Nel cuore simbolico della democrazia italiana, a Palazzo Montecitorio, si è svolto l’8 luglio 2025 il convegno Democrazia e parlamentarismo nell’area del Mediterraneo, promosso dal Centro Studi Parlamentari del Mediterraneo – CESPAM dell’Università degli Studi di Napoli Federico II e dal Presidente della Commissione Affari costituzionali della Camera dei Deputati. L’evento, organizzato in occasione della Giornata internazionale del Mar Mediterraneo, ha posto al centro una visione ambiziosa e necessaria: avviare un processo condiviso per l’elaborazione di una Costituzione ideale del Mediterraneo, fondata sui principi universali dei diritti umani, della democrazia pluralista e della solidarietà.
Ad aprire i lavori è stato il Presidente della Camera dei Deputati Lorenzo Fontana, che ha evidenziato come la diplomazia parlamentare sia oggi una delle chiavi fondamentali per costruire la pace. “Favorire il dialogo tra i parlamenti – ha detto – significa prevenire conflitti e promuovere soluzioni durature, soprattutto in un’area così strategica come il Mediterraneo”.
A concludere il convegno, il Ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha ribadito il ruolo centrale del Mediterraneo nella politica estera ed economica dell’Italia. “Non possiamo permettere che questo mare diventi un cimitero di migranti. Deve tornare a essere uno spazio di scambi, di pace, di futuro”. Per Tajani, la Costituzione del Mediterraneo può rappresentare uno strumento politico e simbolico per rafforzare la cooperazione tra i popoli che si affacciano su queste sponde.
Presenti, tra gli altri, il Rettore Matteo Lorito, promotore del contributo accademico italiano al dialogo euro-mediterraneo, il Presidente della Commissione Affari Costituzionali Nazario Pagano, il fondatore del CESPAM Sandro Staiano, i costituzionalisti Alberto Lucarelli (Presidente CESPAM) e Davide Ambroselli (Direttore CESPAM), insieme a figure diplomatiche di primo piano come Daniel Azzopardi (Ambasciatore di Malta), Eleni Sourani (Ambasciatrice di Grecia), Mohamed Khelifi (Ambasciatore d’Algeria), Mickael Bounakhla (Francia), e il Presidente della PAM Giulio Centemero. Non sono mancati rappresentanti del Parlamento e delle istituzioni internazionali, in un confronto di alto livello che ha tracciato una visione comune.
Il CESPAM, nato all’interno della Federico II, ha sottolineato l’obiettivo di costruire una piattaforma multilaterale stabile tra Parlamenti, Università, società civili e organismi internazionali dell’area mediterranea, in grado di rispondere a sfide cruciali come le crisi ambientali, migratorie, politiche e sociali. Il convegno ha sancito anche l’avvio della redazione partecipata dal basso di una Carta costituzionale mediterranea, come ricordato da Lucarelli, “ispirata alla centralità della persona umana, alla dignità e al pluralismo”. Un progetto ambizioso, ma necessario, ha ribadito Ambroselli, che ha definito il Mediterraneo “non solo luogo di fratture, ma laboratorio di costituzionalismo e di speranza per le nuove generazioni”.
Nel suo intervento, Sandro Staiano ha sottolineato il legame costruito tra il CESPAM e la PAM (Assemblea Parlamentare del Mediterraneo), riconosciuta dalle Nazioni Unite, e ha dichiarato che l’obiettivo di avviare un processo reale per una Costituzione del Mediterraneo è già stato raggiunto.
Il Mediterraneo, da millenni crocevia di civiltà, oggi più che mai si conferma luogo dove pensare un nuovo orizzonte politico, sociale e culturale. Una regione dove la diplomazia universitaria, secondo il rettore Lorito, può formare “cittadini mediterranei”, costruendo ponti anche nei momenti di crisi, perché “più democrazia significa più accordi, più speranza, più futuro”. È un orizzonte che parte dalla cultura, attraversa la politica e arriva alla giustizia, fondando una nuova costituzionalità mediterranea, non imposta, ma condivisa.
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(foto fornite dall’Ufficio stampa dell’Università degli Studi Federico II di Napoli)



