di Luca Sorbo
“Un’onda di immagini e di luce lambisce gli antichi volumi, snodandosi lungo i cento metri di perimetro nelle cinque sale al terzo piano senza soluzione di continuità, come un rollino fotografico allo stesso tempo contenitore e contenuto di infinite storie”

Queste parole di Carla Viparelli, curatrice insieme ad Angela Madesani del percorso visivo tra le cento fotografie della collezione di Rita e Riccardo Marone e gli storici faldoni della Fondazione, sono una efficace sintesi di questa affascinante esposizione.
Lunedì 9 dicembre si è inaugurata presso Palazzo Ricca, sede della Fondazione Banco di Napoli e della Fondazione Il Cartastorie in via Tribunali 213-214, la mostra “Un mare di storie – Fotografie della collezione Rita e Riccardo Marone”, allestita presso le Sale dell’Archivio Storico al Terzo Piano.
La mostra sarà visitabile fino al 10 gennaio.
La passione per il collezionismo ha coinvolto Riccardo Marone fin da giovanissimo. A soli 14 anni acquista un disegno di Guttuso con i soldi avuti in regalo per una brillante prestazione scolastica. Poi si appassiona alla fotografia, impara a stampare e comincia a conoscere i grandi nomi della fotografia italiana ed internazionale. Il collezionismo come pratica attenta e continua caratterizza, però, solo gli ultimi 20 anni dove segue le fiere, le mostre e le aste e cerca di costruire un suo personale percorso visivo.

“La mia scelta parte dall’immagine. Se un’immagine mi colpisce ed è di un autore a me sconosciuto, inizio ad informarmi, a cercare di scoprire di più dell’autore che l‘ha realizzata. Nel corso degli anni ho affiancato i grandi nomi a fotografi della più oscura provincia che, però, hanno dato vita ad immagini di tutto rispetto in grado di provocare emozioni in chi le sa guardare. Mi piace scoprire mondi nuovi.”
Queste parole di Riccardo Marone, che ha ricoperto cariche politiche di notevole rilevanza, mostrano in modo evidente che ha una reale competenza in fotografia e che la sua collezione è la traccia delle sue passioni e dei suoi interessi. Una delle sue passioni è senz’altro il mare, infatti scrive nel catalogo: “Il mio rapporto con il mare è un rapporto quasi inconscio. Sono nato in una casa molto panoramica sulla collina di San Martino, dalla quale si vede tutto il golfo di Napoli, per cui quel mare e quel panorama è dentro di me, tanto che non lo percepisco quasi più, ma c’è, è lì dentro di me”.
La scelta, quindi, del mare come tema per questa esposizione è stata abbastanza naturale.
Il percorso della mostra non si limita alle Sale d’Archivio della Fondazione Banco di Napoli, ma si estende ad altre due sedi istituzionali nel Centro Antico di Napoli con due foto di grandi dimensioni, collocate rispettivamente nella Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Campania (Palazzo Carafa, via San Biagio dei Librai 121) e nella Biblioteca Universitaria di Napoli (via Giovanni Paladino 39). Tale articolazione della mostra vuole sottolineare l’appartenenza delle succitate sedi – e di molte altre dislocate nella stessa area – al Miglio della Memoria, ovvero “la rete che ospita prestigiose istituzioni napoletane situate tra i decumani del capoluogo partenopeo e raccoglie, nello spazio di appena un miglio, un patrimonio di oltre due milioni di libri e centoventi chilometri di documentazione archivistica” (dal testo in catalogo di Orazio Abbamonte, Gabriele Capone, Silvia Iovane).

Notevoli sono le foto in mostra. La più antica è una veduta di Giorgio Sommer, poi vi è la foto del tuffatore, la più famosa di Nino Migliori, ma tutte sono degne di attenzioni. Sottolineo la presenza di due foto a colori di Mario Giacomelli, famoso per il suo innovativo approccio al B\N. Vi sono anche grandi maestri della fotografia internazionale come Robert Mapplethorpe, Henry Cartier Bresson, Bill Brandt e tanti altri. Vi sono anche immagini di Mimmo Jodice, Franco Fontana, Luciano D’Alessandro, Luciano Ferrara, Gianni Fiorito. È un viaggio nella storia della fotografia attraverso gli occhi di un appassionato.
Il collezionista ha un ruolo di grande importanza nella promozione della fotografia e questa mostra segna un punto fermo nella storia delle impronte di luce a Napoli ed in Italia.
Rita e Riccardo Marone hanno molte altre iniziative in programma e sarà per noi un piacere seguirle e commentarle.

