A San Mauro Cilento prende forma una delle iniziative più significative degli ultimi anni sul futuro delle aree interne italiane. Venerdì 23 gennaio, in occasione del cinquantesimo anniversario della Cooperativa Nuovo Cilento, sarà siglato un Patto per le aree rurali di collina e di montagna che nasce come risposta politica, culturale ed economica allo spopolamento, al declino demografico e alla progressiva marginalizzazione dei territori interni.
Fondata il 21 gennaio 1976, la Cooperativa Nuovo Cilento rappresenta oggi una delle esperienze cooperative più longeve e strutturate d’Italia. Con circa 450 soci e oltre 2.500 ettari di presidio agricolo all’interno del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, la cooperativa ha costruito in mezzo secolo un modello fondato su agricoltura sostenibile, tutela della biodiversità, filiere locali e coesione sociale. La produzione di olio extravergine di oliva biologico e DOP Cilento non è solo un’eccellenza agroalimentare, ma il simbolo di un’economia radicata nel territorio, capace di generare reddito, identità e comunità.
Il cinquantesimo anniversario diventa così l’occasione per andare oltre la celebrazione e affrontare apertamente la crisi delle aree interne, spesso raccontate come territori senza futuro anche nei documenti ufficiali, come il Piano Strategico Nazionale delle Aree Interne 2021–2027. Dal 21 al 25 gennaio, San Mauro Cilento ospiterà ricercatori, attivisti, imprenditori sociali e agricoli chiamati a costruire una visione alternativa, diretti dal professor Alex Giordano e supportati dalla task force di Rural Hack, rete impegnata sui temi dell’innovazione sociale e della rigenerazione rurale. L’obiettivo dichiarato è elaborare impegni concreti, misurabili e verificabili, capaci di contrastare una narrazione rassegnata che finisce per giustificare l’abbandono di colline e montagne.
Al centro del Patto c’è il rifiuto della musealizzazione dei territori e della trasformazione delle tradizioni alimentari popolari in pratiche elitarie, scollegate dalla vita quotidiana delle comunità. Le aree interne, che coprono circa il 60% del territorio nazionale ma ospitano appena il 23% della popolazione, vengono rivendicate come spina dorsale del Paese non per nostalgia, ma per la loro funzione strategica in termini ambientali, produttivi, sociali e culturali. Dopo anni di politiche frammentate e risultati insufficienti, la Cooperativa Nuovo Cilento si propone come infrastruttura sociale capace di tenere insieme agricoltura, scuola, credito, tutela del suolo e della biodiversità, in una visione sistemica della rigenerazione territoriale.
Alla giornata inaugurale, insieme al fondatore Giuseppe Cilento e al professor Alex Giordano, parteciperanno Antonello di Gregorio, presidente della Cooperativa Nuovo Cilento, Nicola Caputo, consigliere del Ministro degli Esteri per l’export e l’internazionalizzazione della filiera agroalimentare, Anna Ceprano, presidente di Legacoop Campania, Jostein Hertwig, presidente di GAOD – Global Alliance for Organic Districts, Simone Gamberini, presidente nazionale di Legacoop, Rita Ghedini, presidente di Legacoop Bologna, il regista Mario Martone, i sindaci Carlo Pisacane (San Mauro Cilento) e Stefano Pisani (Pollica), Giuseppe Coccurullo, presidente dell’Ente Parco, Stefano Sansone, presidente della Comunità del Parco, e il giornalista ed enogastronomo Luciano Pignataro. Nei giorni successivi sono attese numerose personalità del mondo della ricerca, dello spettacolo e dell’associazionismo.
«Se continuiamo a sbagliare, a non contrastare efficacemente l’abbandono e lo spopolamento, questi dati rischiano di diventare realtà consolidate – afferma Giuseppe Cilento – serve una cultura sistemica per rigenerare colline e montagne: suolo vivo, biodiversità, acqua, comunità, scuola e credito. Solo così fermiamo declino, spopolamento e abusi del territorio». Parole che sintetizzano il senso profondo del Patto: non un manifesto simbolico, ma un’assunzione di responsabilità collettiva.
Dopo aver condiviso una visione comune sul ruolo futuro delle aree interne e aver individuato condizioni concrete per far restare o tornare gli abitanti, i firmatari sottoscriveranno impegni personali e operativi. La cerimonia conclusiva affiderà ai soci agricoltori i semi della biodiversità locale, come gesto altamente simbolico e politico: semi da coltivare, non da esibire, per frutti da mangiare e condividere, non solo da raccontare. Dal Cilento parte così una nuova alleanza che punta a trasformare le aree interne da problema strutturale a risorsa strategica del Paese.
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cooperativanuovocilento.it
legacoop.it
parcocilento.it
(foto fornita dall’Ufficio stampa in allegato al comunicato)
