La nuova stagione 2026-2027 del Trianon Viviani – Teatro della Canzone napoletana nasce con un titolo che è insieme richiamo, urgenza e manifesto culturale: “Curre curre guaglio’”. È il claim scelto dal nuovo direttore artistico Pierpaolo Sepe per il suo primo cartellone alla guida dello storico teatro di Forcella, una programmazione che da settembre a giugno attraversa teatro musicale, prosa, concerti, danza, letture sceniche, formazione e nuovi linguaggi urbani, tenendo insieme la radice popolare napoletana e la necessità di parlare al presente.
La stagione, che avrà la sua inaugurazione ufficiale il 16 ottobre, è dedicata a Gennarino Capuozzo, il giovanissimo eroe delle Quattro Giornate di Napoli caduto a undici anni nel settembre del 1943 e insignito della medaglia d’oro al valor militare. La sua immagine campeggia nel manifesto della stagione come segno di una memoria che non vuole restare immobile, ma diventare responsabilità civile. Per Pierpaolo Sepe, infatti, ricordare Gennarino significa ricordare che ogni generazione è chiamata a custodire ciò che ha ricevuto e a consegnarlo, più libero, a chi verrà dopo. In questa idea si concentra il senso profondo del nuovo corso del Trianon: un teatro pubblico che non si limita a conservare, ma interpreta, interroga, rinnova.
Il Trianon Viviani viene immaginato da Sepe come un porto nel cuore di Forcella, luogo di approdi, incontri, lingue, racconti e contaminazioni. Non un recinto identitario, né un esercizio di nostalgia, ma uno spazio in cui la memoria si trasforma in creazione. È da questa visione che nasce un cartellone fortemente multidisciplinare, capace di accostare Raffaele Viviani, la scena indie rock napoletana, il teatro civile, la canzone d’autore, la danza contemporanea, la formazione professionale e la nuova scena rap cittadina. Una linea confermata anche dal presidente Gianni Pinto, che sottolinea come il Trianon sia sempre più attento ai linguaggi della contemporaneità e al territorio, nel pieno esercizio della sua funzione pubblica al servizio della città.
Il presidente della Regione Campania Roberto Fico legge il progetto del Trianon come espressione di una funzione comunitaria del teatro, luogo in cui memoria e arte si intrecciano e in cui le individualità si ritrovano in una dimensione collettiva. Per Onofrio Cutaia, assessore regionale alla Cultura, la scelta di puntare su Pierpaolo Sepe rappresenta una scommessa vinta, perché apre il teatro a contaminazioni tra generi, storie e voci differenti. Anche Carlo Puca, assessore comunale alla Partecipazione attiva e all’Immagine della Città, evidenzia il valore civile del cartellone, capace di rendere contemporanea la tradizione e di restituire alla cultura il suo ruolo di presidio contro l’illegalità.
Il cuore produttivo della stagione è composto da cinque allestimenti firmati dal Trianon Viviani, ai quali si aggiunge un grande concerto finale. Si parte dall’8 al 13 settembre con la ripresa di Festa di Piedigrotta, capolavoro corale di Raffaele Viviani, con la regia di Nello Mascia e le elaborazioni musicali di Eugenio Bennato. Dal 14 al 24 gennaio arriverà Le Quattro Giornate di Napoli. Ovvero della dignità perduta, diretto da Carlo Cerciello, rilettura della sollevazione popolare napoletana del 1943 e riflessione sull’omologazione del presente. Dal 25 febbraio al 7 marzo sarà la volta di Mala-Mente, scritto e interpretato da Peppe Lanzetta, con la regia di Raffaele Di Florio, una “sceneggiata in divenire” che intreccia amore, tradimento, riscatto di genere, repertorio musicale del Novecento e brani originali.
Dal 16 al 25 aprile andrà in scena Na meza buscia di Alessio Forgione, con Francesco Di Leva, Rosario Giglio, Daniele Vicorito e Anna Carla Broegg, per la regia di Pino Carbone. Lo spettacolo attraversa memoria, verità e leggenda, partendo dalla figura del poeta e paroliere Vincenzo D’Agostino, da Annarella, oggetto del suo amore tormentato, e dai riferimenti a Gigi D’Alessio e Mario Merola. Dal 14 al 23 maggio spazio agli under 35 con Pulcinella. Ovvero una cosa che somiglia al mondo, scritto e diretto da Noemi Francesca, con Giovanni Ludeno e Riccardo Festa, che sottrae la maschera al folklorismo e la restituisce a una dimensione più viva, inquieta e contemporanea. Il 10 giugno la stagione si chiuderà con Festa finale – La scena rap napoletana, concerto dedicato ai protagonisti della nuova scena rap e urbana cittadina, coordinato da Polo, nome d’arte di Alberto Cretara, del gruppo La Famiglia.
La presenza di Raffaele Viviani, a cui il teatro è intitolato da vent’anni, attraversa il cartellone non solo con Festa di Piedigrotta, ma anche con Viviani libero, primo Festival del Teatro Carcere della Campania, promosso dal Coordinamento Teatro Carcere Campania, in programma il 3 e 4 giugno con spettacoli e incontri dedicati al grande autore. Accanto a questo percorso si sviluppa Radio Trianon, filo conduttore della stagione e immagine di un teatro che diventa stazione viva, capace di rimettere “in onda” il repertorio popolare nelle voci di oggi. Sotto questa sigla rientrano l’inaugurazione del 16 ottobre con la scena indie rock napoletana, il concerto di Simona Boo del 28 gennaio, entrambi a cura di Ernesto Nobili, e la festa finale dedicata al rap napoletano.
Nel teatro musicale torna il tradizionale appuntamento natalizio con La Cantata dei Pastori, con Peppe Barra nel ruolo di Razzullo e Lalla Esposito in quello di Sarchiapone, in scena dal 19 dicembre al 3 gennaio. Il 29 aprile il cartellone accoglierà invece Così fan tutte di Wolfgang Amadeus Mozart, omaggio del compositore a Napoli e alla sua opera buffa, con l’Ensemble Mercadante diretto da Benedikt Sauer.
Ampio lo spazio dedicato al teatro e alle letture. Si parte con Esercizi di Fantasia 2026, rassegna per famiglie e scuole curata dai Teatrini diretti da Luigi Marsano, dal 15 settembre al 7 ottobre. Seguono Officina, restituzione del progetto Il Teatro delle Persone curato da Davide Iodice, il 29 ottobre, e Venere vs Adone di Enzo Cosimi, il 31 ottobre e il 1° novembre. A novembre arrivano Il figlio della tempesta di Armando Punzo e Andrea Salvadori, con la Compagnia della Fortezza del carcere di Volterra; Le fiabe di donna Ruvia di Dadà; Pinocchio. Che cos’è una persona? di Davide Iodice con la Scuola elementare del teatro, premio speciale Ubu 2024; e Week-end di Annibale Ruccello, con Sabrina Scuccimarra, per la regia di Martino D’Amico.
A dicembre il cartellone propone Napucalisse di Mimmo Borrelli, il classico Natale in casa Cupiello nella rilettura di Luca Saccoia, e Nummere. Scostumatissima Tombola, con Gino Curcione. Nel nuovo anno arriverà Hamlet Travestie. Da John Poole e Antonio Petito a William Shakespeare, di e con Emanuele Valenti e Gianni Vastarella, mentre il 21 marzo il Trianon celebrerà i vent’anni del progetto La Scena delle Donne. Percorsi teatrali con le donne di Forcella con Donne con la folla nel cuore, ideato e curato da Marina Rippa, Monica Costagliola e Fiorella Orazzo per f.pl. femminile plurale. Al progetto è legata anche la proiezione del docufilm Si dice di me di Isabella Mari, prevista il 18 ottobre.
Le letture sceniche aprono ulteriori finestre sulla memoria e sulla città. Il 27 gennaio, ancora nel segno delle Quattro Giornate di Napoli, sarà presentato Tempo che fu di Scioscia di Enzo Moscato, progetto di Imma Villa, in scena con Cecilia Lupoli e con musiche di Paolo Coletta. Il 7 febbraio sarà invece proposta una lettura scenica di Undici. Non dimenticare di Andrej Longo, curata da Marcello Cotugno, con undici storie femminili ambientate a Napoli e nella sua periferia, interpretate da Valentina Acca, Chiara Baffi, Clara Bocchino, Nadia Carlomagno, Valentina Curatoli, Rosaria De Cicco, Cristina Donadio, Marianna Fontana, Bianca Nappi, Chiarastella Sorrentino e Dalal Suleiman.
La musica sarà uno degli assi portanti della stagione. Il 12 novembre il Trianon ospiterà l’incontro tra Teho Teardo, tra i compositori italiani contemporanei più originali, e Blixa Bargeld, voce storica degli Einstürzende Neubauten e collaboratore di Nick Cave & the Bad Seeds. Il 25 e 26 novembre salirà sul palco Ivan Granatino con ‘80, ‘90 e Mo’, mentre il 2 dicembre sarà la volta di Franco Ricciardi. Il 16 dicembre Giovanni Truppi proporrà un recital di solo pianoforte. La Nuova Orchestra Scarlatti sarà protagonista del Concerto di Capodanno del 1° gennaio, dedicato per la trentesima edizione a “Napoli, Vienna e Parigi”, e dell’Omaggio a Beethoven del 27 maggio.
Il 4 febbraio i Calibro 35 renderanno omaggio a Napoli Centrale, storico gruppo di James Senese, mentre il 13 marzo Napoli canta De André porterà sul palco Maldestro, Barbara Buonaiuto, Flo, Irene Scarpato dei Suonno d’Ajere, Francesco Di Bella dei 24 Grana e Dario Sansone dei Foja, impegnati a reinterpretare in napoletano le canzoni di Fabrizio De André. Il 19 marzo l’incontro tra Enzo Avitabile e Peppe Servillo unirà world music, jazz, tradizione popolare e canzone d’autore. Ad aprile tornerà Lina Sastri con un recital, il 9 e 10, mentre il 7 maggio le EbbaneSis, Viviana Cangiano e Serena Pisa, presenteranno Ebbanepolis.
La danza avrà una sezione specifica con TrianonDanza 2026, dal 25 settembre al 13 ottobre, vetrina dedicata ai nuovi linguaggi del corpo e della danza contemporanea. Dal 9 marzo al 4 aprile il teatro ospiterà inoltre la residenza del coreografo Enzo Cosimi, intitolata Pasolini. Il corpo originario, percorso che mira a costruire una relazione autentica con il territorio attraverso il coinvolgimento di danzatori e performer campani. Nel cartellone trova posto anche il Premio Nappo, il 28 maggio, riconoscimento ideato da Monica Nappo con un regolamento dichiaratamente ironico: a decidere la giuria è lei stessa e l’unico requisito per vincere è essere suo amico.
Tra i cardini della nuova direzione artistica c’è anche l’Accademia dei Mestieri, attiva dal 20 ottobre al 13 giugno, pensata per formare macchinisti, tecnici, fonici e attrezzisti in un percorso che intreccia apprendimento e lavoro reale, con attenzione particolare alle fasce più fragili del territorio. È un tassello importante del progetto complessivo di Sepe, perché conferma l’idea del teatro non solo come luogo di spettacolo, ma come presidio culturale, sociale e professionale.
La campagna abbonamenti parte martedì 7 luglio. Il Trianon Viviani propone due formule: Scegli la Tua formula, che consente di selezionare 5, 10 o 20 spettacoli a partire da 80 euro, e Tematico verticale, che permette di scegliere 5 o 10 titoli tra teatro, musica o danza a partire da 70 euro. Sono previste riduzioni per under 25, over 65, cral e soggetti convenzionati, oltre a una particolare agevolazione per i residenti di Forcella sul prezzo dei biglietti. Gli abbonamenti saranno disponibili al botteghino del teatro, online su AzzurroService e nelle consuete prevendite. Lo storico teatro di piazza Vincenzo Calenda, inaugurato nel 1911 da Vincenzo Scarpetta, conferma così la propria vocazione: essere casa della Canzone napoletana, ma anche laboratorio aperto di contemporaneità, comunità e futuro.
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(foto di Massimo Pica fornite dall’Ufficio stampa in allegato al comunicato)











