Napoli si prepara a vivere una serata di cinema e memoria, un momento capace di unire storia, cultura e identità in un’unica narrazione condivisa. Mercoledì 3 dicembre 2025, alle ore 19, il Cinema Filangieri accoglierà la prima proiezione partenopea del docufilm Un Natale a casa Croce, l’ultima opera firmata dal Maestro Pupi Avati, un racconto che intreccia l’intimità familiare e la biografia intellettuale di Benedetto Croce con la storia stessa della città che il filosofo amò e difese per tutta la vita.
L’evento si inserisce nel calendario delle celebrazioni ufficiali di Neapolis 2500, il Comitato Nazionale istituito dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e dal Ministero della Cultura per ricordare i venticinque secoli dalla fondazione della città. Un anniversario simbolico che diventa occasione per rilanciare Napoli in una dimensione internazionale, riaffermandone il ruolo di capitale culturale del Mediterraneo. All’interno di questo percorso, la figura di Croce appare naturale, quasi inevitabile: nessun altro intellettuale ha rappresentato con tanta forza la complessità e la vitalità di Napoli tra Ottocento e Novecento, né ne ha saputo leggere con più lucidità identità, contraddizioni e potenzialità.
La serata è promossa dalla Fondazione Biblioteca Benedetto Croce, custode del patrimonio materiale e morale del filosofo, insieme all’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa, storica istituzione accademica cittadina impegnata in un dialogo continuo tra tradizione e contemporaneità. Accogliere la prima proiezione del film in questo contesto significa riconoscere l’opera di Avati come un tassello di un mosaico più grande: un omaggio a un uomo che ha segnato la storia del pensiero europeo e, al tempo stesso, alla città che lo ha formato e accompagnato.
Il docufilm, prodotto da Minerva Pictures, Istituto Luce e Rai Documentari, ripercorre con ritmo narrativo e sensibilità poetica le stagioni centrali della vita di Croce, dalla giovinezza all’impegno civile, passando per le tragedie personali che ne plasmarono la visione del mondo. Le immagini girate negli ambienti autentici del Palazzo Filomarino, storica dimora della famiglia Croce, restituiscono allo spettatore la dimensione domestica del filosofo, il suo studio, la sua biblioteca, gli spazi in cui prendevano forma le opere che hanno influenzato la cultura italiana del XX secolo. Le stanze diventano così un set naturale, quasi un luogo della memoria dove le voci del passato sembrano ancora risuonare tra scaffali, tappeti e tavoli di lavoro.
A introdurre la proiezione saranno lo stesso Pupi Avati, che racconterà genesi e ispirazione del film, e il cosceneggiatore Luigi Boneschi, compagno di tappa del regista in numerosi progetti dedicati alla memoria civile italiana. Il pubblico potrà così conoscere il percorso che ha portato alla nascita dell’opera: un’indagine fatta di documenti, testimonianze, fonti d’archivio, ma anche di impressioni personali e di un rapporto emozionale con la figura del filosofo. Avati, del resto, non ha mai nascosto la sua fascinazione per Croce, per la sua modernità, per il suo coraggio intellettuale e per quello sguardo acuto con cui seppe leggere il proprio tempo.
Ad aprire la serata, con i loro saluti istituzionali, saranno il Prefetto Michele di Bari, il Rettore Lucio d’Alessandro, membro del Comitato Nazionale Neapolis 2500, e Benedetta Craveri, presidente della Fondazione Biblioteca Benedetto Croce e ultima voce familiare a poter restituire un ricordo diretto del nonno Benedetto. La sua presenza rappresenta un elemento di forte valore simbolico: attraverso di lei, l’eredità crociana si presenta non solo come patrimonio culturale, ma come testimonianza viva, capace di dialogare con le nuove generazioni.
Un Natale a casa Croce si inserisce in questo scenario come un tassello di un più ampio mosaico di celebrazioni che per tutto il 2025 animeranno Napoli, riportandola al centro di un racconto globale. Il film non è soltanto una biografia, ma un’invocazione alla memoria, un invito a riflettere sul ruolo degli intellettuali, sul peso della tradizione, sul coraggio di difendere le idee anche nei momenti più bui della storia nazionale. E, soprattutto, è un’opera che restituisce a Napoli il posto che merita: non uno sfondo decorativo, ma un personaggio vero e proprio, vivo, contraddittorio, appassionato, come Croce la descrisse nei suoi scritti e come Avati la ricostruisce sullo schermo.
L’ingresso alla serata è libero, previa prenotazione, mentre i giornalisti sono invitati a confermare la propria partecipazione entro il 1° dicembre all’indirizzo ufficiale addettostampa@unisob.na.it Una data da segnare sul calendario non solo per gli studiosi di Croce, ma per chiunque desideri scoprire un racconto che intreccia filosofia, storia, vita quotidiana e cinema, restituendo l’immagine di un Natale diverso, carico di memoria, in una Napoli che continua a interrogare il passato per comprendere il proprio futuro.
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