Le università Federico II e L’Orientale di Napoli tornano al centro della scena della ricerca europea grazie a Progetti d’Europa in Italia, la due giorni dedicata ai finanziamenti dell’Unione europea destinati ai progetti umanistici. Negli ultimi anni i due Atenei hanno ottenuto complessivamente 26 milioni di euro attraverso programmi competitivi europei, un risultato che conferma la capacità del sistema accademico partenopeo di intercettare bandi altamente selettivi e di trasformarli in ricerca avanzata, innovazione e nuove opportunità di lavoro. Dalla linea SH (Social Sciences and Humanities) ai prestigiosi finanziamenti dell’ERC – European Research Council, queste risorse hanno infatti sostenuto un ecosistema in crescita che, accanto alla produzione scientifica, ha generato circa 100 contratti tra assegni di ricerca, borse, dottorati e posizioni post-doc, rafforzando il ruolo delle discipline umanistiche nella società della conoscenza.

La prima giornata dell’evento si svolge il 27 novembre, dalle ore 9, nel Complesso Monumentale Monteverginella presso L’Orientale, mentre la seconda è prevista per il 28 novembre, dalle 9.30, alla Biblioteca BRAU della Federico II. A promuovere l’iniziativa sono le docenti Florinda De Simini, professore associato di Storia dell’India, e Maria Chiara Scappaticcio, professore ordinario di Lingua e Letteratura Latina, entrambe Principal Investigator di importanti progetti ERC, che negli ultimi anni hanno contribuito a consolidare il posizionamento europeo degli Atenei napoletani nel settore umanistico.
Ad aprire i lavori saranno i rettori Roberto Tottoli e Matteo Lorito, affiancati dai delegati alla ricerca C. Maria Laudando e Lorenzo Marrucci, e dai saluti istituzionali di Gala Maria Follaco, Andrea Mazzucchi e Nicola Madonna. Seguiranno gli interventi introduttivi di Fabio Fava, Consigliere del Ministro dell’Università e della Ricerca per l’innovazione in ambito europeo, e di Flavia Cumuli, Responsabile dell’Area Humanities dell’ERC Executive Agency. I tavoli scientifici coinvolgeranno Principal Investigator dei settori SH5 e SH6, moderati da studiosi di rilievo internazionale, in un confronto aperto sui risultati raggiunti, sulle prospettive future e, soprattutto, sull’impatto delle digital humanities, sempre più strategiche nell’analisi, gestione e valorizzazione dei dati culturali.
L’iniziativa intende mostrare come la ricerca umanistica, sostenuta da finanziamenti europei strutturati, sia oggi un settore capace di dialogare con la tecnologia, di sviluppare metodologie innovative e di contribuire a una visione moderna della conoscenza. Il confronto tra esperti, amministratori della ricerca e protagonisti dei progetti ERC rappresenta un’occasione decisiva per delineare il futuro delle scienze umane in Italia, ribadendo il loro ruolo nel sistema della ricerca europea e il potenziale che esse esprimono nel definire politiche culturali, processi educativi e nuove forme di comunicazione e divulgazione scientifica. Progetti d’Europa in Italia si configura così non solo come una ricognizione dei risultati raggiunti, ma come una piattaforma di riflessione sul rinnovamento del settore umanistico e sul suo posizionamento internazionale.
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(foto fornite dall’Ufficio stampa in allegato al comunicato)
