di Luca Sorbo
La Sala Assoli accoglie nel suo ventre gli spettatori e li rende partecipi della magia della messa in scena. Questo è vero nell’esperienza teatrale, ma anche negli incontri organizzati da Pino Miraglia dal titolo il SABATO DELLA FOTOGRAFIA.
Il 24 ottobre è cominciata l’undicesima edizione con uno dei fotografi italiani più interessanti: Angelo Raffaele Turetta.
Dopo essersi diplomato all’Accademia di Belle Arti di Roma, collabora con l’agenzia CONTRASTO ed in seguito comincia a lavorare nel cinema.
Ha dichiarato:” Il mio approccio con la realtà è stato profondamento influenzato dagli insegnamenti dei miei docenti all’Accademia di Belle Arti ed in particolare di Toti Scialoja. Ho amato molto l’Action Painting, la Pop Art, De Kooning, Pollok, Donghi, De Chirico. Ho cominciato a dipingere, anche se poi, ho trovato nelle impronte di luce il mio linguaggio preferito, però nella fotografia ho cercato di portare tutte le suggestioni che avevo vissuto attraverso la pittura. Ho cercato di riproporre le atmosfere della Metafisica e del Realismo Magico”.
Definisce il suo fotografare come un sabotaggio della realtà. Questo avviene togliendo all’effetto la sua causa determinando un risultato surreale. Il suo stile emerge evidente sia nel reportage che nella foto di scena, segno di una necessita interiore di confrontarsi con il reale in modo originale. Un’espediente per trovare nuove soluzioni formali ed espressive è l’errore. Sperimentare sempre è l’unico modo per mettersi alla prova e scoprire una propria visione. Per la sua ricerca utilizza esclusivamente il bianco e nero, sfruttando con sapienza tutte le sue possibilità
Così racconta la sua esperienza nel cinema: “Ho cominciato per una casualità. Stavo lavorando con Pier Vittorio Tondelli per l’Espresso su dei giovani scrittori. Attraverso questo reportage conobbi a Roma Claudio Camarca, con cui nacque una forte affinità. Cominciammo a lavorare su Roma e vendevamo dei servizi fotografici con testi insieme. Paolo si occupava anche di cinema e scriveva per Claudio Caligari. Un giorno mi contatta e mi dice che gli avevano proposto di curare la regia di un film che aveva scritto, perché Caligari non voleva farlo e mi chiede di collaborare. Nonostante non avesse un’esperienza nel cinema, con l’aiuto di un bravo direttore della fotografia, riesce a portare a termine il film ed io mi occupo delle foto di scena. Per chi ha esperienza di fotogiornalismo fare foto durante un film è molto semplice da un punto di vista tecnico. Il difficile è riuscire a produrre immagini che abbiano uno stile ed una originalità”.
Trovare uno stile è sempre molto complesso, Turetta spiega in questo modo il suo percorso:”Il cinema è sempre una costruzione del reale, anche quando vuole essere documentario. Io ho cercato di portare in queste situazioni il mio mestiere di fotogiornalista, in cui cercavo di trovare nel reale delle situazioni fiction. In questo corto circuito tra reale ed immaginario ho individuato una mia possibile visione. Ho lavorato ad almeno 80 film e la collaborazione che ricordo con più piacere è quella con Marco Tullio Giordana di cui sono stato il fotografo di tutti i film. Anche Emanuele Crialese è un regista con cui ho lavorato molto bene. Il cinema non è un’ambiente facile, contano molto i rapporti personali. Ultimamente vedo un forte decadimento culturale in tutti i campi ed anche il cinema, in molti casi, è diventato solo intrattenimento. Un esempio positivo è stata la scuola del teatro di avanguardia di Napoli che sono passati al cinema lavorando con grande qualità, da Martone a Servillo a Cesare Accetta e Pasquale Mari”.
Ai giovani consiglia di essere umili, curiosi e colti. A volte i nuovi autori hanno aspettative esagerate e non hanno la pazienza di costruire un proprio percorso personale.
Nel teatro era anche allestita la mostra GENERAZIONE CREATTIVA, realizzata dagli studenti del laboratorio di fotografia sociale organizzato dal dipartimento di Scienze Sociali della Federico II e guidato dallo stesso Pino Miraglia.
In sala sarà presente come presidio permanente “Voci per la Palestina” installazione sonora a cura di Pino Miraglia: dieci attori leggono le poesie dei nuovi e vecchi poeti Palestinesi > Lino Musella, Cristina Donadio, Manuela Mandracchia, Antonello Cossia, Dalal Suleiman, Rosalba Di Girolamo, Fabio Cocifoglia, Vincenza Modica, Carlo Cerciello, Imma Villa.
Molto ricco il programma per il 2027 che vedrà le mostre di Mario Spada e Lucia Patalano e gli incontri curati da Manuela Fulgenzi. Ci saranno anche presentazioni di giovani autori.




(foto per gentile concessione dell’autore Angelo Raffaele Turetta / Il Sabato della Fotografia)
