A 101 anni si può affrontare un intervento chirurgico complesso e tornare a casa in buona salute. Succede all’Ospedale Maresca, struttura dell’ASL Napoli 3 Sud, dove una paziente ultracentenaria è stata operata con successo per una frattura prossimale di femore, nel pieno rispetto dei protocolli clinico-assistenziali previsti per i grandi anziani.
La paziente, M. P., nata a Napoli il 30 marzo 1924 e residente a San Giorgio a Cremano, è arrivata il 13 dicembre presso il reparto di Ortopedia dell’ospedale di Torre del Greco con una frattura del femore, una delle patologie più delicate e diffuse nella popolazione anziana. L’intervento chirurgico è stato eseguito il 15 dicembre, entro le 72 ore raccomandate dalle linee guida nazionali e internazionali, un fattore determinante per ridurre complicanze, disabilità e mortalità nei pazienti fragili.
Il decorso post-operatorio è stato regolare, senza criticità, e la paziente è stata dimessa il 22 dicembre in buone condizioni di salute, tornando a casa dopo appena una settimana di ricovero. Un risultato che testimonia non solo l’efficacia dell’atto chirurgico, ma anche la qualità complessiva dell’assistenza, dalla presa in carico iniziale alla gestione infermieristica e riabilitativa.
Il reparto di Ortopedia dell’Ospedale Maresca è diretto da Rosaria Salvati, con i dirigenti medici Pasquale Recano e Maddalena De Falco, affiancati dalla chirurga Carmela Fedele. Un ruolo centrale è stato svolto anche dalla coordinatrice infermieristica Stefania Di Maso e da tutto il personale infermieristico e socio-sanitario, che ha accompagnato con professionalità e umanità il percorso di cura della paziente, diventata in pochi giorni una vera mascotte del reparto.
A sottolineare il valore dell’episodio è intervenuto anche Giuseppe Russo, direttore generale dell’ASL Napoli 3 Sud, evidenziando come il rispetto dei tempi per l’intervento nelle fratture di femore non rappresenti solo un indicatore di efficienza organizzativa, ma un obiettivo clinico essenziale per garantire qualità della vita e sicurezza ai pazienti più vulnerabili. Il caso della signora M. P. dimostra concretamente come il lavoro di squadra e l’organizzazione ospedaliera possano fare la differenza, anche in presenza di età estreme.
Questa vicenda diventa così il simbolo di una sanità pubblica che funziona, capace di coniugare competenza clinica, rispetto dei protocolli e attenzione alla persona, restituendo fiducia ai cittadini e valorizzando il lavoro quotidiano degli operatori sanitari del territorio vesuviano.
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(foto fornita dall’Ufficio stampa in allegato al comunicato)
