Pino Miraglia.
“Scarpetta dopo Scarpetta è un processo che ha inizio ben prima della scomparsa dell’attore-autore: il suo ritiro dalle scene all’indomani di quell’evento traumatico che fu la causa con D’Annunzio intorno alla parodia de La figlia di Iorio segna la fine della lunga stagione ottocentesca e pare sancire nuove gerarchie nell’offerta di teatro in tutta Italia. Al figlio Vincenzo tocca il compito di proseguire nel solco tracciato dal grande patriarca, capostipite di una straordinaria famiglia d’arte: il repertorio si rimodula e si arricchisce, all’ombra di una guida sapiente”, aggiunge il professore Cotticelli.
(immagini fornite dall’Ufficio stampa del teatro Trianon Viviani)
#EduardoScarpetta #TrianonViviani #TeatroNapoletano #MiseriaeNobiltà #MostraNapoli #CulturaNapoletana #VincenzoScarpetta
