Negli spazi stratificati e carichi di memoria della La Santissima Community Hub, l’arte contemporanea torna a essere dispositivo vivo, capace di dialogare con la città e con il tempo. Con Walking Backwards into Tomorrow, la Collezione Agovino inaugura una nuova fase della propria presenza all’interno dell’ex ospedale militare di Napoli, consolidando una collaborazione che intreccia ricerca artistica, rigenerazione urbana e visione culturale di lungo periodo. L’apertura della mostra coincide con il rilancio degli spazi del Behind, luogo conviviale e curatoriale che si arricchisce anche del bookshop curato da Cratèra e della buvette firmata Barrio Botanico, rafforzando l’idea di un hub da vivere, attraversare, abitare.
A segnare questo nuovo corso è la personale del duo Pennacchio Argentato, Walking Backwards into Tomorrow, un progetto che lavora sul paradosso temporale come chiave di lettura del presente. La mostra nasce da una selezione di opere d’archivio che, rilette oggi, assumono una qualità quasi profetica: immagini, testi e installazioni che sembrano aver anticipato le fratture e le accelerazioni del nostro tempo. Il titolo richiama esplicitamente la celebre intuizione di Marshall McLuhan, secondo cui l’umanità avanza verso il futuro guardando nello “specchio retrovisore”, interpretando il nuovo con categorie del passato. È proprio in questo slittamento che la mostra trova la sua tensione più fertile, trasformando la memoria in strumento critico e non in semplice deposito.
Le opere di Pennacchio Argentato agiscono sulla ri-significazione dei codici della comunicazione visiva contemporanea: slogan, icone, superfici riflettenti, elementi naturali e innesti tecnologici vengono estratti dal loro contesto originario e restituiti come presenze sospese, enigmatiche. Plexiglass, proiezioni digitali, resine, parabrezza, orchidee e dispositivi luminosi costruiscono un paesaggio ibrido in cui lo spettatore è chiamato a interrogarsi sulla propria capacità di decodificare i segnali di un mondo ipermediato. La percezione diventa instabile, continuamente rimandata, come se lo sguardo fosse costretto a oscillare tra ciò che riconosce e ciò che non riesce più a nominare.
In questo scenario, la tensione tra natura e artificio emerge come nucleo concettuale centrale. Le opere suggeriscono una riflessione sull’evoluzione post-biologica, su un futuro in cui la tecnologia non è più semplice strumento ma protesi dell’umano, acceleratore di trasformazioni identitarie e percettive. Ancora una volta, il “camminare all’indietro nel domani” si rivela un gesto necessario: osservare ciò che è stato per intuire ciò che sta per accadere, leggere l’archivio come una mappa del possibile.
Il progetto curatoriale, curato da Francesca Blandino, restituisce pienamente questa complessità, trasformando gli spazi del Behind, del Cinemino e della Sala Affreschi in un osservatorio sensibile sulle contraddizioni del presente. Come sottolinea Alessandra Attena, responsabile de La Santissima Community Hub, la collaborazione con la Collezione Agovino rafforza l’idea di uno spazio espositivo “da vivere”, in cui l’arte dialoga con la produzione culturale e con la dimensione quotidiana della città. Una visione condivisa anche da Fabio Agovino, per il quale l’arte è un organismo vivo, capace di ridefinire il rapporto con lo spazio pubblico e di innescare nuove energie urbane.
Walking Backwards into Tomorrow non è dunque una semplice mostra d’archivio, ma un dispositivo critico che riattiva le opere come strumenti di lettura del presente. In un’epoca segnata da accelerazioni tecnologiche, crisi percettive e ridefinizioni identitarie, la Collezione Agovino e Pennacchio Argentato offrono al pubblico napoletano – e non solo – una grammatica visiva per orientarsi nel tempo che viene, anche quando sembra necessario procedere guardando indietro.
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(ph: Pennacchio Argentato, Walking Backwards into Tomorrow, 2026, exhibition views at La Santissima – Community Hub, courtesy the artists and Collezione Agovino, photo Danilo Donzelli)
