Villa Campolieto torna ad accendersi tra musica, calici e bellezza. Gennaro Miranda: “Così valorizziamo le Ville Vesuviane”.
di Ciro Stallo
Da sempre il Miglio d’Oro è il tratto di costa vesuviana scelto da nobili, intellettuali e aristocratici per dar vita a incontri mondani, feste memorabili e notti dense di cultura. Oggi come allora, si torna a pensare che questi luoghi possano accogliere una nuova generazione di eventi, restituendo agli spazi storici la loro vocazione naturale: essere cornici uniche al mondo.
E così, per una notte, la splendida Villa Campolieto, icona barocca al centro del Miglio d’Oro, ha riaperto i suoi cancelli per ospitare la seconda edizione di Wine Spot: un’esperienza sensoriale che ha richiamato centinaia di partecipanti da tutta Italia, diventando una vera trasposizione liquida dell’ex Regno delle Due Sicilie — raccontato attraverso calici e sapori, immersi in una cornice reale.

L’evento, curato da DROP Eventi, ha visto la partecipazione e il sostegno attivo della Fondazione Ente Ville Vesuviane, il cui presidente Gennaro Miranda ha commentato:
“Eventi come quello di stasera contribuiscono alla valorizzazione delle Ville Vesuviane: grazie a queste occasioni si ha la possibilità di intercettare un pubblico che riesce a coniugare le eccellenze enologiche e gastronomiche della nostra terra con la bellezza delle ville stesse. Pertanto siamo molto felici di ospitare iniziative del genere.”
Degustazioni al buio e tour tra le colonne
Tra stucchi e affreschi, sotto le arcate esterne e nelle antiche stalle della villa, si è sviluppato il cuore della serata: un percorso enologico al buio, dove il vino è stato il solo protagonista. Un esperimento sensoriale che ha chiesto ai partecipanti di lasciarsi guidare da profumi, aromi e sfumature, senza il filtro visivo. Il tutto accompagnato dalla proposta gastronomica curata dalla Tavernetta Colauri.
A condurre i presenti in questo viaggio tra etichette del Sud Italia — con particolare attenzione alle eccellenze dell’ex Regno borbonico — sono stati esperti del settore che hanno raccontato storie di vitigni e territori attraverso ogni calice.
Tra luci, jazz e Vesuvio
L’atmosfera è stata resa ancora più affascinante da giochi di luci e proiezioni artistiche, capaci di trasformare cortili e giardini in spazi narrativi, mentre la musica ha reinterpretato classici pop in chiave jazz e blues.
Immersi nella storia e con lo sguardo sul Vesuvio, i partecipanti hanno potuto anche scoprire gli interni della villa attraverso tour guidati, in un equilibrio perfetto tra cultura, gusto e intrattenimento.
Wine Spot si conferma un esempio virtuoso di come le ville vesuviane possano tornare a essere palcoscenico contemporaneo, spazi di connessione tra tradizione e innovazione, tra passato e futuro, tra territorio e nuove economie del gusto.
Una notte regale per il vino del Sud e un regalo per tutti: una rinascita possibile, calice dopo calice.
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Fondazione Ente Ville Vesuviane
